Salute Sette 

La promessa virale: «Il farmaco Avigan batte il Coronavirus». Tutto da provare

È diventato “virale” il video del farmacista romano Cristiano Aresu, che racconta di come il Giappone abbia sconfitto il covid-19 con l’Avigan, un farmaco esistente già dal 2014

È diventato “virale” il video del farmacista romano Cristiano Aresu, che racconta di come il Giappone abbia sconfitto il covid-19 con l’Avigan, un farmaco esistente già dal 2014 (sviluppato dall’azienda farmaceutica Toyama Chemical, del gruppo giapponese Fujifilm, e attivo contro alcuni tipi di virus a RNA). Nel video si possono notare affollamenti in piazza. Zaia, in Veneto, ha subito chiesto che venga sperimentato. Ma sia Burioni che l’Aifa spiegano che il “Favipiravir (nome commerciale Avigan) non è un farmaco ancora considerato efficace e sicuro. Si tratta di un’antivirale autorizzato in Giappone dal Marzo 2014 per il trattamento di forme di influenza causate da virus influenzali nuovi o riemergenti (il suo utilizzo è limitato ai casi in cui gli altri antivirali sono inefficaci). Il medicinale non è autorizzato né in Europa, né negli Usa. Ad oggi, per quanto riguarda il covid-19, non esistono evidenze scientifiche sulla efficacia e sicurezza dell’Avigan. Insomma, quel video rischia di ingenerare false illusioni. Inoltre, l’autore dimentica di dire che per la pandemia l’uso di Avigan è stato autorizzato da una sola settimana in Giappone e non sappiamo ancora se funzionerà. 

Capita spesso di vedere video che mettono in dubbio l’operato delle autorità sanitarie: c’è sempre qualcuno che ritiene di essere più avanti e alimenta un certo pensiero dietrologico o complottista. L’ultimo video sul farmaco salvifico nella lotta al covid-19 non tiene in considerazione che la massima autorità italiana per la sicurezza dei farmaci, l’Aifa, ha chiarito che “non esistono studi clinici pubblicati relativi all’efficacia e alla sicurezza del farmaco nel trattamento della malattia da COVID-19”. In altre parole, è ancora presto per affermare che l’Avigan possa funzionare contro questo nuovo tipo di coronavirus: siamo all’inizio di una fase sperimentale anche in Giappone. Tra l’altro, conosciamo solo dati preliminari, disponibili attualmente solo come versione “pre-proof”, termine utilizzato per indicare che il prodotto non è stato sottoposto alla revisione degli esperti e delle autorità sanitarie mondiali competenti. Qualsiasi farmaco, in effetti, prima di essere autorizzato, deve superare una lunga fase di sperimentazione che provi efficacia e contempli tutti i possibili effetti collaterali. 

Il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, ha chiesto di essere responsabili nella comunicazione, soprattutto sul web, perché un conto è segnalare una possibile opzione nella lotta al nuovo coronavirus altro, invece, è far capire che la soluzione esiste già.

 L’operazione del farmacista che posta il suo video dal Giappone, insomma, risulta spavalda e anche un po’ complottista. La soluzione per quanto riguarda la terapia antivirale o di vaccini non esiste ancora, perché non esistono prove inconfutabili che i medicinali che si stanno sperimentando funzionino. Nella nostra rubrica “Salute Sette” abbiamo intervistato virologi, infettivologi ed epidemiologi che ci hanno parlato di alcuni medicinali che erano già in uso per altre patologie e che sembrano funzionare contro il coronavirus (il farmaco della Roche contro l’artrite o quello contro la malaria). Attualmente esistono tutta una serie di possibili soluzioni, ma prima di gridare “èureka” conviene attendere che la comunità scientifica abbia le prove in mano. 


COS’È L’AVIGAN? 


Il nome tecnico dell’Avigan, il medicinale diventato famoso grazie al video Facebook in cui viene esaltato come soluzione alla pandemia, si chiama Favipiravir: un farmaco antivirale sviluppato nel 2014 dal gruppo giapponese Fujifilm Toyama Chemical (una consociata di Fujifilm). La Cina lo sta già sperimentando: Zhang Xinmin, direttore del Centro nazionale cinese per lo sviluppo della biotecnologia ha dichiarato che si sta riscontrando un livello elevato di sicurezza e che il farmaco è efficace nel trattamento”. Il Favipiravir aveva dimostrato efficacia contro i virus influenzali, il virus del Nilo occidentale e altri tipi di virus. Sembra che alcuni pazienti siano riusciti a negativizzare la malattia, ma bisogna approfondire gli studi clinici e la selezione dei pazienti. 

Anche altri medicinali sperimentati a Napoli, per esempio, hanno risolto i problemi di alcuni pazienti. Ma come nel caso del vaccino, la strada non è così semplice: è necessaria la sperimentazione su un numero importante di persone e poi ci vogliono le evidenze scientifiche. Bisogna ricordare che non tutti gli organismi rispondono allo stesso modo e mettere sulla bilancia gli eventuali effetti collaterali. Per fare tutto ciò c’è bisogno ancora di tempo. Dunque, affermare che l’umanità ha sconfitto il coronavirus con l’Avigan, allo stato attuale, è una fake news. È più plausibile sperare che questo farmaco funzioni: per ora, in mancanza di certezze, meglio un’opportuna cautela. 


Gaetano Gorgoni 

Potrebbeinteressarti