Salute e Benessere Lecce 

Vulvodinia. Condividere per conoscere

Sabato 1° ottobre un convegno a Lecce per approfondire la conoscenza on la cosiddetta ''malattia muta''.

Presentato questa mattina presso la sede dell’Associazione Angeli di Quartiere in Via Machiavelli, 13 a Lecce il convegno “Vulvodinia. Condividere per conoscere”, che si svolgerà il prossimo 1° ottobre dalle 9 alle 13:30 presso la Sala Teatrino del Convitto Palmieri, in Via Cairoli 5 a Lecce.

L’evento gratuito, organizzato dal laboratorio di idee e progetti “Officina delle Idee” dell’Associazione Angeli di Quartiere, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale della Puglia, della Provincia di Lecce Salento d’Amare, del Comune di Lecce e dell’Ordine dei Medici di Lecce, ha lo scopo di avviare una riflessione attenta e strutturata sulla vulvodinia.

Nonostante venga definita “malattia muta” o “sindrome invisibile dolorosa”, che necessita di un’attenta diagnosi che comporta un percorso lungo, difficile e molto costoso, la Vulvodinia non è purtroppo ancora riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale, e questo obbliga le donne affette da tale patologia a ricorrere a cure mediche private che hanno costi molto elevati a causa di diagnosi errate, o difficoltose, che allungano i tempi e il percorso di cura per le stesse donne non adeguatamente informate.

Momenti di incontro come il convegno del prossimo 1° ottobre spingono ad una riflessione approfondita e consapevole del problema ancora non adeguatamente affrontato anche dagli stessi medici specialisti. A sottolinearlo, durante la conferenza di questa mattina, la stessa responsabile del laboratorio di idee dell’associazione, Mariella De Salvatore.

La prima parte della mattinata vedrà l’intervento del prof. Francesco Pesce, neuro-urologo di fama internazionale tra i massimi esperti nell’ambito delle sindromi pelviche, che ha dedicato la sua attività professionale allo studio, alla pratica clinica e all’attività di ricerca e formazione.

Relazionerà poi il dott. Dario Caliandro uro-ginecologo dell’Ospedale Panico di Tricase che si occupa del dolore pelvico cronico.

Il dott. Alberto Saracino, uro-ginecologo responsabile del Centro di riferimento Regionale per la Cistite Interstiziale presso l’Ospedale San Giacomo di Monopoli.

Nella seconda parte relazionerà la dott.ssa Licia Zippo fisioterapista specializzata in riabilitazione del pavimento pelvico che si occupa di fare informazione e divulgazione nel territorio salentino sulle tematiche relative alle disfunzioni del pavimento pelvico.

La dott.ssa Francesca Corchia, psicologa psicoterapeuta sessuologa da anni impegnata nel sostegno alle donne che soffrono di vulvodinia.

La dott.ssa Azzurra Carrozzo, psicoterapeuta e sessuologa, si occupa principalmente di terapia sessuale e di benessere psicologico e sessuale nell’individuo e nella coppia. Da due anni è particolarmente impegnata nella divulgazione di tematiche legate alla sessualità sia in eventi pubblici che sui social.

Di grande rilievo l’intervento di Bruna Orlandi, docente e autrice; nel 2018 ha scritto il primo romanzo in Italia interamente dedicato alla vulvodinia “Nonostante, libera”. Da allora si occupa di divulgazione attraverso il Comitato Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo di cui è membro. Il comitato è nato a giugno del 2021 e conduce una battaglia affinché le due patologie vengano riconosciute da parte del Servizio Sanitario Nazionale come malattie croniche e invalidanti ed inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza.

In chiusura l’intervento della Presidente del Consiglio Regionale Pugliese avv.to Loredana Capone che è stata tra i primi firmatari della mozione che impegna la Giunta Regionale a farsi portavoce presso il governo nazionale affinché la vulvodinia venga con urgenza inserita nell’elenco delle malattie croniche previste nei LEA.

A promuovere l’evento totalmente gratuito l’Associazione Angeli di Quartiere da sempre presente sul territorio e particolarmente attenta alle tematiche sociali: ''Officina delle idee nasce come braccio destro di Angeli di quartiere con il preciso scopo di rendere operativa la necessità di formare ed informare non solo il mondo della fragilità sociale ma anche e soprattutto coloro che sanno porgere orecchio e cuore ai tanti bisogni legate al mondo del sociale e della comunità. Siamo convinti che grazie alla condivisione si possa fare un lavoro di squadra, mantenendo alto il livello di ascolto e di vera inclusione''.

di Adriana Greco


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