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Animali e sport: storia in chiaroscuro

Tutto quello che c’è da sapere

L’evoluzione dell’uomo e l’impronta della civiltà su questo pianeta è legata a doppio filo con quella del regno animale. Questo non solo perché il nostro corredo genetico è formato dagli stessi elementi di creature molto lontane da noi, come il corallo, ma perché il nostro modo di lavorare e di conseguenza la cultura è stata influenzata in molti casi dal rapporto con gli animali.
Questa simbiosi può assumere tinte fosche, come dimostrato Lato oscuro delle corse dei cani, ma creare anche opportunità benefiche per l’uomo e per l’animale.
Ippica: uomo e cavallo
L’importanza del cavallo nella società e nello sport era centrale già secoli addietro. Anzi, considerando che l’antenato dell’ippica moderna era già presente nelle Olimpiadi antiche, e che l’interesse verso questo sport in Paesi come l’Italia sta leggermente scendendo, si può dire che fosse più forte allora che adesso.
Molte delle discipline ippiche sono nate come semplice evoluzione degli esercizi pratici per l’uso dei cavalli in guerra. Ecco perché, ad esempio, la conformazione delle redini e la monta a cavallo era solitamente predisposta in funzione dell’uso della spada con la mano destra.
Il dressage, la disciplina in cui i cavalli sembrano letteralmente danzare davanti al pubblico, nasce dal contesto bellico, come applicazione pratica in allenamento dei movimenti visti in natura da Senofonte, trascritti nel grande classico “Dell’equitazione” nel quarto secolo a.C.
Negli anni successivi, il cavallo ha trovato applicazione in sport meno cruenti, più lontani dal contesto di caccia originale. Un esempio è quello del polo a cavallo, in cui i membri dell’aristocrazia inglese si cimentavano per tenersi in forma e dimostrare le proprie capacità I medesimi principi hanno trovato applicazione anche in altre parti dell’Impero britannico, come dimostrano i racconti del polo su elefante che arrivano dall’India.
Le corse dei cani
Il tema dell’uso dei cani nello sport, accennato in un link più in alto, è meno antico, affondando le sue radici nella fine del 1800. Proprio in quel periodo, negli Stati Uniti, videro arrivare dal Vecchio continente un gran numero di levrieri e cani dal passo rapido per controllare la popolazione di lepri selvatiche.
Ancora oggi, soprattutto nel mondo anglosassone, i cani più veloci del mondo si sfidano in gare sfrenate in palazzetti gremiti di appassionati.
Fra dubbi e cultura
Se è innegabile che il ruolo degli animali nello sport abbia un’importante rilevanza culturale, continuano a crescere le voci di critica verso tali pratiche. L’evoluzione dell’uomo dovrebbe implicare anche un cambiamento nel rapporto col genere animale? Il quesito fondamentale è quindi, se gli sport che coinvolgono gli animali rientrano fra le facoltà umane, vale la pena davvero passare il nostro tempo in questo modo, viste le implicazioni etiche? Ai lettori l’ardua risposta.

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