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Il monito di Lopalco: «Se ci lasciamo andare, finisce come nella prima ondata»

L’epidemiologo Pierluigi Lopalco, prossimo assessore alla Sanità della Puglia e responsabile della task force anti-covid pugliese, nell’intervista che ci ha rilasciato in mattinata, spiega che è ancora possibile che l’incubo della sanità in tilt e delle chiusure ritorni se non si tiene alta la guardia

L’epidemiologo Pierluigi Lopalco, prossimo assessore alla Sanità della Puglia e responsabile della task force anti-covid pugliese, nell’intervista che ci ha rilasciato in mattinata, spiega che è ancora possibile che l’incubo della sanità in tilt e delle chiusure ritorni se non si tiene alta la guardia. Il SARS-CoV-2 non è più debole e continua a circolare, come testimoniano i dati pubblicati nelle scorse ore dal Ministero della Salute, in tutta Italia: esiste ancora il rischio di mandare in tilt e le nostre terapie intensive. Naturalmente questo non accade, e speriamo che non si verifichi mai, perché adesso siamo più preparati: siamo in grado di rintracciare gli asintomatici e i loro contatti, ma sappiamo anche con quali medicine affrontare la malattia covid-19. Il professore Lopalco spiega che questa nuova ondata di positivi è dovuta al fatto che si torna nei luoghi di lavoro al chiuso: nei locali, nelle scuole, sui mezzi pubblici e nelle cerimonie non più all’aria aperta. Il governo interverrà con regole più stringenti e la Puglia le farà rispettare.

Il Ministero della Salute registra un aumento dei casi e dei focolai di COVID-19 in tutta Italia. In effetti, anche in Puglia, soprattutto nel Barese, la situazione non è più tranquilla come all’inizio della seconda ondata e si nota un aumento dei sintomatici, con i ricoverati a quota 253 ( il 29,6% dei casi è stato identificato attraverso la comparsa di sintomi). C’è da dire che nel Salento abbiamo superato brillantemente la prova dell’ondata turistica, favoriti dal fatto che nella “bella stagione” si sta di più all’aria aperta. Ma ora ci prepariamo all’inverno, con scuole e mezzi pubblici affollati. C’è il primo caso a scuola anche nella città di Brindisi: è stato contagiato un bambino delle scuole medie. Gli esperti del Ministero della Salute ribadiscono che il SARS-CoV-2 sta circolando di più in Italia, cresce già da 9 settimane consecutive con una incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 gg di 34,2 per 100mila abitanti (periodo 14/9-27/9) (contro il 31,4 per 100mila abitanti nel periodo 7/9-20/9). “Questa settimana si osserva un lieve aumento dell’età mediana dei casi (42 anni) - secondo il dato nazionale - Sono stati riportati complessivamente 3.266 focolai attivi, di cui 909 nuovi (la definizione adottata di focolaio prevede l’individuazione di 2 o più casi positivi tra loro collegati), entrambi in aumento per la nona settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 2.868 focolai attivi di cui 832 nuovi). Il 76,5% dei focolai attivi si verifica in ambito familiare, ma aumenta anche la percentuale di focolai che nascono in ambito lavorativo 7,2%. Questa settimana sono stati segnalati anche 14 focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico.

INTERVISTA AL PROFESSOR PIERLUIGI LOPALCO, EPIDEMIOLOGO A CAPO DELLA TASK FORCE PUGLIESE 

Professore, perché i contagi in Puglia salgono proprio quando ormai gli assembramenti estivi dovuti al turismo sono superati? Quale spiegazione dà un epidemiologo? Abbiamo superato brillantemente la prova del turismo, ma adesso cosa succede?

“Man mano che finisce la stagione estiva si tende ad avere degli incontri più al chiuso. E sono proprio questi incontri agevolano la diffusione del virus. È rischioso il ritorno sui luoghi di lavoro e il fatto che si organizzino cerimonie, celebrazioni e incontri al chiuso, perché comincia a fare freddo: sappiamo che nei luoghi chiusi è più facile la trasmissione.  Le famiglie si ritrovano in luoghi chiusi ed è più facile che un soggetto positivo ‘portatore’, con sintomi lievi o senza sintomi, contagi gli altri familiari”. 

Come si spiegano i numeri del nord della Puglia, molto più alti di quelli del Salento?

“Le origini sono sempre quelle: si parte da piccoli focolai e da una trasmissione che è più veloce a livello familiare. Può succedere anche all’interno del luogo di lavoro”. 

Il fatto che le terapie intensive siano libere qui in Puglia e che i ricoveri, tutto sommato, siano pochi rispetto alla popolazione pugliese ci può far stare tranquilli? 

“Questa situazione è determinata dal fatto che adesso conosciamo meglio il SARS-CoV-2 e ci sappiamo muovere. Sono fondamentali le attività di tracciamento dei contatti dei positivi nell'ambito della sanità pubblica, attraverso le Asl. La capacità di rintracciare i portatori asintomatici ci fa stare tranquilli perché riusciamo a bloccare buona parte dei focolai”. 

Ma esiste davvero la possibilità che si ritorni ai livelli della prima ondata, con le terapie intensive traboccanti di pazienti, oppure si tratta solo di uno spauracchio utilizzato dalle autorità sanitarie per imporre le regole a tutti gli italiani?

“No, la possibilità che si ritorni alla situazione insostenibile della prima ondata esiste ancora. È una possibilità concreta e si verifica in maniera matematica, se non si interviene con risolutezza come stiamo facendo in questo periodo. Se ci sfuggissero di mano alcuni focolai, rischieremmo un’ondata di covid-19 violenta come quella di marzo e aprile”. 

Con la stessa violenza e con le terapie intensive in tilt?

“Ma sicuramente sì, perché il virus non è cambiato”. 

Quindi fa bene il governo a intervenire con nuove limitazioni e con le chiusure anticipate di alcuni esercizi? 

“Fa bene a intervenire per contenere il virus: gli interventi governativi sono fondamentali perché vanno nella direzione della prevenzione”. 

La Puglia cosa farà nel frattempo, mentre il governo studia i nuovi interventi? 

“Dobbiamo aspettare il contenuto del nuovo DPCM nei prossimi giorni e poi capire come adattarlo alla Puglia.  Dobbiamo capire che possibilità di manovra ci lascerà…Ancora è tutto da vedere: aspettiamo l’intervento del governo e poi si vedrà”.

Il presidente USA, Donald Trump, è stato curato con mix di anticorpi, antivirali e steroidi e ora sta bene: anche in Puglia utilizziamo queste terapie? 

“Utilizziamo antivirali e antinfiammatori: le terapie sono sempre quelle…Sono le stesse terapie che sembrano funzionare ovunque”. 

Adesso si parla un po’ meno del plasma…

“Abbiamo a disposizione anche il plasma, se serve e quando serve...”. 

Quindi, non ci resta che coprirci naso e bocca? 

“A prescindere dagli obblighi e dalle imposizioni, dobbiamo imparare a non andare in giro senza coprirci naso e bocca”. 

Gaetano Gorgoni 

 

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