Salute Sette Lecce 

Fragilità ossea, via al monitoraggio nel Salento per sensibilizzare le istituzioni e i cittadini

Il Tribunale dei Diritti del Malato di Casarano avvisa che Cittadinanzattiva ha lanciato un monitoraggio online per capire l’effettiva gestione delle fratture da fragilità ossea e le eventuali criticità su cui intervenire

Il Tribunale dei Diritti del Malato di Casarano avvisa che Cittadinanzattiva ha lanciato un monitoraggio online per capire l’effettiva gestione delle fratture da fragilità ossea e le eventuali criticità su cui intervenire. I dati raccolti con l'indagine saranno essenziali per lo sviluppo di un lavoro coordinato sul territorio il cui obiettivo è quello di coinvolgere in modo sempre più vasto e radicato le istituzioni regionali, centrali e la classe politica per giungere alla formulazione di proposte condivise, che possano tradursi in azioni concrete a favore dei pazienti. Raccogliere grazie a Cittadinanzattiva le voci dei cittadini. La fragilità ossea espone i pazienti a fratture, in particolare quelle del femore e della colonna vertebrale. La patologia in questione dipende da una progressiva diminuzione della qualità e densità delle ossa ed è una malattia sempre più diffusa perché fortemente correlata all’invecchiamento della popolazione. 

La fragilità ossea colpisce soprattutto le persone anziane, ma può essere provocata anche dall’assunzione di determinati farmaci ( in questo caso i meccanismi sono simili a quelli dell’osteoporosi primitiva più diffusa, però la terapia differisce). Il guaio è che l’osteoporosi è un nemico invisibile, che può spuntare fuori con una frattura improvvisa. Sono circa 4 milioni le donne colpite e 1 milione gli uomini  nel nostro paese che soffrono di osteoporosi: una patologia che provoca la riduzione della massa ossea e l’alterazione della micro-architettura del tessuto scheletrico. Le ossa diventano più fragili e più esposte a rischio di fratture spontanee o in conseguenza di traumi minimi. Le donne, dopo la menopausa, spesso riscontrano questo problema, in alcuni casi l’osteoporosi può manifestarsi prima. I numeri delle emergenze negli ospedali italiani ci raccontano di 600mila casi all’anno: quindi in tantissimi si presentano nei pronto soccorso con varie tipologie di fratture da fragilità, comprese quelle vertebrali (se ne verificano mille l’anno di questo tipo). Ecco perché gli ospedali si ingolfano e i costi lievitano dal punto di vista sanitario e sociale: si parla di circa 9 miliardi di euro l'anno. Spesa destinata a salire con l’invecchiamento continuo e costante della popolazione italiana. Dunque, la parola d’ordine resta prevenzione, unita il rafforzamento della medicina territoriale. In questo periodo pandemico il COVID-19 rischia di rallentare screening e diagnosi precoci. 

FRAGILITÀ OSSEA SECONDARIA 

Come dicevamo prima, la fragilità ossea può essere determinata dall’uso di alcuni farmaci, soprattutto quelli antitumorali: uno dei casi più frequenti di osteoporosi secondaria riguarda il tumore alla mammella. Le terapie per queste forme di tumore possono avere degli effetti collaterali come la riduzione della qualità dell’osso, così come accade nei trattamenti ormonali per il tumore alla prostata. Ecco che proprio in questo momento, in cui la sanità è concentrata sulla pandemia, è necessario monitorare e alzare la guardia anche per evitare ulteriori costi e affollamento degli ospedali. Esistono tantissime terapie molto efficaci contro l’osteoporosi, ma bisogna saper agire in tempo. La migliore strategia è sempre la prevenzione. 

Gaetano Gorgoni

 

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