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Decremento Covid e Rianimazioni svuotate: l’avvertimento di Brusaferro e i problemi ospedalieri

Se è vero che in tutta italia si registra un decremento della malattia provocata dal SARS-CoV-2, è anche vero che problema del contagio tra chi è in prima linea negli ospedali non sembra ancora risolto del tutto.

Sul fronte della lotta al covid ci sono molte buone notizie, ma anche qualcuna inquietante: ieri sono risultati positivi altri sanitari nell’ospedale Perrino di Brindisi (tre dei quali erano della provincia di Lecce: oss e infermieri di Campi, Carpignano e San Pietro in Lama). Se è vero che in tutta italia si registra un decremento della malattia provocata dal SARS-CoV-2, è anche vero che problema del contagio tra chi è in prima linea negli ospedali non sembra ancora risolto del tutto. “In tutte le regioni i casi sono in decremento, ma rimangono delle differenze che dividono sostanzialmente in tre aree il Paese: regioni con pochissimi casi o zero e altre come la Lombardia con un numero significativo” - ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, nella conferenza stampa settimanale sull’andamento dell’epidemia di Covid-19. Gli esperti ci chiedono ancora di tenere alta la guardia, soprattutto nei luoghi di ricovero. 

Gli ospedali si svuotano sempre di più di malati di Covid: le terapie intensive leccesi e brindisine sono vuote, ma ancora si registrano episodi di qualche oss o infermiere positivo. Nella maggior parte dei casi si tratta di asintomatici o con sintomi lievi: ecco perché molti credono che il virus sia mutato. Intanto anche al Perrino si comincia, da oggi, a curare il primo paziente con il protocollo del plasma iperimmune, che è stato applicato a Mantova con successo dal primario di origini salentine De Donno.  Intanto, il Ministero della Salute ci informa che in questa fase 2 si riduce la pressione sulle strutture ospedaliere. In effetti al Perrino l’Asl brindisina ieri ha diffuso un comunicato per informare che sono rimasti solo 12 pazienti covid. I numeri sono ridottissimi anche a Lecce e nella terapia intensiva del DEA, il direttore generale Asl, Rodolfo Rollo ha spiegato che non resta più alcun malato di covid, ma solo un paziente negativo al virus che ha scatenato la pandemia.

 Non abbiamo segnali di sovraccarico dei servizi ospedalieri, sia per quanto riguarda le terapie intensive sia per quanto riguarda i reparti” - ha sottolineato Brusaferro, che però avvisa: “Sebbene la curva dei contagi sia in calo,  il virus circola ancora da noi e non possiamo permetterci di allentare le misure di protezione individuale”. A Brindisi e a Soleto, nelle RSA dove si sono verificati contagi record (102 nel Focolare e 89 nella Fontanella), la situazione è tornata alla normalità. Il focolare ha ormai tutti gli ospiti negativi. Impensierisce la situazione del Perrino di Brindisi dove fino a ieri sono stati individuati sanitari positivi al SARS-CoV-2. 


LE SPIEGAZIONI DEL DIRETTORE SANITARIO ANDREA GIGLIOBIANCO SULLA QUESTIONE DEL PERRINO 

Il direttore sanitario dell’ospedale Perrino di Brindisi spiega che è solo l’incremento dei tamponi ad aver svelato gli operatori asintomatici. Ci sono stati anche dei ritardi nella fornitura di DPI che potrebbero aver portato a qualche contagio fuori programma tra i sanitari. Nella struttura sono tante le questioni collaterali da gestire, tra cui quelle degli oss precari (alcuni hanno anche contratto il virus), che dopo la battaglia in prima linea rischiano di essere mandati a casa. “I tre positivi al Perrino sono stati rintracciati grazie al programma di screening dedicato a tutti coloro che sono in prima linea su cui sta puntando l’Asl di Brindisi - spiega Gigliobianco - Siamo scesi a 12 pazienti ricoverati, ma abbiamo intercettato nuovi positivi asintomatici tra i dipendenti. I nostri sanitari contagiati sono sotto il 10 per cento (sotto la media regionale): li rintracciamo grazie ai tamponi a tappeto che stiamo facendo. Dall’inizio della pandemia abbiamo avuto circa 70 operatori infettati. L’unico problema è che ci sono un po’ di ritardi nella fornitura dei DPI da parte della protezione civile. Per fortuna abbiamo anche le protezioni che compriamo direttamente noi”. 




LO STRUMENTO DI MONITORAGGIO DALL’11 FINO AL 17 MAGGIO

Il Ministero della Sanità ci spiega sul suo portale che “in questo momento l’indice di contagio Rt si mantiene sotto il valore di 1 in tutte le regioni italiane eccetto la Valle d’Aosta, dove è pari a 1,06. Questo è il quadro che emerge dal monitoraggio settimanale (11-17 maggio) della cabina di regia (formata da ministero della Salute, Iss e Regioni) sulla diffusione di Covid-19 in Italia. I dati del monitoraggio sono al momento incoraggianti - ha commentato il ministro della Salute, Roberto Speranza - Ci dicono che il Paese ha retto bene le prime aperture del 4 maggio. Ma guai a pensare che la partita sia vinta. Serve massima cautela. Basta poco a vanificare i sacrifici fatti finora. L’indice Rt è oscillante nel Paese, è normale e segnalarlo non vuol dire assolutamente fare pagelle - ha spiegato il presidente dell’Iss - I casi di Umbria e Molise che hanno visto l’indice salire per alcuni focolai lo dimostrano: oggi quel dato è rientrato”. “Lo strumento messo a punto per monitorare l'andamento dell'epidemia è un po' una novità per il nostro Paese che ci consente di riuscire a rilevare anche piccoli segnali d'allarme che possono comparire - ha precisato il neo direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza - “Bisognerà mantenere costantemente alta l'attenzione di identificazione dei focolai anche durante il periodo estivo”.

Gaetano Gorgoni 

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