Salute Sette Lecce 

Nuovo coronavirus, ancora un falso allarme: intervista al direttore Montanaro

Il nuovo coronavirus sta turbando i sonni dei salentini: ieri sera un nuovo allarme che oggi è risultato falso. Il test sulla donna che si è rivolta al pronto soccorso leccese è r...

Il nuovo coronavirus sta turbando i sonni dei salentini: ieri sera un nuovo allarme che oggi è risultato falso. Il test sulla donna che si è rivolta al pronto soccorso leccese è risultato negativo. Il protocollo regionale prevede che i casi vengano trasferiti agli infettivi del Policlinico di Bari. Oggi abbiamo intervistato il coordinatore dell’esecuzione del protocollo ministeriale, il direttore del Dipartimento Promozione della Salute della Regione Puglia, Vito Montanaro. C’è un’enorme attenzione, soprattutto negli aeroporti, per creare una barriera contro l’ingresso di questo virus in Italia. Per ora la rete con i centri di pronto soccorso pugliese sta funzionando bene. Ancora un altro falso allarme per il Salento: come abbiamo scritto ieri, non c’è nessun caso appurato in Puglia di nuovo coronavirus proveniente da Wuhan. Si è scatenata una specie di psicosi, però, che a ogni minimo allarme in pronto soccorso fa gridare al lupo, ancor prima di conoscere i risultati ufficiali degli esami. Come abbiamo scritto ieri, per ora, il fenomeno è circoscritto ad alcune nazioni vicine alla Cina. La Farnesina sta procedendo col rimpatri dei cittadini italiani e intere multinazionali operanti nel territorio cinese hanno scelto di fermarsi.  Il conteggio delle vittime del nuovo coronavirus, sconosciuto, ancora non curabile e per il quale non esiste un vaccino, sale a 170. Purtroppo si registra una impennata dei contagi con 1.700 nuovi casi, che si sommano ai circa 6.000 già accertati. La situazione della sanità in alcune zone della Cina non lascia ben sperare: Il governatore della provincia dell'Hubei, Wang Xiaodong, ha avvertito che mancano forniture mediche, non solo a Wuhan,  città epicentro dell'epidemia dal nuovo coronavirus della polmonite, ma anche nella città vicine. L’OMS è a lavoro per garantire isolamento delle zone colpite ed evitare che questa nuova piaga sanitaria, che si sta espandendo anche in Tibet, coinvolga altri paesi. Intanto, l’Italia è in allerta già da un po’ e controlla tutti gli ingressi scrupolosamente. Oggi abbiamo intervistato il direttore Vito Montanaro, che dirige il Dipartimento Salute della Regione Puglia. Il Dipartimento assicura l’attuazione di politiche per la promozione della salute, della prevenzione, della cura e della riabilitazione, l’organizzazione e programmazione del Servizio Sanitario Regionale, nonché la gestione del sistema di welfare integrato.  INTERVISTA AL DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO PROMOZIONE DELLA SALUTE, DEL BENESSERE SOCIALE E DELLO SPORT PER TUTTI, VITO MONTANARO Dottore, com’è scattato il nuovo allarme coronavirus?  “Si è trattato di una paziente cinese che vive a Lecce e che avuto un rialzo febbrile. La donna si è rivolta subito al pronto soccorso di Lecce e siccome c’erano i sintomi influenzali, per procedura, avendo avuto contatti con parenti e amici che erano stati nel Wuhan  in Cina, i medici leccesi hanno attivato subito il protocollo. La paziente è stata trasferita al Policlinico di Bari, che è il centro di riferimento regionale eletto per la gestione dei casi sospetti da coronavirus. Come da procedura che abbiamo elaborato lunedì sera (e che è ufficiale: siamo stati i primi in Italia!), adesso la signora è in una stanza in attesa che arrivino i risultati degli esami dello Spallanzani di Roma”.  Voi avete effettuato due esami, vero? “Ovviamente sono stati effettuati due esami: uno al Policlinico di Bari e l’altro allo Spallanzani di Roma. È una procedura per avere la massima certezza che la paziente non sia affetta dal virus che viene dalla Cina”. Adesso possiamo tirare davvero un sospiro di sollievo? La Puglia fino ad oggi è indenne.  “Manca lo Spallanzani, ma dovrebbe arrivare una conferma al nostro test. Il coronavirus come sapete non è uno solo, sono centinaia di tipi: con questi test appuriamo se si tratta di quello proveniente dalla Cina oppure se si tratta del banale virus influenzale che circola in questo periodo”. Ma in genere cos’è che fa scattare l’allarme del nuovo coronavirus? “Questo nuovo virus si manifesta con i classici sintomi dell’influenza: rialzo febbrile, dolori articolari, difficoltà respiratoria”.  Dunque, nulla di diverso dalla classica influenza: quindi, quello che fa scattare l’allarme è il contatto con gente proveniente dalla zona cinese dove è esploso il focolaio? “I sintomi sono gli stessi di una normale influenza stagionale. Il diario di viaggio e una delle domande che vengono fatte quando un paziente si rivolge al pronto soccorso con febbre e mal di gola. È chiaro che, se ci va un italiano in pronto soccorso a dire che ha questi sintomi, la prima domanda è se è stato in Cina nella zona interessata dal nuovo coronavirus o se ha avuto contatti con gente proveniente da Wuhan, città epicentro dell'epidemia del nuovo coronavirus, che ha già ucciso 170 persone”.  “Diario di viaggio” e “diario di vita” nella fase di anamnesi hanno un’importanza fondamentale per far scattare tutte le procedure ministeriali... “Certamente. Ci sono delle procedure stabilite da seguire e c’è un coordinamento anche delle informazioni. Il Dipartimento Regionale della Salute ha centralizzato tutto: siamo a disposizione di stampa e cittadini. Siamo collegati alla task force ministeriale”.  Tutti i casi sospetti andranno al Policlinico di Bari, vero?  “Esatto, qualsiasi caso sospetto proveniente da tutte le zone della regione Puglia dovrà essere inviato al policlinico. Le analisi a Bari sono state tempestive. Si fanno due test sullo stesso campione: l’esito degli esami baresi ci rassicura”. Perché attendete ancora il test dello Spallanzani?  “Quello è l’ultimo test di conferma, ma l’esame fatto a Bari ha un esito oggettivo. Ormai è chiaro che non si tratta del nuovo coronavirus”. Gaetano Gorgoni

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