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“Trenta foglie d’argento”: dialogo con l’autore

Trenta foglie d’argento: dialogo con l’autore Antonio Cotardo.

Trenta foglie d’argento: dialogo con l’autore Antonio Cotardo.

- Buona sera Antonio, 30 anni trascorsi in piena sintonia con la tua terra , Il Salento,  la terra degli ulivi dalle foglie d’argento. 30 anni ma anche 30 poesie che affrontano profondi temi esistenziali. Puoi farci un introduzione del progetto e dirci quali sono questi temi ?


- Buona sera a tutti voi e grazie per l’ospitalità. Il titolo richiama senza ombra di dubbio la precedente raccolta poetica dal titolo 25, e possiamo capirlo dal numero 30. Foglie d’ argento perché all’alba, le distese di ulivi visibili nel nostro territorio, sembrano proprio una gigantesca distesa d’argento. O almeno una volta. Diciamo che il progetto è partito inizialmente con l’intento di pubblicare un disco contenente brani d’autore da me reinterpretati e avrei dovuto pubblicarlo nel 2020 all’età di 29 anni. Poi sappiamo tutti quello che è successo al mondo e così ho deciso di rimandare la pubblicazione al 2021, sperando bene. Naturalmente nel frattempo, grazie anche alla chiusura forzata, ho avuto modo di approfondire alcuni aspetti del progetto, lavorando tanto su me stesso, decidendo quindi di aggiungere al disco, una silloge poetica, un doppio progetto insomma.  E l’ ho fatto racchiudendo all’interno di esso, alcune poesie con le quali avevo partecipato a dei concorsi e che quindi non risultavano pubblicate da nessuna parte, per poi aggiungere altre poesie, frutto dei pensieri di questo difficile anno e mezzo in cui ho soltanto lavorato da mattina a sera e per fortuna direi , per poi partecipare  attivamente come volontario di protezione civile ad aiutare gli altri. E’ stato un periodo davvero difficile perché come tantissime persone, sono stato lontano dagli affetti più cari, come la mia compagna, per fortuna però adesso, stiamo cominciando a vedere la luce.


I temi affrontati all’interno della raccolta poetica sono l’attaccamento al territorio d’appartenenza, il coraggio, la speranza, la solitudine, il conflitto con il proprio io. Temi tenuti insieme da un fulcro principale: l’amore. