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Csc, cosa fare quando la vista si appanna per lo stress 

La corioretinopatia sierosa centrale (CSC) è una malattia definita dagli stessi medici “anomala”: in alcuni casi si guarisce, in altri la vista è compromessa per sempre. Di s...

La corioretinopatia sierosa centrale (CSC) è una malattia definita dagli stessi medici “anomala”: in alcuni casi si guarisce, in altri la vista è compromessa per sempre. Di solito il problema comincia con la vista offuscata: il miglior alleato di questa patologia è lo stress. Bisogna fare di tutto per evitare i fattori stressogeni per guarire. Oggi con uno dei più importanti oculisti della nostra regione, il professor Michele Vetrugno, dell’Università di Medicina e Chirurgia di Bari, proviamo a fare luce su questo problema, dando consigli concreti per la cura e la prevenzione. La corioretinopatia sierosa centrale annebbia la vista all’improvviso, le immagini sono offuscate, si rimpiccioliscono e anche il colore si altera. Con questi sintomi può manifestarsi una patologia dell’occhio che consiste nello scollamento della parte centrale della retina (la macula) dall’epitelio pigmentato, sul quale la retina appoggia, a causa dell’accumulo di liquido sieroso.  È come una bolla di fluido che solleva in maniera circoscritta e localizzata la retina - ci spiega il professore Vetrugno - creando le condizioni che impediscono di mettere a fuoco la vista in maniera corretta”. Questa patologia interessa circa 10 persone su 100mila abitanti con un’età media di 40 anni ed è sei volte più frequente negli uomini. Si ipotizza che la CSC abbia origine da un’alterazione della permeabilità dei capillari del coroide (lo strato vascolarizzato su cui poggia la retina) provocata da un’estrema sensibilità verso alcune sostanze vasoattive, per esempio il cortisone. Quando il paziente è in situazioni di ansia e prolungato stress, vengono liberati epinefrina o glucocorticoidi, ormoni reattivi che in genere inducono reazioni positive, ma in soggetti predisposti a questa patologia possono provocare alterazioni alla permeabilità del coroide. Il problema, nella metà dei casi, si può risolvere spontaneamente, ma per il  50 per cento dei pazienti il disturbo si ripresenta nell’arco temporale di un anno. Nel 15-20% dei soggetti colpiti l’accumulo di liquido non regredisce da solo e perdura per più di sei mesi: solo in queste situazioni si parla di cronicità e i danni permanenti alla vista sono inevitabili.  L’INTERVISTA ALL’ESPERTO, PROFESSOR MICHELE VETRUGNO, UNIVERSITÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA DI BARI  Professore, la corioretinopatia sierosa centrale (CSC) è una malattia della retina solitamente non grave, ma è vero che colpisce soprattutto gli uomini tra i 30 e i 50 anni a causa dello stress? “Confermo, la CSC è una patologia legata principalmente allo stress, pertanto la fascia di età tra i 30 e 50 anni è la più colpita”.  Può colpire anche le donne per lo stesso motivo e per quali altri motivi? “Anche le donne ovviamente possono essere colpite nella stessa fascia di età. In questi casi, oltre allo stress, possono giocare anche fattori predisponenti di natura ormonale”. La visione appannata è il campanello di allarme tipico di questa malattia, oppure è un sintomo che può appartenere ad altre patologie? “Classicamente il paziente si accorge di vedere di meno, come sott’acqua. La presenza di una bolla di liquido a livello della macula altera sia la qualità che la quantità della vista. Ma questo sintomo non è specifico della CSC, in quanto è simile anche ad altre maculopatie” Come facciamo a scoprire in tempo la sierosa centrale?  “La diagnosi si basa inizialmente sull’esame clinico in cui si apprezza un sollevamento  a livello della macula, successivamente completata da un OCT (che rivela il contenuto acquoso dello spazio sotto la retina) e da una fluorangiografia (che serve a identificare il punto di perdita del liquido)”. Tutti i problemi di retina possono essere scoperti con una normale visita oculistica o ci vogliono esami più dettagliati? “La visita è fondamentale per la diagnosi: gli esami sono necessari per riconoscere i dettagli della patologia e guidare le soluzioni terapeutiche”. Una sierosa centrale trascurata a cosa può portare?  ”La sierosa è una patologia ‘strana’: in alcuni casi guarisce spontaneamente, in altri casi recidiva fino a diventare cronica. In questa evenienza il calo visivo può essere definitivo”.  C’è un modo per guarire definitivamente da questo problema? Come ci si cura? Esiste un intervento chirurgico risolutivo?  “La terapia è essenzialmente medica: sono utili farmaci diuretici, cortisonici e anche dei blandi sedativi (visto lo stress che ne è alla base). Nei casi cronici può essere utile un trattamento laser con lunghezza d’onda specifica”. Qual è il consiglio che dà per prevenire la corioretinopatia sierosa centrale (CSC)?  “Purtroppo non esiste un modo univoco per prevenire questa patologia, se non condurre una vita lavorativa e familiare priva di stress. Ma vista la relativa benignità della patologia direi di non preoccuparsi troppo di fronte a casi sporadici”.  Gaetano Gorgoni 

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