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Effetto covid, calano gli screening per i tumori: segnale inquietante

Lo certifica l’Istituto Humanitas in un articolo di qualche giorno fa, ma lo ammettono anche le Asl territoriali, come quella di Brindisi (lo conferma il direttore sanitario dell’Asl Gigliobianco)

L’impatto della pandemia sulla lotta al cancro è stato devastante: in tutta Italia (Puglia compresa) si registra un calo degli screening e un abbassamento della guardia nella lotta ai tumori. Lo certifica l’Istituto Humanitas in un articolo di qualche giorno fa, ma lo ammettono anche le Asl territoriali, come quella di Brindisi (lo conferma il direttore sanitario dell’Asl Gigliobianco). Tra lockdown, paura di andare nelle strutture sanitarie a controllarsi, liste d’attesa più lunghe e le tante energie impegnate a fronteggiare il SARS-CoV-2 la situazione si è complicata notevolmente. Ora si cerca di recuperare il terreno perduto per evitare che tra un anno si registrino i danni della prevenzione non fatta. 

In tempi di emergenza da covid-19 è molto più difficile la gestione dei pazienti oncologici da tutti i punti di vista: screening, diagnosi precoce, terapie e follow up non si svolgono sempre con la tempestività necessaria. Gli italiani, dando spazio alla paura di infettarsi, dimenticano di prevenire tante altre gravi malattie. Gli esperti affermano che la presenza del cancro non influenza la gravità e la prognosi di COVID-19 e che i pazienti oncologici che hanno contratto il virus e che sono morti, erano perlopiù pazienti anziani, con comorbidità e tumori avanzati e pluri-trattati. Tutti i centri oncologici hanno continuato a funzionare regolarmente, anche durante il lockdown, ma gli interventi chirurgici meno gravi sono stati rimandati e le liste d’attesa si sono allungate. A questo problema bisogna aggiungere quello dell’interruzione dei programmi di screening, la difficoltà dei medici a gestire i casi sospetti di tumore e il timore dei pazienti a tornare, da maggio in poi, negli ospedali e negli ambulatori per screening e controlli. Ora che si rischiano nuove chiusure è necessario correre ai ripari. È fondamentale invitare ancora una volta i pazienti a non rimandare le cure e a riprendere gli screening e i controlli: tutto può essere fatto in completa sicurezza. Ma soprattutto la sanità pubblica, magari coordinandosi meglio con quella privata, dev’essere capace di offrire standard di terapia ottimali ai pazienti oncologici, ma anche di mantenere attive le campagne di screening. Costa troppo? Curare una malattia non gestita in tempo costa molto di più! 

L’ALLARME SCATTA ANCHE IN REGIONE 

Ultimamente anche in regione qualcuno esprime preoccupazione, come il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo (che è anche un medico:

“C’è un'emergenza nell'emergenza molto più letale e più subdola del COVID, perché corriamo il rischio che tutta l'attenzione pubblica sia più rivolta ai bollettini giornalieri, quando invece c’è il dovere di indicare le strategie per affrontarla – e riguarda il crollo degli screening per i tumori in Puglia, perché quest’anno si stanno registrando centinaia di migliaia in meno degli esami per la prevenzione e per il follow-up. Un dato grave che porta ad un aumento della mortalità nel medio termine. I ritardi nei controlli si traducono, ad esempio, in una netta riduzione delle nuove diagnosi precoce di tumore della mammella e del colon-retto. Questi ritardi nei programmi di prevenzione secondaria determineranno un aumento della mortalità nei prossimi anni”. 

Gaetano Gorgoni 

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