Salute Sette 

Liste d’attesa infinite, chirurghi esonerati e pochi medici: interviene il Governo

I medici giovani scarseggiano e nei reparti operativi ci sono troppi chirurghi esonerati dalla sala operatoria, da Lecce a Casarano.

In Puglia la situazione è sempre più critica con liste d’attesa più lunghe e operazioni rinviate a causa dell’emergenza covid. Ci sono tanti nodi irrisolti: i medici giovani scarseggiano e nei reparti operativi ci sono troppi chirurghi esonerati dalla sala operatoria, da Lecce a Casarano. Il risultato è che la sanità è sempre più in affanno e si regge sulle spalle di pochi volenterosi medici ospedalieri. “Il problema è che quando si guardano gli organici sembra tutto in ordine, ma poi scopri che la metà degli infermieri o dei chirurghi, con tutta una serie di esoneri, restano in reparti dove si opera tantissimo, ma tutto il lavoro viene caricato sui pochi colleghi non esonerati - spiega Donato De Giorgi, presidente dell’Ordine dei Medici - Inoltre, la politica scellerata di non aver previsto specialisti oggi la paghiamo perché non troviamo giovani pronti a entrare in sala operatoria. Poi, non avendo una facoltà di Medicina, succede che un giovane finisca l’università fuori regione e resti lì, dove eserciterà un ruolo attrattivo per i salentini”. 


Le liste d’attesa, allungatesi in modo preoccupante nel periodo del covid, restano la grande piaga della sanità pugliese e non solo. Le cause sono diverse: bisogna mettere in conto gli organici che continuano a non essere sufficienti. Medici e infermieri, soprattutto negli ospedali, scarseggiano. In Puglia si procede a nuove assunzioni, ma la strada è lunga. “Abbiamo chirurghi che hanno avuto infarti o tumori, che non possono stare a contatto con gas anestetici e vengono esonerati - spiega il direttore generale dell’Asl leccese, Rodolfo Rollo - Questi medici con esoneri possono fare solo attività di reparto. Stiamo cercando di reclutare nuovo personale, perché molti sanitari hanno acciacchi dell’età e malattie cardiovascolari. Il problema è che trovare medici giovani non è facile. Il covid ha complicato le cose, perché c’è bisogno di più energie”.

 Dalle chirurgie leccesi a quelle casaranesi, tra esoneri e carichi di lavoro, la vita è durissima per il personale, ma anche per gli utenti che per visite e interventi non urgentissimi sono costretti ad attendere spesso il 2021. Il presidente Dell’Ordine dei Medici, Donato De Giorgi, esprime grande amarezza per una situazione che impoverisce la sanità salentina: “Stiamo pagando tutti gli errori fatti”. Secondo il chirurgo ospedaliero, sono tre i drammi della sanità: pochi medici e infermieri, troppi esoneri che danno l’illusione di organici più forti e l’assenza dell’Università di Medicina a Lecce, che fa migrare i nostri migliori talenti.  


L’INTERVENTO DEL GOVERNO 


È quasi pronto il piano nazionale di rientro delle liste d'attesa per le prestazioni sanitarie. Il ministro Speranza spiega che si tratta di un tema decisivo delle prossime settimane. 

“Le liste di attesa sono un tema decisivo per le prossime settimane - ha detto ieri il ministro in apertura della sua risposta all'interrogazione del senatore Totaro - Il servizio sanitario nazionale ha impegnato tutte le energie per affrontare l'emergenza Covid-19. Medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari hanno impegnato tutto il loro tempo per fronteggiare un nemico nuovo e insidioso come il nuovo coronavirus. Oggi però siamo in una fase diversa e dobbiamo ricominciare ad occuparci anche delle altre patologie nei confronti delle quali si è accumulato, a causa dell'emergenza in corso, un ritardo. Siamo già al lavoro su questo. Procediamo in due direzioni: la prima è una ricognizione puntuale della situazione con le Regioni per comprendere esattamente i fabbisogni da affrontare; la seconda è quella di mettere in campo nuove risorse, definire un piano straordinario di investimenti sulle liste di attesa. Posso già annunciare che a tal fine indicheremo delle risorse significative. Il servizio sanitario nazionale - ha proseguito il ministro - in estate non si fermerà, occorre dare risposte a questa importante esigenza. Il Covid  è stato  il primo nemico, ma non ha fermato le altre patologie, che vanno affrontate. 


Gaetano Gorgoni 


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