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Fonti rinnovabili: l'importanza dell'energia sostenibile per un futuro green

Le energie verdi sono cresciute in modo significativo negli ultimi anni, arrivando a coprire secondo l’Eurostat il 22% del fabbisogno energetico europeo nel 2020

La recente guerra tra Russia e Ucraina sta spingendo l’Unione Europea ad accelerare la transizione energetica verso le fonti rinnovabili, una decisione strategica volta ad aumentare l’indipendenza energetica dei Paesi UE rispetto al gas naturale russo. Le energie verdi sono cresciute in modo significativo negli ultimi anni, arrivando a coprire secondo l’Eurostat il 22% del fabbisogno energetico europeo nel 2020.

A luglio 2021 l’UE ha anche rivisto gli obiettivi per le fonti di energia green, tra cui l’energia solare, eolica e idroelettrica, portando al 40% la quota di consumi che dovrà essere coperta da energie rinnovabili entro il 2030. Allo stesso tempo, rimane l’impegno fissato dal Green Deal europeo, con la prevista riduzione, sempre entro il 2030, del 55% delle emissioni rispetto ai valori del 1990.

Le fonti rinnovabili rappresentano il futuro e un elemento essenziale per lo sviluppo sostenibile, in grado di portare molteplici vantaggi. Naturalmente, si tratta di una sfida complessa che richiede una trasformazione completa di tutto l’intero sistema socioeconomico e infrastrutturale esistente.

Ad ogni modo, l’innovazione tecnologica, le politiche pubbliche e la progressiva diminuzione dei costi degli impianti green possono sostenere la rivoluzione verde e velocizzare questo passaggio epocale.

L’evoluzione delle energie rinnovabili e sostenibili in Italia

Nel nostro Paese, un forte impulso alla sostenibilità è arrivata attraverso la liberalizzazione del mercato dell’energia, un processo iniziato nel 1999 che potrebbe terminare nel 2024 con l’addio definitivo al mercato tutelato.

Il mercato libero, infatti, ha favorito l’affermazione di fornitori come Sorgenia, digital energy company che mette a disposizione energia sostenibile da fonti rinnovabili e soluzioni dedicate per i privati e le imprese che vogliono ridurre la propria impronta di carbonio.

Oggi, infatti, oltre alla possibilità di ricevere energia pulita in casa o in azienda, si ha l’opportunità di investire nelle fonti rinnovabili e diminuire la dipendenza dalla rete e dalle energie fossili. Ad esempio, è possibile installare un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica verde, oppure un sistema solare termico per la fornitura di acqua calda sanitaria in modo sostenibile, beneficiando di importanti agevolazioni pubbliche come l’Ecobonus e il Conto Termico.

Inoltre, è possibile aumentare l’efficienza energetica degli immobili, attraverso l’installazione di pompe di calore o di caldaie a condensazione a basso consumo, oppure si possono ridurre gli sprechi energetici realizzando interventi di isolamento termico. Lo stesso vale per la mobilità sostenibile, con la possibilità di usufruire di incentivi e agevolazioni per l’acquisto e la ricarica di automobili elettriche a zero emissioni di CO2, di veicoli ibridi plug-in ricaricabili e di vetture a idrogeno.

Un’opportunità è rappresentata anche dalle comunità energetiche rinnovabili (CER), introdotte giuridicamente in Italia mediante il decreto Milleproroghe 162/2019. Sono veri e propri enti legali, che si costituiscono tramite l’associazione di cittadini privati, aziende e/o soggetti pubblici. Una comunità energetica rinnovabile ha come scopo quello di produrre energia da fonti rinnovabili, favorendo in questo modo l’autoconsumo e la condivisione.

Quali saranno i cambiamenti legati alla transizione energetica?

La transizione verso le energie rinnovabili non richiede solo la sostituzione delle fonti energetiche, ma un vero e proprio cambiamento di sistema, che avrà ripercussioni nella dimensione sociale, economica e ambientale. Questo processo è stato analizzato dettagliatamente dal famoso economista americano Jeremy Rifkin, fautore della terza rivoluzione industriale basata sulle energie verdi e riferimento del movimento globale che sostiene la decarbonizzazione.

Rifkin indica come energia, ecologica ed economia possano coesistere senza problemi, anzi spiega come la trasformazione che stiamo vivendo sarà caratterizzata dall’informatica e dall’energia diffusa, un binomio che creerà nuovi posti di lavoro per i giovani nell’ambito dei cosiddetti green jobs. Un aspetto importante riguarda la differenza che intercorre tra un sistema economico incentrato sulle energie fossili e un modello basato sulle energie rinnovabili.

Le fonti fossili sono esposte a un forte processo di centralizzazione, in quanto sono presenti solo in alcune zone del pianeta e causano una serie di tensioni geopolitiche che spesso sfociano in veri e propri conflitti. Le energie rinnovabili, invece, sono fortemente decentralizzate, in quanto ogni cittadino e impresa può potenzialmente produrre l’energia di cui ha bisogno e condividere quella in eccesso con chi si trova nelle vicinanze. Questo aspetto rende tale modello più democratico, inclusivo e meno soggetto alle posizioni di forza dei vari paesi.

Secondo Rifkin, affinché la terza rivoluzione industriale diventi realtà sarà necessario implementare reti di connessione intelligenti per la condivisione dell’energia, in modo simile a quanto avvenuto con internet nel collegamento informatico tra le persone per la condivisione delle informazioni. Senza dubbio le energie rinnovabili sono ad oggi l’unica soluzione per un futuro green, rispettoso dell’ambiente e sostenibile, un obiettivo globale per il quale saranno essenziali anche i piccoli gesti di sostenibilità della quotidianità.







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