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I segnali dell’infiammazione alla prostata e tutto quello che danneggia la ghiandola

Oggi con il professor Carlo Foresta, membro del Consiglio Superiore di Sanità, tra i massimi esperti di andrologia e medicina della riproduzione, affrontiamo il problema della prevenzione

Prostatiti, infiammazioni e tumori alla prostata possono essere affrontati e sconfitti in tempo se ci si controlla periodicamente e, soprattutto, se si fa attenzione ad alcuni segnali. Inoltre, lo stile di vita è fondamentale: mangiare troppo fa male alla ghiandola prostatica, come anche l’alcol, il fumo e l’astinenza sessuale. Oggi con il professor Carlo Foresta, membro del Consiglio Superiore di Sanità, tra i massimi esperti di andrologia e medicina della riproduzione, affrontiamo il problema della prevenzione. 

La prostata, generalmente dopo i 60 anni, può dare i primi problemi di ingrossamento della porzione centrale della ghiandola, spesso dovuta alla crescita di un tumore benigno. Tuttavia, anche prima di quell’età possono manifestarsi problemi di vario tipo a cominciare dalla prostatite, che può interessare persino un trentenne. La visita urologica dev’essere imprescindibile dopo i 40 anni. “Anche se è raro, è possibile avere tumori della prostata prima dei quarant’anni: ecco perché la prevenzione è fondamentale - spiega il professore Carlo Foresta - È molto più frequente però tra i giovani la prostatite: un problema più diffuso di quello che si può pensare. Noi ci accorgiamo di quanto siano frequenti queste problematiche perché spesso la manifestazione può essere asintomatica, ma la prostatite può fare molti danni e può alterare la fertilità del liquido seminale. I cambiamenti dovuti ai germi e all’infiammazione modificano la capacità fecondante degli spermatozoi: i soggetti giovani che non riescono a fare figli spesso hanno un’infezione, un’infiammazione a carico della prostata con germi specifici”. 

I SINTOMI DELLA PROSTATITE 

Bisogna avere la capacità di allettarsi ai primi sintomi della prostatite. Dolore al basso ventre e all’inguine, fastidio, sensazione di peso in zona perineale, sensazione di svuotamento incompleto della vescica, disturbo della minzione e bruciore, modificazione della sessualità con perdita della libido e problemi di erezione sono segnali di una possibile prostatite. L’infiammazione alla prostata, dunque, compromette la vita sessuale di un uomo. “L’eiaculazione precoce può essere dovuta all’infiammazione della prostata - puntualizza il professor Foresta - Si può verificare anche un’alterazione della fertilità perché la prostata produce il 50% del volume del liquido seminale: l’infiammazione di questa ghiandola crea un’anomalia nella produzione del liquido seminale, per quanto riguarda il ph e la concentrazione di sostanze che interferiscono con la fertilità e che producono una ridotta motilità che genera infertilità. La diagnosi viene fatta con visita medica o ecografia transrettale: si cercano i germi. Una volta fatta la diagnosi si interviene prima con i farmaci. Conviene non trascurare la prostatite per evitare la cronicizzazione che altera la struttura con calcificazioni, cisti e altri problemi. Inoltre, le recidive della prostatite portano ad alterazione della fertilità”. 

IPERTROFIA PROSTATICA 

L’ingrossamento della porzione centrale della ghiandola (definita ipertrofia prostatica) interessa 6 milioni di italiani. La prostata tende ad aumentare di dimensioni con l’età, a partire dai 40 anni può causare la compressione dell’uretra (il canale da cui si espelle l’urina) creando non pochi problemi, tra cui l’ostruzione completa. I segnali caratteristici di questo problema sono la difficoltà di iniziale la minzione, il flusso ridotto, sgocciolamento terminale, minzione in più tempi, urgenza, frequenza, ritenzione urinaria, insufficienza renale e infezioni urinarie ricorrenti. Gli uomini tendono a sottovalutare questo problema che in realtà dev’essere curato in prima battuta con dei farmaci specifici (gli alfabloccanti: alfuzosina, tamsulosina, silodosina). Per ridurre il volume della prostata si utilizzano gli inibitori delle 5-alfareduttasi (finasteride e dutasteride). La combinazione di alfabloccanti e inibitori sembra essere la più efficace delle terapie. Con i farmaci fitoterapici e gli integratori si interviene, invece, sull’infiammazione. In ultima istanza si può procedere con la chirurgia mediante procedure endoscopiche. Le procedure sono mininvasive e si può intervenire anche con il laser. La “chirurgia open”, più invasiva, invece, si utilizza su casi selezionati, cioè per prostatiti troppo voluminose. Esistono trattamenti alternativi, molti dei quali in fase sperimentale, i cui risultati non sono ben testati (ad esempio l’intervento a base di energia termica con vapore acqueo). 

COME GIOCARE D’ANTICIPO 

L’ingrandimento della ghiandola prostatica, che di solito è piccola come una castagna, può verificarsi a partire dai 30 anni. Bisogna fare maggiore attenzione alla sindrome metabolica, che consiste in tutta una serie di condizioni che vanno dall’ipertensione all’obesità, dall’ipertrigliceridemia all’ipercolesterolemia. Bisogna tenere sotto controllo queste problematiche e rivolgersi all’urologo periodicamente per fare dei controlli. Un altro importante esame da fare a partire da cinquant’anni e quello relativo alla misurazione dell’antigene prostatico specifico (PSA), che può svelare infiammazione alla prostata, aumento del volume della ghiandola o tumore. Inutile ribadire che uno stile di vita sano aiuta a prevenire qualsiasi tipo di problema alla prostata: dunque è importante bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, evitare superalcolici e pranzi troppo abbondanti. Attenzione al colore delle urine: se troppo giallo intenso o arancione, è segno che le urine sono troppo concentrate e che bisogna bere di più. Evitare fumo e sbalzi di temperatura è importante per proteggere la ghiandola prostatica. Per chi soffre di prostatite è meglio evitare la bici, ma fare sport è comunque un toccasana per la prostata. L’attività sessuale, invece, fa solo bene alla prostata a meno che non si ritardi volontariamente troppo l’eiaculazione: fa male l’astinenza prolungata perché provoca il ristagno delle secrezioni nella ghiandola prostatica, che espone a infiammazioni. 

Gaetano Gorgoni 

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