Salute Sette 

Liste d’attesa lunghe nel pubblico, ancora chiuse per alcuni privati: proteste

Resta in alto mare la situazione che riguarda gli esami di diagnostica per immagini: per alcuni importanti Centri privati le liste sono ancora chiuse

Resta in alto mare la situazione che riguarda gli esami di diagnostica per immagini: per alcuni importanti Centri privati le liste sono ancora chiuse. Chi tra le strutture convenzionate non ha chiuso, mettendosi al servizio persino dei pazienti Covid durante il lockdown oggi viene penalizzato. Eppure avrebbe potuto alleggerire il pubblico, ma ancora non sono state aperte le liste d’attesa per novembre e dicembre. Il risultato è che alcuni pazienti finiscono per inveire contro le strutture private, che possono erogare servizi solo a pagamento (per ora). Il problema è stato posto all’assessore Pierluigi Lopalco, che si è impegnato ad approfondire la questione.

La sanità pugliese è vicina al tilt a causa del covid-19: i ricoveri sono sospesi fino a data da destinarsi, esami e interventi non urgenti slittano. Le strutture private convenzionate potrebbero fare la differenza in un momento così difficile, ma non arrivano risposte per poter passare all’azione proprio a chi è stato più virtuoso nella prima ondata del SARS-CoV-2. 

I gestori di queste strutture chiedono come mai le liste d’attesa siano ancora chiuse a quest’altezza di tempo. È una situazione che sta scatenando l’ira degli utenti, che non possono usufruire degli esami in convenzione. “Qualcuno ha persino pensato di interessare i carabinieri, ma noi non possiamo farci nulla - spiega una radiologa - Sono le autorità sanitarie che hanno il compito di aprire le liste. Fino a quel momento gli esami si dovranno pagare per intero”. 

È una vera e propria emergenza prenotazioni degli esami di diagnostica per immagini in convenzione. Per mesi sono sollecitati i responsabili della sanità pugliese per spiegare il problema: ultimamente sono state inviate alcune pec e alla Regione che il Dipartimento Salute che la direzione generale Asl/Le.

Siamo a fine ottobre e il cup non ha ancora aperto le liste con possibilità di prenotare nel mese di novembre per quei centri diagnostici che sono rimasti in attività durante il lockdown dando un contributo indispensabile allo smaltimento delle l’oste d’attesa pubbliche bei mesi scorsi.

Ci sono malati oncologici che pagano i loro esami perché peraltro non potrebbero andare in ospedale per via dei nuovi decreti.

“Ieri una signora si è presentata in studio con i carabinieri perché pensava che fossimo noi a non volerle erogare la prestazione” - spiega uno dei responsabili che preferisce mantenere l’anonimato. In campo è scesa persino la Prefettura di Lecce a garanzia di utenti che vedono slittare le loro prenotazioni nel pubblico al 2022. 

I responsabili delle strutture private che attendono l’apertura delle liste d’attesa chiedono alle autorità di intervenire con urgenza in quanto la situazione è insostenibile per gli addetti ai lavori e per i pazienti. In mattinata, il nuovo assessore alla Sanità della Puglia, professor Pierluigi Lopalco, già oberato dagli impegni per via di una pandemia che anche in Puglia rischia di raggiungere i migliaia di positivi giornalieri, si è impegnato a risolvere la situazione. L’emergenza liste d’attesa rischia di diventare una bomba sociale di non poco conto: il covid non può farci dimenticare le altre malattie, la prevenzione, la diagnostica e la diagnosi precoce. In tanti, in questo momento di grande crisi economica, non hanno i soldi per pagarsi gli esami.

Gaetano Gorgoni

 

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