Salute Sette 

Covid, assembramenti inevitabili anche in aeroporto: “criticità bassa” per il Ministero

Gli assembramenti sono normali, ma con la mascherina è tutto più sicuro. In aereo ci si siede uno a fianco all’altro. Tutto questo accade perché i dati pugliesi (ma anche nazionali) sono molto rassicuranti

Il SARS-CoV-2 sembra sempre più debole. 

Ormai si balla nelle discoteche, ci incontriamo in gruppi e presto la Regione Puglia darà il via alle feste patronali. Anche in aeroporto gli assembramenti sono la normalità: la foto di questa mattina ritrae un folto gruppo in fila per il volo Brindisi-Bergamo delle 8:40. Gli assembramenti sono normali, ma con la mascherina è tutto più sicuro. In aereo ci si siede uno a fianco all’altro. Tutto questo accade perché i dati pugliesi (ma anche nazionali) sono molto rassicuranti: si verificano pochi casi, sempre più rari, asintomatici o ripositivizzati con bassa carica virale o, addirittura, inesistente, come stanno dimostrando alcune analisi foggiane. Il report ministeriale parla di “bassa criticità”.

La settimana scorsa è stata “complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta” - secondo il Ministero della Salute.  Il virologo Giorgio Palù sostiene, sulle colonne del Corriere della Sera, che il virus infetti di meno perché “ora il clima lo ostacola”.  Tutti si chiedono cosa stia succedendo al SARS-CoV-2. È andato in vacanza? Si è indebolito? Ironia a parte, i dati ci dicono che nessuna delle 8 mila mutazioni individuate nel genoma è correlata a una minore virulenza. In altre parole non ci sono le prove che sia più debole e che infetti di meno, ma è evidente che la carica virale è più bassa, perché circola di meno (ci sono meno malati), come ci ha spiegato il professore Lopalco in una recente intervista per la nostra rubrica (Salute Sette), quindi è più difficile infettarsi. 

I positivi, dunque, quasi sempre asintomatici in Puglia, hanno una ridotta capacità di infettare gli altri (a volte nulla, nel caso dei pazienti che risultano positivi solo perché è rimasto qualche residuo del virus): questo significa che l’epidemia si sta spegnendo. Ma, secondo il virologo Giorgio Palù, ci sarebbe anche un altro elemento di vantaggio per chi vive nel sud Italia: la fase climatica del nostro emisfero boreale non favorisce il virus. “L’inclinazione di raggi ultravioletti nel periodo giugno-settembre, in particolare gli UVA, produce un effetto virucida”- spiega l’esperto in un’intervista di oggi (1/07/2020) sul Corriere della Sera. Il caldo secco non è presente nell’emisfero sotto l’equatore, dove c’è umidità: ecco perché in quelle località il virus non viene arrestato dal clima”. 

In Italia, però, non possiamo ancora tirare un sospiro di sollievo finché non ci saranno zero tamponi positivi per 40 giorni di seguito. Ecco perché distanziamento e mascherine (quando non si possono mantenere le distanze, com’è avvenuto nell’aeroporto del Salento oggi e come avviene spesso all’interno di metropolitane e bus) restano gli unici mezzi per evitare guai. Oggi tutti incrociamo le dita perché in autunno non torni il flagello chiamato covid-19: ecco perché la guardia deve restare alta. 

IL REPORT DEL MINISTERO DELLA SALUTE 

Il Ministero della Salute ha analizzato i dati che vanno dal 15 al 21 giugno (quelli della terza fase) e i risultati sono confortanti: naturalmente tutti i casi notificati in questo lasso di tempo hanno contratto il SARS-CoV-2 circa tre settimane prima, ovvero tra la seconda e la terza fase di riapertura (tra il 25 maggio e il 7 giugno 2020). “Complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 in Italia rimane a bassa criticità con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni (periodo 8/6-21/6) di 5.98 per 100.000 abitanti (in diminuzione) - scrivono gli esperti del Ministero - A livello nazionale, si osserva una lieve diminuzione nel numero di nuovi casi diagnosticati rispetto alla settimana di monitoraggio precedente, riscontrato sia nel flusso di sorveglianza coordinato dal Ministero della Salute e pubblicato sul sito della Protezione civile, sia nel flusso di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità. Alcune stime Rt questa settimana sono in aumento, riflettendo il lieve aumento nel numero di casi diagnosticato la scorsa settimana in alcune Regioni dove si sono sviluppati alcuni focolai. Persiste l’assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali (in Puglia tutte le terapie intensive covid si sono svuotare da tempo ndr). Il Ministero della Salute, però, avverte che il SARS-CoV-2 è ancora in circolazione, “in maniera rilevante” in poche zone del paese. L’intesa attività di monitoraggio porta a scoprire sempre nuovi casi. Secondo gli esperti, l’epidemia SARS-CoV-2 non è affatto conclusa in Italia. “È essenziale mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attività di testing-tracing-tracking in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia - spiegano gli esperti del Ministero della Salute - È anche fondamentale mantenere elevata la consapevolezza della popolazione generale sulla fluidità della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico. È necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali per continuare a favorire la consapevolezza e la compliance della popolazione, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi confermati, la quarantena dei loro contatti stretti. Queste azioni sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche”. 


Gaetano Gorgoni 

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