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Covid-19, necessaria la sanificazione degli edifici condominiali

Il SARS-CoV-2 è un virus pericoloso che può resistere sulle superfici anche per giorni, secondo autorevoli studi. Molti Comuni in Italia hanno già emanato delle ordinanze per imporre la sanificazione di spazi in comunione ed edifici condominiali,

Un nemico invisibile, chiamato SARS-CoV-2, si annida nelle gocce di saliva che produciamo quando parliamo, tossiamo o starnutiamo. Un soggetto asintomatico mentre parla (oppure un sintomatico quando tossisce) può essere pericoloso per una persona nelle vicinanze, ma può diffondere il virus anche sulle superfici degli oggetti intorno a noi e sulle nostre mani. Il pulsante dell’ascensore, i carrellati per la raccolta differenziata, la maniglia della porta, la cassetta delle lettere, suppellettili e persino il pavimento possono essere il covo del coronavirus, in attesa che una mano imprudente (senza guanti) lo raccolga e lo porti in un organismo umano. Secondo alcuni studi il SARS COV-2 resta fino a 4 ore sul rame, fino a 24 ore sul cartone e fino a 72 ore su plastica e acciaio. Gli studi del laboratorio un gruppo di ricerca coordinato dai National Institutes of Health (Nih) americani con la partecipazione dell'Università di Princeton e dell'Università della California hanno certificato la permanenza del virus sulle superfici per lungo tempo. Maniglie, appigli vari e pulsanti degli ascensori sono il modo più facile per raccogliere il virus con le nostre mani: ci possiamo difendere solo con il sapone, l’igiene e la pulizia degli ambienti (sanificazione degli spazi comuni).

L’INTERVENTO DI ALCUNI SINDACI: LE ORDINANZE PER LA SANIFICAZIONE (A MESAGNE IMPOSTA OGNI 3 GIORNI)

Già da febbraio la notizia che il virus sopravvive sulle superfici e diventata di dominio pubblico: per questo molti sindaci lungimiranti si sono mossi per imporre anche ai privati la sanificazione degli spazi comuni. Tra i primi Comuni a imporre le sanificazioni ci sono Terni, Perugia, Parabiago e Mesagne, che hanno imposto agli amministratori di condominio e comunque a tutti i proprietari di edifici plurifamiliari, laddove vi siano spazi di proprietà comune ricadenti nel territorio comunale, di provvedere alla sanificazione di tutti gli spazi comuni sia esterni che interni di pertinenza condominiale, «mediante l’utilizzo di prodotti contenenti principi attivi idonei ed allo stesso tempo certificati, come evincibile dalle schede tecniche di prodotto e che scongiurino rischi per la salute umana, animale ed ambientale. Molte città, quindi, si stanno muovendo per imporre sanificazioni delle strade, ma anche degli spazi privati utilizzati da più persone. A Mesagne questa attività è stata imposta ogni tre giorni. «Passamano, scale e spazi in comune possono essere disinfettati con sforzi economici minimi - spiega il sindaco di Mesagne, Toni Matarrelli - È una cosa importante per la nostra salute. La nostra ordinanza è abbastanza aperta: per le case popolari ho previsto che si provveda in autonomia, anche con il semplice alcol. Anche se con le ditte costa pochissimo». Alcuni Comuni hanno richiesto agli amministratori di condominio, ad intervento avvenuto, la formazione di apposito fascicolo comprovante le attività svolte, con descrizione dell’intervento, del prodotto utilizzato e certificazione/dichiarazione da parte di ditte/professionisti e relativa scheda tecnica di prodotto, da conservarsi in copia a cura dell’Amministratore, da esporsi nelle aree condominiali adibite (bacheca) e in area visibile dall’esterno, così da consentire le ordinarie verifiche di ottemperanza delle disposizioni comunali. A Lecce, anche il presidente del Consiglio, Carlo Mignone, in qualità di amministratore, presidente Assiac, è favorevole a un’ordinanza di questo tipo, sulla scia di Perugia.

LA POSIZIONE DEGLI AMMINISTRATORI CONDOMINIALI

Sanificazione degli ambienti interni ed esterni degli edifici condominiali è ormai una priorità: l’operazione, anche con una ditta esterna, costa poco. Le superfici possono essere pulite con cloro e con tecniche nuove (poco costose e più sicure), come quella del panno usa e getta (di cui vi abbiamo già parlato in un precedente servizio). Le associazioni degli amministratori di condominio sollecitano l’amministrazione comunale di Lecce ad adottare provvedimenti urgenti, come già avvenuto in altri Comuni dislocati in tutta Italia. Le principali sigle di rappresentanza, Anaci, Assiac ed Alac, chiedono l’emanazione di un'ordinanza nei confronti dei professionisti impegnati nella gestione dei condomini, finalizzata al contenimento del rischio di contagio Covid-19, obbligando alla sanificazione degli spazi comuni di ogni edificio in condominio, tenendo conto non solo degli aspetti strettamente medici ed epidemiologici, ma degli aspetti relativi all’igienicità degli spazi, attraverso l’utilizzo di prodotti chimici contenenti principi attivi idonei che abbiano determinate caratteristiche e che non comportino rischi di inalazione. È importante, inoltre, che questi trattamenti siano periodici, con riferimento alla durata dell’efficacia del prodotto che abbia un potere disinfettante ad ampio spettro di attività (virus, batteri, micobatteri, spore, funghi), sia efficace di agire anche in presenza di sporco e di materia organica, che abbia un pH 7 (neutro) e comunque abbia caratteristiche tecniche in accordo alla norma En 14885. Si tratta di un'azione che potrebbe rilevarsi di notevole efficace considerando che i locali da sanificare sono normalmente i più frequentati dalla moltitudine delle persone che escono ed entrano nelle abitazioni private in condominio. È vero, non si potrà fare tutti i giorni, ma in periodo di emergenza un piccolo sforzo si potrebbe fare. Anche se fatta una sola volta la settimana (oppure ogni 3 giorni, come a Mesagne), la sanificazione comunque potrà contribuire a diminuire i rischi. «Necessaria l'emanazione da parte del Sindaco del Comune di Lecce, quale Autorità Sanitaria locale a tutela dell'ambiente e della salute pubblica, di ordinanza che imponga a tutti gli amministratori di Condominio di provvedere, a cura di ditte abilitate, alla sanificazione di tutti gli spazi comuni, sia esterni che interni, mediante l’impiego di prodotti contenenti principi attivi idonei e certificati. Gli interventi devono interessare soprattutto ringhiere, concorrenti, maniglie, pulsantiera, ascensori ed eventuali aree ove sono ubicati i carrellati per raccolta differenziata dei rifiuti - commenta il Presidente di Anaci Puglia, Dr. Antonio De Giovanni - Tanto si richiede al Signor Sindaco del Comune di Lecce in ossequio ai DPCM emanati nonché per il carattere particolarmente diffuso dell'epidemia e dell'incremento dei casi anche in Puglia». «La sanificazione è essenziale al tempo del covid19- spiega Giuliana Bartiromo, presidente Alac - Spesso non viene fatta da anni e questa è la buona occasione per farla. Sono gli stessi condomini a chiederla, perché rende gli ambienti più sicuri. Le associazioni di amministratori condominiali sottoscrivono delle convenzioni vantaggiose con alcune aziende per abbassare i costi ottenendo comunque la prestazione più efficace».

GAETANO GORGONI


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