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Nuovo Coronavirus, come si cura: il virus muta e diventa meno aggressivo

Il nuovo coronavirus è mutato, per rispondere al sistema immunitario degli ospiti: ora sembra meno pericoloso. La metà dei pugliesi colpiti è in via di guarigione e gli altri hann...

Il nuovo coronavirus è mutato, per rispondere al sistema immunitario degli ospiti: ora sembra meno pericoloso. La metà dei pugliesi colpiti è in via di guarigione e gli altri hanno avuto sintomi non preoccupanti. Le persone con un sistema immunitario più debole rischiano una polmonite, ma la guarigione è agevole. Oggi, con l’infettivologa Annalisa Bascià, vi spieghiamo come si cura, come muta e come evitare il contagio.  Il covid-19 muta e colpisce in maniera molto meno dura: la prima mutazione lo ha reso molto contagioso e più infettivo, la seconda mutazione lo rende meno letale, secondo l’infettivologa dell’Asl leccese. Il nuovo coronavirus è molto meno letale di altri, come ad esempio la Sars. Gli infettivologi erano molto preoccupati per le mutazioni possibili: l’evoluzione sembra positiva. Il virus cambia aspetto per poter scappare alla risposta immunologica dell'ospite.  La notizia di queste ore è che il virus è sbarcato nel Salento infettando un paziente di Aradeo: anche questa mattina il direttore del Dipartimento della Salute, Vito Montanaro, invita tutti alla calma: “Stiamo verificando tutti i contatti che ha avuto il 58 enne. Le procedure sono già stabilite e gli interventi delle autorità sanitarie sono veloci per isolare i possibili contagiati. Non creiamo panico. La vita di Aradeo deve procedere normalmente: basta attuare le regole e le prescrizioni che abbiamo fornito”. Invita alla calma anche il direttore generale Asl, Rodolfo Rollo, che oggi insieme al sindaco di Aradeo ha partecipato alla riunione del Comitato per la sicurezza in Prefettura: “I possibili contagiati di Aradeo sono stati messi tutti in quarantena: ieri è stata ricostruita la catena dei contatti. Siamo intervenuti velocemente. Le scuole resteranno chiuse per essere disinfettate e sanificate, ma gli uffici pubblici restano aperti”.  LE PRECAUZIONI PER CHI SOSPETTA DI ESSERE STATO CONTAGIATO Ci sono alcune imprescindibili precauzioni da prendere nel caso si abbia il dubbio di essere stati contagiati. Chi sospetta di essere stato contagiato per 14 giorni deve osservare queste indicazioni:  - evitare di recarsi, se non strettamente necessario, in luoghi chiusi e affollati; - non programmare, se non strettamente necessario, feste, cene di gruppo o altri ritrovi conviviali con molte persone; - garantire frequente aerazione a tutti gli ambienti domestici;  - lavarsi spesso le mani con detergenti o soluzioni alcoliche e dopo non toccare superfici che potrebbero essere sporche, né portarsi le mani alla bocca o agli occhi (anche il cellulare dev’essere prima disinfettato altrimenti prendendolo);  - mantenere una distanza di almeno un metro dalle persone a rischio (anziane o affette da patologie croniche);  - non toccarsi gli occhi, naso e bocca con le mani; - pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro e alcol;  - coprire bocca e naso con fazzoletti monouso quando si starnutisce o tossisce. Se non si ha un fazzoletto a portata di mano, bisogna usare la piega del gomito;  - usare la mascherina solo se sospetti di essere malato; - se si avvertono  sintomi influenzali non bisogna andare al pronto soccorso o in ambulatorio: è necessario, invece, chiamare il medico di famiglia e seguire le sue indicazioni;  - comunicare al proprio medico curante l'insorgenza di almeno uno dei seguenti sintomi: febbre, tosse secca, difficoltà respiratorie.  COME SI CURA IL NUOVO CORONAVIRUS  Le scuole sono state chiuse nel gallipolino: “Meglio esagerare con le precauzioni in questo momento - spiega l’infettivologa dell’Asl leccese, Annalisa Bascià - ci sono dei protocolli da seguire. Comunque, se non venissero chiuse, al primo contagio tutti punterebbero il dito sull’istituzione che non le ha chiuse. La prima cosa da fare è non curarsi da soli, se si è stati nelle zone infette. Bisogna avvisare subito il medico competente ed evitare di prendere iniziative, come quella di scappare al pronto soccorso più vicino. Non curatevi da soli, se ci sono sintomi e avete avuto contatti sospetti”. Le mutazioni del nuovo coronavirus sono sotto la lente d’ingrandimento degli scienziati romani. “Le mutazioni ci sono - spiega l’infettivologa dell’Asl leccese - Il virus a furia di espandersi sta perdendo virulenza: magari il tampone è positivo, però ci sono sempre più asintomatici. Il paziente di Taranto, ad esempio, ha avuto una forma leggera asintomatica, come anche i suoi parenti. Dobbiamo razionalizzare e cercare di capire che non sembra più aggressivo come prima questo virus”. Ma come si cura il nuovo coronavirus? Ce lo spiega la dottoressa Annalisa Bascià: “Si cura come un semplice raffreddore, se non si complica con una polmonite (soprattutto quando incontra pazienti anziani e fragili). La terapia antibiotica non serve per il semplice raffreddore. Serve paracetamolo e antinfiammatori solo se il virus produce una sorta di sindrome influenzale (starnuti, tosse, mal di gola). Se non dovesse passare e aumentasse la temperatura, con problemi respiratori e insufficienza respiratoria, allora bisogna intervenire con antivirali in fase sperimentale, che vengono utilizzati per altre patologie. Non ci sono ancora medicine specifiche per questo virus. Può servire la terapia antibiotica per evitare complicanze batteriche. Più è leggera la forma di coronavirus contratta e più è difficile la diffusione del contagio”.  Gaetano Gorgoni

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