Salute Sette 

Covid in aumento: più fatica per i servizi territoriali. Assistenza a rischio

C’è una stretta su tutte le attività che comportino aggregazioni e affollamenti: torna da oggi il pugno duro su tutto

I nuovi dati ministeriali segnalano un notevole carico dei servizi territoriali, dovuto ai nuovi casi di pandemia, che va monitorato per i suoi potenziali riflessi sui servizi assistenziali (le nuove regole incidono anche sulla gestione degli studi dei medici di base, che prevedono non più di un ingresso in stanza chiusa). Il governo è stato costretto all’imposizione delle mascherine all’aperto in ogni occasione (tranne quando si pratica sport) per un principio di precauzione. C’è una stretta su tutte le attività che comportino aggregazioni e affollamenti: torna da oggi il pugno duro su tutto. L’ultima settimana di monitoraggio del Ministero della Salute a livello nazionale non è confortante: salgono i casi di sintomatici, anche in Puglia (pur restando non superiori al 29%). È però chiaro che il SARS-CoV-2 oggi circola in tutto il paese: sono in aumento i nuovi casi segnalati in Italia per la decima settimana consecutiva con un’incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 giorni di 44,37 per 100.000 abitanti (contro il 34,2 per 100.000 abitanti nella settimana precedente all’ultimo monitoraggio). 

Per capire in che modo si sta svolgendo la situazione pandemica basta dare un’occhiata agli ultimi dati che riguardano i nuovi positivi che manifestano sintomi: 8.198 casi sintomatici nel periodo 21/9 - 4/10 contro i precedenti 6.650 casi sintomatici nel periodo 14/9 -  27/9). La progressione è continua: sono 17 le Regioni che hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente (flusso ISS).

Sono stati riportati complessivamente 3.805 focolai attivi, di cui 1.181 nuovi (la definizione adottata di focolaio prevede l’individuazione di 2 o più casi positivi tra loro collegati), entrambi in aumento per la decima settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 3.266 focolai attivi di cui 909 nuovi). I focolai si sono verificati ovunque: per il 77,6% dei casi in ambito domiciliare, mentre scendono quelli rilevati nell’ambito di attività ricreative (4,1% contro 4,5% la settimana precedente). Il 2,5% sono focolai che interessano le scuole: sono in lieve aumento rispetto ai dati precedenti. Nella provincia di Lecce sono già interessate 3 scuole: il liceo artistico del capoluogo barocco, Melendugno e Tricase. Per fortuna l’intervento tempestivo del SISP dell’Asl leccese ha bloccato sul nascere i contagi. 

“A livello nazionale continua a salire il numero di persone ricoverate (3.287 contro 2.846 in area medica, 303 contro 254 in terapia intensiva nei giorni 4/10 e 27/9, rispettivamente) e, conseguentemente, aumentano i tassi di occupazione delle degenze in area medica e in terapia intensiva” - avvertono gli esperti del Ministero della Salute. 

ALLARME SERVIZI SANITARI TERRITORIALI 

Il progressivo peggioramento dell’epidemia di SARS-Cov-2 registrato dagli esperti implica un carico di lavoro per i servizi sanitari territoriali che ne compromette l’efficienza. La medicina territoriale inevitabilmente ne risente, inoltre si allungano le liste d’attesa e frena la gestione della prevenzione per tutta una serie di altre patologie. È soprattutto per evitare che i servizi territoriali vadano in tilt che il governo oggi ha varato il nuovo DPCM. La trasmissione in ambito domiciliare sta provocando focolai piuttosto rilevanti, e adesso anche la scuola comincia preoccupare: impossibile transigere sulle regole (lavaggio delle mani, mascherine sempre, divieto di assembramenti e distanziamento). “È importante il rafforzamento dei servizi territoriali, attraverso un coinvolgimento straordinario di risorse professionali di supporto ed anche attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici come la “app” Immuni, nelle attività di diagnosi e ricerca dei contatti in modo da identificare precocemente tutte le catene di trasmissione e garantire una efficiente gestione, inclusa la quarantena dei contatti stretti, e l'isolamento immediato dei casi secondari - spiegano gli esperti del ministero - Si evidenzia una nuova fase epidemiologica con un notevole carico dei servizi territoriali che va monitorato per i suoi potenziali riflessi sui servizi assistenziali”. 

LA NUOVA STRETTA 

Dopo la bella stagione, come ha spiegato il professor Lopalco si torna nei luoghi chiusi e i casi di covid-19 aumentano: è fisiologico. Ecco perché il nuovo decreto del presidente del Consiglio dei Ministri prevede in tutti i luoghi pubblici o aperti al pubblico l’uso della mascherina, salvo i casi di comprovata impossibilità per particolari soggetti.

“Nei luoghi privati il titolare, sia che trattasi di abitazioni familiari o sedi associative, può consentire l’accesso ad un massimo di dieci persone diverse dal proprio nucleo familiare risultante dall’anagrafe comunale. Per assicurare il rispetto di tale prescrizione gli incaricati dalla pubblica autorità potranno in qualsiasi momento chiedere l’accesso e procedere alla identificazione dei soggetti presenti nell’immobile.

 Sono sospese le attività sportive che comportino contatto fisico, fatta eccezione per quelle che prevedano la contemporanea presenza di non più di sei soggetti nel campo da gioco. Sono escluse dalla presente disposizione le attività ricreative in centri sociali, comunità di recupero e di accoglienza. È consentito svolgere individualmente attività motoria purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona, salvo sia convivente.

Gli studi professionali devono consentire la presenza di non più di una persona per ogni stanza, incentivando il ricorso allo smart working. Il ricevimento della clientela deve avvenire o con modalità telematiche o attraverso uina barriera che non consenta il contatto. La stanza in cui avviene il ricevimento deve essere igienizzata dopo ogni accesso.

I matrimoni possono essere svolti con la sola presenza dei soggetti che devono intervenire secondo le norme dello stato Civile alla celebrazione e non più di dieci invitati. I funerali devono svolgersi con la presenza contemporanea di non più di quindici persone compreso il celebrante e l’interessato”. 

Gaetano Gorgoni

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Il Ministero della Salute ci avvisa nell’ultimo report sulla pandemia che “si assiste a una accelerazione nella evoluzione dell’epidemia ormai entrata in una fase acuta con aumento progressivo nel numero di casi, evidenze di criticità nei servizi territoriali ed aumenti nel tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica che rischiano, in alcune Regioni, di raggiungere i valori critici nel prossimo mese”.