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Lotta ai tumori del sangue con armi più potenti. “Mortalità più bassa in Puglia”

Parla il dottor Nicola Di Rienzo, Direttore U.O.C di Ematologia e Trapianto di Cellule Staminali c/o P.O. “Vito Fazzi” di Lecce: “Per le leucemie abbiamo il miglior tasso di sopravvivenza a cinque anni di tutto il territorio nazionale”.

Leucemie, linfomi e mielomi sono ancora molto diffusi in Puglia: interessano il 20 per cento dei malati oncologici, ma i tumori del sangue, oggi, possono essere sconfitti più facilmente. La Puglia si è specializzata, ha delle armi più potenti: da 20 anni si usa l’immunoterapia con ottimi risultati e ci sono dei reparti di Oncoematologia ben funzionanti. Ce lo spiega il dottor Nicola Di Rienzo, Direttore U.O.C di Ematologia e Trapianto di Cellule Staminali c/o P.O. “Vito Fazzi” di Lecce: “Per le leucemie abbiamo il miglior tasso di sopravvivenza a cinque anni di tutto il territorio nazionale”.  Il 21 Giugno è stata celebrata la Giornata Nazionale contro questo tipo di tumori: è stato un momento importante per ricordare i successi, ma anche il ruolo fondamentale della ricerca scientifica nel miglioramento delle cure. In Italia vengono diagnosticati circa 15 nuovi casi di leucemie, 8 nuovi casi di mieloma multiplo e circa 4 nuovi casi di linfoma ogni 100.000 persone l'anno.

Oggi conosciamo meglio i tumori del sangue e sappiamo combatterli con grandi risultati: l’emergenza covid ha travolto il sistema sanitario, ma l’impegno al fianco dei pazienti affetti da questo tipo di male e non è mai venuto meno. 

Il volume delle terapie erogate è infatti rimasto costante in quasi tutti i centri d’eccellenza, anche nel caso delle terapie più delicate e difficili da effettuare durante un’epidemia infettiva potenzialmente letale: i trapianti di midollo osseo. Il loro numero è leggermente calato persino nel caso di alcune eccellenze fuori regione  come all’IRCCS Ospedale San Raffaele. 

“I trapianti di midollo sono trattamenti estremamente delicati, perché oltre alle reazioni avverse a cui un trapianto può sempre dare luogo, nel caso del trapianto di midollo c’è una finestra temporale in cui il paziente rimane fortemente immunodepresso - spiega il professor Fabio Ciceri, vicedirettore scientifico per la ricerca clinica e Primario dell’Unità di Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele - Il fatto di essere riusciti a mantenere intatta l’attività terapeutica e di ricerca in questo campo è la dimostrazione dello straordinario lavoro di tutti gli specialisti coinvolti e della capacità del nostro istituto di garantire la sicurezza dei pazienti non-covid, soprattutto di quelli nelle condizioni più fragili, per i quali la terapia non poteva aspettare”. Anche i centri pugliesi hanno ripreso la marcia senza grandi problemi. 

Del resto i tumori del sangue in Puglia sono ancora diffusi in maniera preoccupante, soprattutto in determinate zone della regione Puglia. “Le cellule che compongono il sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) originano da cellule staminali non ancora specializzate che vengono prodotte dal midollo osseo, un tessuto spugnoso contenuto all'interno di alcune ossa del nostro corpo - spiegano gli esperti del San Raffaele- 

I tumori del sangue, come le Leucemie, i Linfomi o i Mielomi, sono tumori in cui vi è una proliferazione incontrollata di cellule staminali del sangue o di alcune cellule specializzate, come i linfociti nel caso dei linfomi. Questa proliferazione impedisce il normale sviluppo e funzionamento delle altre cellule del sangue.

A seconda della malattia specifica, l’incidenza nella popolazione può cambiare in modo considerevole così come la loro mortalità. Solo per fare due esempi: le leucemie acute, sia linfoblastiche che mieloidi, rappresentano il 25% di tutti i tumori infantili, mentre quelle croniche sono tipiche dell’età adulta e la loro incidenza cresce all’aumentare degli anni di età”.

I PASSI AVANTI DELLA RICERCA SUL TRAPIANTO DI MIDOLLO 

Sono tanti i trattamenti efficaci contro i tumori del sangue: l’immunoterapia da vent’anni sta dando grandi risultati. Si tratta di un’azione di stimolo del sistema immunitario, oppure di un’azione su bersagli molecolari specifici (è il caso di un farmaco di precisione sviluppato per la leucemia mieloide cronica). Molto spesso si unisce anche la classica chemioterapia a tutte le novità terapeutiche di questi anni. Quando abbiamo a che fare con delle forme di cancro più aggressive, il trapianto di midollo da donatore diventa l’unica strada da seguire.

“In questo campo – e in particolare per il trattamento della leucemia mieloide acuta – la ricerca dell’IRCCS Ospedale San Raffaele ha portato un importante contributo, mettendo a punto nuovi protocolli di trapianto che permettono di scegliere come donatore un familiare compatibile solo al 50%, come il genitore per i figli e viceversa - spiega sul sito dell’istituto il prof. Fabio Ciceri, primario dell’unità di Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele - Questo tipo di trapianto allarga il numero di persone che possono accedere alla terapia al 97% della popolazione, mentre fino a pochi anni fa un paziente con una leucemia resistente aveva una chance di trovare un donatore adatto per il trapianto non superiore al 50%. Il successo terapeutico di questo approccio dipende dal fatto che con il trapianto di midollo il paziente non riceve dal donatore solo le cellule necessarie a produrre il sangue, compromesse dalla malattia, ma i linfociti T dal suo sistema immunitario, cellule preziosissime per sconfiggere il tumore”. 

LA PUGLIA AL PASSO CON LE ECCELLENZE NAZIONALI: LE RIFLESSIONI DEL DOTTORE NICOLA DI RENZO

“Abbiamo un numero di malati che non si discosta dalla media nazionale - spiega Di Renzo - Per alcuni linfomi l’incidenza è inferiore a quella del dato nazionale. Solo in alcune aree, come BAT, Brindisi e BARI, c’è un’incidenza maggiore per i mielomi rispetto alla media nazionale. Comunque, nel Salento oggi è più facile curarsi perché ci sono 2 ematologie, tanto per cominciare: le sopravvivenze sono migliorate tra i salentini malati di tumori del sangue, perché abbiamo cronicizzato tante malattie che prima portavano alla morte. Abbiamo nuovi farmaci, abbiamo terapie bersaglio e siamo entrati a pieno diritto nell’era della medicina di precisione. Oggi siamo molto più selettivi sotto il profilo terapeutico di quanto non lo fossimo 10 anni fa”. 

Anche l’immunoterapia nel Salento non è una novità, come ci spiega Di Renzo: “Qui la usiamo da vent’anni, a differenza degli oncologi che l’hanno scoperta solo di recente. È dal 2000 che utilizziamo questo tipo di terapia per combattere i tumori del sangue. L’immunoterapia ha funzionato sempre e sicuramente ha migliorato i dati della mortalità nel Salento. L’ematologia da diversi anni punta sull’immunoterapia. Essendo migliorata la sopravvivenza a cinque anni, oggi i dati ci dicono che la mortalità per i tumori del sangue si è ridotta in modo importante. Per le leucemie abbiamo il miglior tasso di sopravvivenza a cinque anni di tutto il territorio nazionale”. 

Gaetano Gorgoni

 

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