Salute Sette 

Ecchimosi al viso e dermatiti alle mani per alcol e mascherine: ecco come prevenirle e curarle

La prevenzione della malattia Covid-19, basata su un puntuale lavaggio delle mani e sull'uso continuo delle mascherine per gli “addetti ai lavori” degli ospedali, mette a dura prova la pelle

La prevenzione della malattia covid-19, basata soprattutto su un puntuale lavaggio delle mani e sull’uso continuo delle mascherine per gli “addetti ai lavori” degli ospedali, ha la controindicazione di mettere a dura prova la nostra pelle.

In molti hanno scritto alla nostra redazione per chiedere consigli soprattutto perché l’uso di amuchina e sostanze alcoliche, quando si esce, si fa la spesa o si fanno due passi in tempo di quarantena, unito al continuo lavaggio delle mani sta procurando dermatiti, disseccamento cutaneo e altri effetti collaterali delle ripetute azioni igienizzanti. Abbiamo contattato un esperto per i consigli giusti, utili anche per medici, infermieri e Oss, che lavorano in prima linea con mascherine strette in faccia tutto il giorno: il dermatologo Gaetano Scanni.

Dermatiti e pelle secca si possono prevenire utilizzando allo stesso ritmo dell’amuchina e dell’alcol prodotti in grado di idratare. Il dottor Gaetano Scanni ci consiglia, nell’intervista di oggi, prodotti che possano avere entrambe le qualità: funzione detergente e funzione idratante, che si trovano agevolmente nelle farmacie. Diversa è la questione delle ecchimosi da pressione di mascherine o DPI vari. A parte il fatto che questi effetti collaterali dovrebbero essere segnalati nel Documento di Valutazione dei Rischi, imposto dalle normative che riguardano la sicurezza sul lavoro di diverse categorie di lavoratori che utilizzano questi tipi di dispositivi di protezione individuale, comunque il datore di lavoro dovrebbe garantire un intervento studiato col medico curante. L’ecchimosi è uno stravaso di sangue in un tessuto, conseguenza di un trauma in grado di rompere le pareti vasali, senza ledere la pelle: praticamente un trauma  che produce fuoruscita di sangue al di fuori dei vasi ematici. In questo caso una semplice crema non risolve il problema. In questi giorni abbiamo visto anche in tv le tantissime foto di operatori della sanità stremati e con il viso segnato dalle mascherine portate per ore. In questo caso, oltre a studiare soluzioni o procurarsi dei DPI che siano in grado di fare meno danni (soprattutto meno pressione sulla faccia), è necessaria una cura dermatologica preventiva a base di crema all’ossido di zinco. Il dottor Scanni ci spiega tutto in questa intervista.

INTERVISTA AL DOTTOR GAETANO SCANNI, SPECIALISTA IN DERMATOLOGIA E MALATTIE VENEREE (MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE).

Dottore, in tanti ci chiedono consigli su come intervenire per combattere le dermatiti da alcol, cloro e lavaggi delle mani ripetuti, in questi giorni, in cui la pandemia covid-19 sta angosciando il mondo: ci può aiutare con un consiglio?

“In effetti il fenomeno che lei descrive era già previsto. Anche sulle mie mani ho notato un peggioramento dell’integrità cutanea inevitabile, perché lavandosi le mani così frequentemente, soprattutto gli operatori sanitari che utilizzano saponi medicali antisettici, devono fare i conti con un ‘cedimento’ cutaneo. L’impatto sulla pelle è pesante e c’è il rischio che si danneggi l’integrità della barriera cutanea. Il pericolo è reale, se pensiamo alla quantità di alcol e prodotti utilizzati, che mettono sotto stress la cute. Alla fine di questa quarantena in molti si potrebbero ritrovare con problemi dermatologici, se non dovessero prendere le giuste precauzioni”.

Con le quantità di cloro, sapone e alcol che stiamo usando in questo periodo rompiamo inevitabilmente la barriera cutanea, vero?

“Il concetto è che qualsiasi prodotto che viene a contatto con la pelle, ripetutamente spalmato sulla pelle delle mani, non può che incidere sulla barriera: è un fatto inevitabile. Soprattutto se parliamo degli ‘addetti ai lavori’ negli ospedali (un po’ meno chi non fa questi lavori più a rischio). Naturalmente il mio consiglio è di proteggersi sempre dal coronavirus lavandosi spesso le mani, ma bisogna tenere presente che qualsiasi detergente si utilizzi ci deve essere un’idratazione successiva per non avere problemi”.

Quindi possiamo parlare di una compensazione: un rapporto equilibrato tra lavaggio e idratazione. A ogni lavaggio corrisponde l’idratazione...

“Certo. Un’idratazione che può essere fatta con prodotti semplici, non sono sempre necessari prodotti di farmacia. Si può anche scegliere una seconda strada: lì dove è possibile, si possono acquistare alcuni tipi di saponi per lavaggi frequenti, che contengono già la crema idratante”.

Esistono saponi di questo tipo? È facile reperirli?

“Certo, esistono: si trovano comunque in farmacia. Si tratta di sapone con importanti proprietà idratanti. Naturalmente non si tratta di saponi in senso stretto, ma di ‘creme lavanti’. Il suggerimento che darei ai suoi elettori è che di sostituire il sapone tensioattivo, per intenderci quello che fa le schiume, perché è quello meno indicato. In condizioni normali questo tipo di sapone più aggressivo va bene, ma in questo periodo se si può utilizzare una crema lavante è meglio. I detergenti crema o base lavante non fanno schiuma e puliscono lasciando la pelle più integra. Altrimenti idratiamo subito dopo il lavaggio con un sapone normale”.

In questi giorni abbiamo visto tante foto in tv dei medici in prima linea, ma anche di infermieri, Oss e gente addetta alle pulizie piena di ecchimosi per la mascherina tenuta ore sulla faccia. Quali consigli possiamo dare a questi “addetti ai lavori” che spesso vediamo con delle piaghe quasi rosse in faccia (perché alcuni hanno una pelle molto delicata)?

“In questo caso consiglierei le creme che si usano per i lattanti: quelle creme che si utilizzano per le irritazioni da pannolino. Sarebbe utile trattare la pelle prima con una pasta all’ossido di zinco. Le mamme conoscono benissimo questa crema bianca piuttosto densa, che applicano sulla pelle dei neonati per evitare la dermatite da pannolino favorita dalla pipì e dallo sfregamento del panno. Se sono dermatiti irritative dovute al calore e allo sfregamento col tessuto sintetico, si possono controllare con del cortisone semplice in crema. Se si tratta di ecchimosi non si risolve semplicemente con la crema, perché il problema è la pressione della mascherina, sul naso in particolare. Consiglio agli infermieri che usano a lungo questi DPI di preparare la pelle con una pasta all’ossido di zinco”.

Gaetano Gorgoni

Potrebbeinteressarti