Salute Sette 

A scuola ci si ammala di più, ma il sistema immunitario diventa più forte

La pediatra Patrizia di Tonno: «Confinamento nocivo in tutti i casi? No, c’è stato anche il lato positivo».


Ieri abbiamo parlato di uno studio del Gaslini che si è concentrato molto su gli effetti negativi delle lockdown: 7 bambini su 10 hanno subito dei regressi psicologici ed emotivi. Ma la pediatra Patrizia Di Tonno oggi mette in luce anche gli aspetti positivi: “Si sono ammalati di meno e alcuni hanno avuto più attenzioni da parte dei genitori”. Chi ha un figlio ha notato come nel periodo della chiusura siano diminuiti notevolmente i malanni dei piccoli. I bambini che frequentano l’asilo possono avere anche 3 raffreddori in un mese, con una diminuzione alla materna, quando sono più grandi. In questo modo il sistema immunitario impara a difendersi 


Gli esperti sono sicuri che il sistema immunitario del bambino, messo alla prova durante gli anni dell’asilo e della scuola, impara a riconoscere i microrganismi estranei e ad organizzare le sue difese. Le infezioni delle vie respiratorie sono la normalità, come il naso che cola e gli starnuti. In tempo di covid saranno cose più allarmanti, ma per un bimbo che frequenta l’asilo non c’è nulla di strano nel contrarre frequentemente una rinofaringite acuta. Lo abbiamo già detto quando abbiamo lasciato spazio su questa rubrica agli approfondimenti del Bambino Gesù, dove si afferma che anche l’otite ricorrente, fino a una certa frequenza, sia la routine. Certo, la situazione nei prossimi mesi non sarà facile per i genitori che lavorano: qualcuno era abituato a far andare a scuola il proprio figlio leggermente raffreddato, ma ora sarà molto più difficile, proprio per la paura scatenata dal SARS-CoV-2. Sappiamo benissimo che all’asilo lo sviluppo dei bambini è basato proprio sul contatto fisico e sull’esplorazione degli oggetti: questo rende i più piccoli maggiormente esposti a vari tipi di microorganismi. Congiuntiviti, otiti, tosse, febbre, mal di gola sono la normalità per i bambini che frequentano scuole, soprattutto in classi molto affollate. Dei normali malanni che vengono trasmessi a scuola non devono allarmare troppo genitori: il sistema immunitario dei piccoli impara proprio in questo modo a difendersi. Naturalmente i genitori devono assolutamente evitare il fai da te: attenti agli antibiotici senza una prescrizione basata su diagnosi chiara, fatta da un pediatra. 


LA PEDIATRA PATRIZIA DI TONNO: “CONFINAMENTO NOCIVO IN TUTTI I CASI? NO, C’È STATO ANCHE IL LATO POSITIVO”


C’è un lato positivo in quasi tutte le cose della vita: la pediatra Patrizia Di Tonno ne ha trovati diversi anche nel periodo del lockdown. “Gli effetti del lockdown sui miei pazienti non sono stati solo negativi: alcuni bambini mi hanno detto che non è stato poi così male perché hanno avuto maggiori attenzioni da parte dei genitori. Per alcuni c’era a casa tutto quello che era necessario: c’erano i genitori, c’era più tempo a disposizione, giochi, videogiochi, fumetti, attività manuali, i pasti più curati, mamma e papà quasi sempre presenti, concessioni su cose che prima non venivano permesse. Non è sicuramente la vita ideale, ma per alcuni non è stata così male: c’è chi ha saputo cogliere i vari lati positivi”. C’è un altro lato positivo: i bambini si sono ammalati molto di meno. “Il distanziamento ha consentito a moltissimi bambini di evitare tante malattie ricorrenti e, naturalmente, anche il covid-19. Ho notato che i miei pazienti si sono ammalati molto meno”. Diversa è, invece, la situazione dei bambini con disturbi dello spettro autistico o con altri tipi di problemi: in questi casi il confinamento è stato un vero strazio, per loro e per le loro famiglie. “I bimbi con disturbi del comportamento hanno sofferto in maniera terribile a stare a casa, anche perché gli aiuti erano ben pochi. Per le famiglie è stata un’esperienza durissima” - conclude la pediatra salentina. 

Gaetano Gorgoni 




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