Salute Sette Lecce 

Consegnate le chiavi del Dea, via ai trasferimenti dei reparti del Fazzi

Ieri si è tenuta una cerimonia di scambio di auguri tra le autorità e le istituzioni sanitarie nella nuova struttura per le emergenze e gli interventi che sorge a fianco al Fazzi. Non &e...

Ieri si è tenuta una cerimonia di scambio di auguri tra le autorità e le istituzioni sanitarie nella nuova struttura per le emergenze e gli interventi che sorge a fianco al Fazzi. Non è un’inaugurazione, ma il festeggiamento della conclusione dei lavori. L’azienda costruttrice esce di scena: ora cominciano i trasferimenti dei reparti, in primis il Pronto Soccorso. Oggi vi proponiamo le interviste realizzate al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e al direttore generale dell’Asl di Lecce, Rodolfo Rollo.  I lavori sono finalmente terminati: quattro anni fa era tutto fermo e i problemi erano tantissimi. Ieri, il presidente della Regione Puglia, le autorità e le istituzioni si sono ritrovati all’interno della struttura per lo scambio degli auguri di Natale e per festeggiare la consegna delle chiavi da parte dell’azienda che ha ultimato i lavori. Presenti anche i dipendenti di Sanità service. Nel DEA lavoreranno 800 persone. Il nuovo Dipartimento Emergenza Accettazione (DEA) del “Vito Fazzi” è destinato a rappresentare una delle realtà migliori della Sanità del Mezzogiorno. Sono pronti 330 posti letto, dei quali 116 riservati a Terapia Intensiva e Sub – Intensiva, con importanti aree operative quali il Centro Cuore, dotato di un’avveniristica sala ibrida, il Centro Trauma e il Blocco Operatorio con 12 modernissime sale chirurgiche.  La spesa per ottenere un Centro di nuova generazione ammonta a 75,4 milioni di euro. Ecco le misure del DEA: 52mila metri di superficie coperta distribuiti su cinque piani fuori terra e due interrati. All’interno ci sono le degenze sub-intensive e intensive. L’edificio è capace di resistere ai terremoti (grazie ai 160 pilastri-isolatori antisismici) e di produrre energia da fonti rinnovabili. I materiali impiegati sono di qualità, gli arredi delle stanze di degenza sono tutti dotati di tv e bagno, per assicurare il massimo comfort a pazienti e visitatori. La struttura disporrà di Pronto Soccorso (reparto che sarà trasferito a breve dal Fazzi) con quattro sale di Trauma Center, Traumatologia e Ortopedia, con un percorso d’emergenza per i traumi maggiori e i politraumi, Camera Iperbarica e Diagnostica per immagini con un “pacchetto” di apparecchiature e grandi macchine d’avanguardia: 2 sale con TAC 256 slices, 5 Telecomandati di cui 3 RX digitali, una Risonanza Magnetica, tre sale per Ecografia e tre sale angiografiche, di cui 2 nel Centro Cuore. I chirurghi potranno contare su 12 sale operatorie ultramoderne allestite in un blocco operatorio adiacente all’Area Chirurgica. Il “Centro Cuore” sorge su un unico livello dotato di una sala di Elettrofisiologia, due sale Angiografiche e un’avveniristica Sala Ibrida. Poi, c’è una sala Operatoria Integrata dove è possibile effettuare diverse tipologie di interventi di cardiochirurgia e procedure interventistiche mini-invasive. Completano il ventaglio di funzioni tipiche legate all’emergenza-urgenza: l’Area Cerebrale, con Neurologia, Neurochirurgia e Stroke-Unit, e l’Area Chirurgica, con la Chirurgia Generale, Toracica e Maxillo-Facciale. LE DICHIARAZIONI DI MICHELE EMILIANO  “Questa è la migliore struttura del Dipartimento d’emergenza che esista in Italia in questo momento - ha dichiarato Michele Emiliano - Quando diventai presidente, oltre quattro anni fa, qui i lavori erano bloccati: furono bravi i direttori generali e il direttore dei lavori a sbloccare questa vicenda su nostra forte sollecitazione. Oggi hanno finito il collaudo e comincia il conto alla rovescia per trasferire i reparti dal vecchio plesso al nuovo. Io non ho fatto proclami: oggi siamo la Regione italiana che è cresciuta di più nei livelli di assistenza essenziali, secondo un sistema oggettivo di misurazione. Se qualcuno afferma che abbiamo fatto male, dico che non è possibile: abbiamo fatto meglio di quelli che c’erano prima, poi è chiaro che si può fare sempre di più”.  