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Malattia Venosa Cronica: prevenzione e cura. L’importanza della visita angiologica

Dolore e gonfiore, possono essere i primi sintomi legati alla Malattia Venosa Cronica (MVC), patologia che coinvolge il sistema vascolare e che peggiora se non trattata fin dai primi sintomi e segni clinici. Intervista al dottor Allegretti

Avere gambe “in salute” è fondamentale per tutti e a tutte le età, ma è necessario occuparsi della loro salute fin da giovani: il fattore ereditario ha un ruolo importante. Dolore e gonfiore, possono essere i primi sintomi legati alla Malattia Venosa Cronica (MVC), patologia che coinvolge il sistema vascolare e che peggiora se non trattata fin dai primi sintomi e segni clinici. Il dottor  Luciano Allegretti, Angiologo specializzato in Wound Care, Medico Subacqueo ed Iperbarico, operativo nel Centro Calabrese di Cavallino, ci aiuterà ad approfondire un problema che non dev’essere mai sottovalutato. L’esame specifico serve a fare una diagnosi corretta, ma la visita angiologica è fondamentale per risolvere il problema attraverso una terapia personalizzata.

La Malattia Venosa Cronica (MVC) si verifica quando le vene delle gambe non assolvono in modo corretto la propria funzione, determinando difficoltà a far defluire il sangue dalla periferia del corpo al cuore perdendo elasticità e continenza valvolare. A questi primi sintomi si accompagnano crampi notturni e pesantezza durante il giorno. “A livello visivo i primi segni che si notano sulle gambe sono piccoli capillari in vista, di colore rosso o verdastro: non si tratta solo di inestetismi della pelle ma di entità teleangectasiche che aprono le porte a quadri clinici più importanti come i quadri varicosi, sino all’insufficienza venosa (fase avanzata della MCV) ove si reperiscono importanti alterazioni emodinamiche del sistema venoso, manifestandosi con edemi, alterazioni della pelle e nei casi più avanzati” - spiega il dottor Allegretti. Nei casi più gravi la patologia si manifesta con flebiti, varicoflebiti, tromboflebiti e ulcere varicose. I dati a disposizione segnalano una maggiore diffusione tra donne, soprattutto durante la gravidanza, oppure se assumono la pillola anticoncezionale. Tra i fattori di rischio ci sono la sedentarietà, aumento di peso, problemi ormonali, trombi alle vene profonde, ereditarietà, deficit a carico della pompa muscolare e compromissione dei vasi. 


L’IMPORTANZA DI UNA DIAGNOSI CORRETTA CON LA TECNOLOGIA GIUSTA E TEAM MULTIDISCIPLINARI

Il primo step, quello dell’anamnesi, degli esami e della diagnosi, è fondamentale: per intervenire in maniera tempestiva sulla patologia. La tecnologia aggiornata deve andare di pari passo con l’esperienza e la capacità di medici specializzati, che possono studiare la terapia giusta per affrontare il problema. “La cultura del medico non deve mai cambiare - spiega la dottoressa Maria Luisa Calabrese, del Centro Calabrese di Cavallino - Qualunque attrezzatura si usi, la valutazione clinica è necessaria e fondamentale.  

Un esame ecocolordoppler può non essere utile se non si affianca la valutazione clinica e le conseguenti terapie o indicazioni terapeutiche. Direi che è ‘step obbligatorio’ per chi vuole fare diagnostica in maniera seria.

Il nostro centro si è sempre contraddistinto per la cura del paziente da tre generazioni. Ricordo che che in questo centro è attivo un reparto di ultranografia che comprende anche la possibilità di eseguire l’ecocoldoppler transcranico e quello con ‘bubble test’, oltre che ecografie vascolari di tutti i restanti distretti”.

INTERVISTA AL DOTTOR LUCIANO ALLEGRETTI

Dottore, quanto è diffusa la MVC? 

“La MVC è una patologia, la terza più diffusa, dopo allergie e ipertensione, che colpisce 19 milioni di italiani: dal 10 al 50% degli uomini e oltre la metà delle donne (dal 50 al 55%). Solo una persona su tre, però, sa di essere malata e segue una corretta terapia farmacologica e nutrizionale, nonché una compressione terapeutica corretta”.

Per la prevenzione e la cura è sufficiente prescrivere e/o effettuare l’ecocolordoppler degli arti inferiori?

“No! La MVC viene diagnosticata e inquadrata dal punto di vista clinico e terapeutico tramite una visita angiologica e se necessario, l’ausilio dell’ecocolordoppler ci aiuta a mettere in evidenza sia una incontinenza del sistema venoso superficiale e profondo, il diametro della vena e valutare eventuali formazioni trombotiche.

Per prevenire la progressione o rimuovere i fattori determinanti la Malattia Venosa Cronica, si prescriverà una terapia farmacologica ed integrazionale riconosciute dalle linee guida delle Società Scientifiche dedicate, nonché seguire i consigli dello specialista dedicando giornalmente buone abitudini e stile di vita proteso al benessere delle proprie gambe. Non meno importante è l’approccio nutrizionale, talvolta il meno tollerato così come il fondamentale utilizzo di presidi elastocompressivi”.

Gaetano Gorgoni


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