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Dai mezzi pubblici al ritiro degli esami: file pericolose mentre il covid avanza

Il Ministero della Salute ci avvisa nell’ultimo report sulla pandemia che “si assiste a una accelerazione nella evoluzione dell’epidemia ormai entrata in una fase acuta con aumento progressivo nel numero di casi, evidenze di criticità nei servizi territoriali ed aumenti nel tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica che rischiano, in alcune Regioni, di raggiungere i valori critici nel prossimo mese”.

Non abbiamo bisogno di nuovi lockdown, soprattutto a Lecce dove i numeri non sono così allarmati come in altre città, ma abbiamo bisogno di organizzare meglio i nostri servizi pubblici. È di questa mattina la foto dell’assembramento all’ingresso della Cittadella dell’Asl: in tanti si sono messi  in fila per ritirare i referti e non sempre si rispettano le regole o si tengono le mascherine nel modo corretto. Eppure proprio attraverso queste regole possiamo spegnere la seconda ondata nel Salento. Il Ministero della Salute ci avvisa nell’ultimo report sulla pandemia che “si assiste a una accelerazione nella evoluzione dell’epidemia ormai entrata in una fase acuta con aumento progressivo nel numero di casi, evidenze di criticità nei servizi territoriali ed aumenti nel tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica che rischiano, in alcune Regioni, di raggiungere i valori critici nel prossimo mese”. 



Mentre la Puglia continua a lavorare per una maggiore sicurezza sui mezzi pubblici, c’è ancora molto da rivedere nel servizio sanitario pubblico. I corridoi della cittadella Asl e gli ingressi sono ancora affollati nelle ore di punta. Purtroppo dobbiamo correre ai ripari perché il SARS-COV-2 avanza. Bisognerebbe organizzare anche i ritiri con più precisione, su prenotazione, utilizzando computer e telefoni. La tecnologia può evitarci molti guai. Eppure continuiamo a ritrovarci davanti, in piena pandemia mondiale, assembramenti insopportabili davanti alle poste, nei mezzi pubblici e persino all’Asl. Il paradosso è che chiediamo ai ristoranti di non ospitare più di 6 persone ai tavoli e poi i servizi pubblici rischiano di essere erogati in modo poco sicuro. 

Gli esperti del Ministero della Salute hanno rivolto l’ennesimo appello al “rispetto delle norme di precauzione previste (in particolare il distanziamento fisico e l’uso corretto e appropriato delle mascherine) e di evitare quanto più possibile situazioni che possano favorire la trasmissione quali aggregazioni spontanee e programmate per evitare un ulteriore peggioramento che potrebbe richiedere restrizioni territorialmente diffuse”.



I NUOVI DATI DEL REPORT COVID NAZIONALI 



Il nuovo report nazionale si riferisce alla prima parte di ottobre: è stato osservato un forte incremento dei casi che porta l’incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 giorni a 75 per centomila abitanti contro il 44,37 per centomila  abitanti nel periodo che va dal 21 settembre al 4 ottobre. Nello stesso periodo, il numero di casi sintomatici è quasi raddoppiato. “Tutte le Regioni, tranne una, hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente (flusso ISS) - spiegano gli esperti-  Aumentano i casi di covid scoperti per via dei sintomi (31,6% contro il 29,1% della scorsa settimana). Sono stati riportati complessivamente 4.913 focolai attivi, di cui 1.749 nuovi (la definizione adottata di focolaio prevede la individuazione di 2 o più casi positivi tra loro collegati), entrambi in aumento per la undicesima settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 3.805 focolai attivi di cui 1.181 nuovi). Sono stati riportati focolai nella quasi totalità delle province (102/107). La maggior parte di questi focolai continua a verificarsi in ambito domiciliare (80,3%). Si mantiene stabile la percentuale dei focolai rilevati nell’ambito di attività ricreative (4,2%  contro 4,1% la settimana precedente)”. Il contagio a scuola resta complessivamente basso: 3,8% del totale dei focolai. 



AUMENTANO I RICOVERATI 



I ricoverati continuano a salire in Puglia e nel resto d’Italia. Gli esperti segnalano un importante aumento nel numero di persone ricoverate (4.519 contro i 3.287 della settimana precedente in area medica, 420 contro 303 della precedente settimana in terapia intensiva) e, conseguentemente, aumentano i tassi di occupazione delle degenze in area medica e in terapia intensiva, con alcune Regioni  sopra 10% in entrambe le aree. Il sistema sanitario sta cominciando a temere il sovraccarico. 

“Rimane fondamentale mantenere un’elevata consapevolezza della popolazione generale circa il peggioramento ormai chiaro e più rapido della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali lavaggio delle mani, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico - ripetono gli esperti - Si evidenzia una nuova fase epidemiologica con un aggravio del lavoro dei servizi territoriali che potrebbe riflettersi in breve tempo in un sovraccarico dei servizi assistenziali”. Il tracciamento è fondamentale, ma se i casi diventano troppi il SISP dell’Asl non può intercettare tutti i contatti dei vari positivi e in quel caso la situazione sarebbe fuori controllo. È proprio questo che dobbiamo evitare: pensiamoci anche quando ci mettiamo in fila per ritirare un esame.



Gaetano Gorgoni

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