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Togliere il pannolino, processo di apprendimento a volte lungo: i consigli del medico

Molti genitori si chiedono quale sia il momento giusto per togliere il panno e, qualche volta, sono costretti a combattere con un figlio che se la prende comoda. Ne abbiamo parlato con il dott. Mario ...

Molti genitori si chiedono quale sia il momento giusto per togliere il panno e, qualche volta, sono costretti a combattere con un figlio che se la prende comoda. Ne abbiamo parlato con il dott. Mario De Gennaro, responsabile del Programma di Chirurgia Robotica del Bambino Gesù, nonché presidente della Fondazione Italiana Continenza: “Generalmente il momento del superamento del pannolino coincide con i 2 anni per le femminucce e con i 3 anni per i maschietti, ma alcuni raggiungono lo ‘svezzamento da pannolino’ solo a 5 anni. I bambini devono arrivare a capire cosa devono fare quando avvertono il senso di vescica piena: a volte è un processo di apprendimento lungo”. La scelta della stagione è un suggerimento pratico, ma occorre sempre rispettare i tempi del bambino. Ecco i consigli giusti.  Quello che per noi è scontato per un bambino non lo è: imparare come e quando svuotare l’intestino e la vescica richiede un processo di apprendimento che può essere anche più lungo del previsto. I genitori hanno bisogno principalmente di un enorme pazienza per insegnare ai propri bambini a utilizzare il bagno. “Si chiama svezzamento perché bisogna aspettare il momento in cui ci sia stata la necessaria maturazione fisiologica, come per l'alimentazione” - spiega il dottor  Mario De Gennaro. Alcune volte lo svezzamento può essere un processo di apprendimento piuttosto lungo. È importante rispettare la gradualità e soprattutto i tempi, diversi per ogni bambino. La consapevolezza si costruisce giorno dopo giorno ed è sbagliatissimo rimproverare un bambino che se la prende comoda nello svezzamento: mai alimentare sensi di colpa. Il bambino deve essere seguito e incoraggiato: la tecnica del ragionamento è sempre vincente. Forzare un bambino e controproducente: si rischia di ottenere l’effetto contrario. Per quanto riguarda le stagioni in cui è meglio svezzare il piccolo, l’estate è l’ideale solo perché è più comodo pulire e cambiare il bambino.  ENURESI NOTTURNA  Quando il bambino continua a fare la pipì nel letto dopo i cinque anni, si parla di enuresi notturna. In questo caso lo svezzamento da pannolino è già cominciato, ma lo stimolo della vescica piena non sveglia il bambino dal sonno. “La condizione non è rara (10% circa a 7 anni di vita) ed ha carattere familiare, genetico: queste due informazioni sono utili a rasserenare la famiglia ed il bambino, il quale soffre molto di questa sua difficoltà - spiega l’esperto - La familiarità, cioè avere un genitore, fratello o parente che hanno avuto lo stesso problema, comporta la difficoltà di risveglio al momento preciso dello stimolo da vescica piena”. Per risolvere il problema bisogna studiare una strategia con il pediatra: l’obiettivo da raggiungere è migliorare la distensibilità della vescica, stimolare il risveglio del bambino al momento giusto e diminuire la produzione di urine durante la notte. “Bere abbondantemente la mattina, svuotare regolarmente la vescica durante il giorno e tenere regolare l'intestino sono le abitudini che favoriscono una buona distensione della vescica. Il risveglio al momento giusto si può ottenere, ma solo nei bambini più grandi di 8-9 anni, con un apparecchietto che suona al momento opportuno. La riduzione di urine notturne si può favorire, invece, ricorrendo ad una medicina in forma di caramella o pasticca, che contiene quell'ormone antidiuretico che in questi bambini spesso non è prodotto a sufficienza o nel momento giusto”. I SINTOMI VESCICALI DIURNI  “In molti casi, oltre al problema del letto bagnato, possono essere presenti sintomi vescicali durante il giorno, non necessariamente con perdita di urine, che sono però spesso non conosciuti o minimizzati dai genitori, come un eccessivo o troppo scarso numero di minzioni al giorno, la necessità urgente di fare pipì, l'abitudine a posporre lo stimolo, la eccessiva prolungata ritenzione, una stitichezza nascosta. Conoscere questi sintomi è molto importante, in quanto se non si trattano viene fortemente inficiata la cura della enuresi notturna, con conseguente frustrazione del bambino e dei genitori. Questi sintomi vanno quindi scoperti e messi in rilievo, per mezzo ad esempio di un diario della pipì, che viene compilato a casa insieme ai genitori e poi valutato dal pediatra curante oppure se necessario dal medico specialista”. INTERVISTA AL DOTTOR MARIO DE GENNARO, RESPONSABILE PROGRAMMA CHIRURGIA ROBOTICA DELL’OSPEDALE “BAMBINO GESÙ” Dottore, le giro la domanda amletica che tormenta tutti i genitori: quando bisogna togliere il pannolino?  “Non esiste una regola, né un’età precisa a cui sia opportuno di togliere il pannolino. Gran parte dei bambini impara a controllare volontariamente la vescica all'età di 2-3 anni, con una variabilità da 0,8 a 5 anni, in base alle condizioni socio-culturali. Esistono molte statistiche da cui risulta che i bambini tolgono il pannolino a un'età media di 2,2 anni, iniziano ad avere il controllo a circa 18 mesi e finiscono lo svezzamento intorno ai 27 mesi, le femmine prima dei maschietti. A 5 anni il 100% dei bambini ha tolto il pannolino”.  