INTERVISTA AL DIRETTORE GENERALE ASL DI LECCE, RODOLFO ROLLO  Direttore, è solo una questione di mesi e poi questa struttura all’avanguardia funzionerà a pieno regime?  “Adesso abbiamo finito tutti lavori: è il tempo di cominciare con l’avvio, lo start-up. Significa che, man mano, servizio dopo servizio, i vari reparti entreranno nella struttura e testeranno gli ambienti e le nuove tecnologie. Una volta appurato che tutto funziona, si passa al trasferimento di un’altra unità operativa. Sarà un inserimento graduale fino al funzionamento regolare della struttura”.  Buona parte dell’Ospedale “Vito Fazzi” sarà trasferito qui: la struttura è fornita di diverse sale operatorie, vero? “Verrà trasferito tutto il pronto soccorso, buona parte del reparto chirurgico (almeno il 50%); tutta la rianimazione; il reparto di Ortopedia; la Chirurgia Generale; la Cardiologia con unità coronarica; la Cardiochirurgia con la Rianimazione Cardiochirurgica. Poi, a seguire, trasferiremo la Chirurgia Toracica, la Neurologia e la Neurochirurgia. Ma per il trasferimento di questi tre ultimi reparti bisognerà aspettare di più”.  Un altro tratto distintivo di questa struttura e la tecnologia all’avanguardia e di ultima generazione... “Certamente. Noi abbiamo delle macchine per la diagnostica per immagini potentissime: un tempo bisognava fare una coronografia per vedere le coronarie, ora basta una tac da 256 strati, che farà un film più che un’immagine! Così come la risonanza magnetica, che farà risonanza del cuore. Poi c’è tutta la diagnostica invasiva per la cardiologia interventistica, fino ad arrivare a una sala ibrida, che diventa sala operatoria all’occorrenza”.  Forse bisognerà combattere un po’ di più per ottenere il numero giusto di medici e sanitari, vero? “Guardi, l’ottimo è sempre nemico del buono. Cominciamo con il buono: pensi che 800 persone lavoreranno qui dentro! Poi, se ce ne vorranno 50 o 60 altre, ce le andremo a trovare”.  Oggi il presidente della regione Puglia ha salutato e ha fatto gli auguri all’amministratore, ma anche ai dipendenti di Sanitaservice: presto ci saranno nuove assunzioni e dobbiamo attenderci che tanti laureati partecipino a questo concorso. A Barletta laureati con 110 e lode, anche in ingegneria, hanno vinto il concorso di spazzini. Dobbiamo aspettarci operatori iper-qualificati per le pulizie?  “Guardi, queste sono delle scelte che ognuno individualmente fa: a un certo punto della vita qualcuno può preferire un lavoro a Lecce diverso da quello per cui ha studiato per non dover emigrare. Io posso parlare da padre: ho chiesto a mio figlio di studiare e di specializzarsi, ma spesso si arriva a 35-40 anni senza una prospettiva di lavoro, con i tempi che corrono. Quindi, o si prende il primo lavoro che passa, oppure si va via. Molti ragazzi vogliono restare qui, nella loro terra. Nel frattempo, bisogna capire che i servizi di Sanità service stanno diventando sempre più complessi. Se parlare delle pulizie in un atrio è facile, pulire una sala ibrida richiede una formazione particolare. Avere a che fare con attrezzature che costano milioni e garantire che non ci sia nemmeno un batterio all’interno è un lavoro molto più complesso. Spero che Sanità service cominci un percorso di qualificazione nell’ambito della sanificazione, sterilizzazione è messa a disposizione di ambienti destinati alla Cardiochirurgia”.   Gaetano Gorgoni

Potrebbeinteressarti