Salute e Benessere Lecce 

«Volta le spalle alla violenza»: Asl in campo per le donne

La ASL Lecce promotrice di azioni integrate di prevenzione e di contrasto alla violenza sulle donne: da lunedì 26 ottobre una locandina con il numero verde nazionale e i numeri dei Centri antiviolenza della provincia di Lecce

La ASL Lecce promotrice di azioni integrate di prevenzione e di contrasto alla violenza sulle donne: da lunedì 26 ottobre una locandina (in allegato) con il numero verde nazionale e i numeri dei Centri antiviolenza della provincia di Lecce, sarà distribuita negli studi medici, nelle farmacie, nei pronto soccorso e nei poliambulatori.

Secondo l’OMS la violenza sulle donne è anche un problema di salute, infatti le donne che hanno subito maltrattamenti hanno altissime probabilità di sviluppare malattie organiche e psichiche. 

Per questa ragione la violenza di genere rientra tra le competenze del sistema sanitario e la ASL Lecce è da tempo impegnata su questo fronte, nel qualificare e specializzare i percorsi assistenziali dei servizi interni, promuovere l’integrazione tra i servizi sanitari, socio sanitari e ospedalieri, in raccordo con i Centri antiviolenza del territorio, coerentemente con la Convenzione internazionale di Istanbul e le norme di settore nazionali e regionali.

La cornice in cui ci muove è il Modello Antiviolenza definito dalla Regione Puglia* che mira alla emersione del fenomeno e a creare una rete di continuità assistenziale territoriale che accompagni la donna dal Pronto Soccorso ai Centri antiviolenza, passando per i Servizi Sociali, le Case rifugio, le Forze dell’Ordine e l’Autorità Giudiziaria, fino alla costruzione di un progetto di cura individualizzato che conduca alla fuoriuscita dalla condizione di violenza.

Nella ASL Lecce si è insediato un Tavolo antiviolenza, coordinato dalla Dott.ssa Titti De Luca e composto, oltre che da personale interno, anche dall’Ordine dei medici, dall’Ordine dei farmacisti, dall’associazione italiana Donne Medico e dalle referenti dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di libera scelta. Il gruppo di lavoro ha puntato inizialmente al coinvolgimento dei medici, dei pediatri e dei farmacisti come professionisti di maggiore prossimità alle famiglie.

Sono infatti i medici di famiglia che hanno concrete possibilità di conoscere le storie dei singoli pazienti e dei nuclei familiari e che possono così intercettare precocemente casi di maltrattamento attraverso il riconoscimento dei segnali della violenza domestica, anche quando taciuta o negata. 

Le farmacie sono i luoghi dove tutti si recano e a cui il Ministero del Lavoro, Famiglia, Affari Sociali e Pari Opportunità ha attribuito durante il lockdown - che ha acuito la violenza tra le mura domestiche - un ruolo di sentinella sul territorio.

Il Tavolo della ASL ha così definito una road map in cui la prima azione è stata la predisposizione di una locandina con il numero verde nazionale antiviolenza 1522 e i numeri dei Centri antiviolenza della provincia di Lecce, a cui far giungere segnalazioni o a cui chiedere aiuto. 

Le locandine saranno distribuite capillarmente in tutti gli studi medici, le farmacie, i Pronto Soccorso degli ospedali, i Poliambulatori della provincia tramite i Distretti Socio Sanitari e le Direzioni sanitarie dei Presidi Ospedalieri.

*Il percorso ha inizio con la Legge regionale n. 29 del 2014 e si consolida con il Piano Integrato di interventi per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere 2019-2020, adottato con Delibera G.R. n. 1556 del 2 agosto 2019 che recepisce il Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2017-2020. 

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