Alcuni genitori si angosciano quando il bambino se la prende comoda... “Togliere il pannolino all'età in cui il bambino è pronto è in genere la cosa più facile e normale. Non ci si deve però meravigliare se si trovano delle difficoltà. Imparare a usare il bagno è talora per molti genitori e per i bambini stessi, un impegno formidabile. Il pediatra di famiglia deve essere pronto e disponibile a discutere dei segni che mostrano che il bambino è pronto, ma anche dei ipassi indietro che possono accadere nel processo di apprendimento (resistenza allo svezzamento, paura del bagno, rifiuto di andare al bagno per svuotare l'intestino, persistenza di enuresi notturna). Esiste una non rara sindrome di rifiuto del bagno e una più grave e molto rara fobia del bagno”.  Anche quando il pannolino viene tolto possono restare i problemi... “Il processo di apprendimento ad usare la propria vescica è molto lungo, va circa da un anno e mezzo a tre, e spesso si completa solo a 4-5 anni. Bisogna quindi avere pazienza e non preoccuparsi se ogni tanto c'è qualche incidente, cosa che non va assolutamente fatta notare negativamente al bambino. Bisogna fare le cose gradualmente, accompagnando la maturazione fisiologica. Succede invece purtroppo che si abbia fretta, anche per la soddisfazione di vedere la crescita del proprio bimbo, o per fattori esterni, sociali. Ad esempio molti asili nido non accettano bambini con i pannolini, per cui si cerca innaturalmente di accelerare il processo”.  Quali consigli dà ai genitori per eliminare il pannolino?  “Sentirsi bagnato dopo aver fatto la pipì è per un bambino parte dell'apprendimento per essere svezzato dal pannolino. Al contrario, i pannolini moderni contengono prodotti superassorbenti per cui il bambino resta perfettamente asciutto, in quanto le urine sono come sequestrate dal pannolino. Se il bambino non si sente mai bagnato, ci mette più tempo a capire cosa sta succedendo e che andare a svuotarsi al bagno è importante per lui per non avere la fastidiosa sensazione di bagnato e di sporco. Si può aiutare e stimolare: facendo indossare pannolini di stoffa o di cotone; usando una salviettina igienica nel pannolino”.   Quali regole comportamentali bisogna insegnare?  Insegnare a togliere il pannolino fa parte del più generale processo di crescita e significa aiutare ad ottenere l'indipendenza. L'incoraggiamento è molto utile, esattamente come è bene stimolare il proprio bambino ad aiutare mentre lo si veste o sveste. I rinforzi positivi sono un mezzo utile da usare per insegnare nuove capacità, anche ricorrendo a piccole ricompense quando il bambino fa qualcosa che vogliamo che faccia (come andare al bagno). I bambini imparano molto da un premio dato nel modo giusto, per cui è bene lodarli quando fanno la cosa giusta e ignorare o accettare comunque le cose sbagliate”. Quali regole dobbiamo seguire noi genitori?  “Durante il periodo di apprendimento nell'uso del bagno è preferibile vestire il bambino con abiti che sia facile tirare giù e su, evitando zip, bottoni, strappi, perché possono rendere più difficile per il bambino ed il genitore stesso togliere i vestiti velocemente. Imparare a lavarsi ed asciugarsi le mani è un'altra capacità che il bambino deve imparare come un passo avanti per la propria indipendenza, come in seguito lavarsi i denti e pettinarsi. Allo stesso modo è bene incoraggiare il bambino a partecipare nel detergere le proprie parti basse: si può lasciare che il bambino lo faccia per primo, e intervenire in seguito, spiegando come lui stesso possa farlo meglio. Le bambine devono imparare a detergersi dal davanti all'indietro. Alcuni bambini partecipano malvolentieri, in questo caso può essere utile coinvolgerli nel comprare una carta colorata di loro scelta, o può essere più facile imparare con salviette detergenti”. Non sapevo che esistesse la paura del bagno: in cosa consiste?  “Bisogna sapere che alcuni bambini hanno una vera e propria paura del bagno, e che questo in generale è normale che succeda. La paura spesso dipende dalla sensazione di cadere dentro, soprattutto se l'equilibrio con cui vengono fatti sedere non è molto buono. Pensiamo che si pretende spesso che il bambino impari ad usare un bagno di altezza e dimensioni per un adulto. La cosa migliore per un bambino piccolo è usare un vasetto per bambini, oppure un riduttore per il bagno. È importante, anche per i bambini più grandi già ben svezzati assicurarsi che ci sia sempre disponibile uno sgabello o gradino su cui possa appoggiare i piedi, e in questo modo possa rilassare bene la muscolatura del piano perineale. Altri bambini hanno paura del rumore del flusso dello scarico, per cui è raccomandato di non scaricare mai quando il bambino è ancora seduto. Un trucco per non far avere paura e rendere il flusso una cosa più gradevole è quella di mettere poche gocce di colorante nel serbatoio: il colore che cambia può essere usato come un gioco. Ci sono bambini che, al contrario, si divertono a sentire il flusso dello scarico”. Ci sono alcuni bambini che non riescono a togliere il pannolino: cosa si fa in questo casi? “Può succedere che un bambino, anche se normale dal punto di vista neurologico, non riesca a togliere il pannolino a causa di minzioni troppo frequenti, oppure di stimolo urgente che non riesce a trattenere e dominare. In questi casi è bene consultare il proprio dottore, ed eventualmente uno specialista di urologia pediatrica, perché bisogna escludere le cause, anche se molto rare, di anomalie congenite. Bisogna poi capire bene che tipo di sintomi ha e che tipo di disfunzione potrebbe avere, con una visita ed eventualmente con esami di urodinamica. Si tratta di visite ed esami non invasivi, che aiutano a capire la disfunzione e a trovare il rimedio o una vera e propria cura, in casi selezionati in cui ci possono essere anche infezioni urinarie”. Gaetano Gorgoni

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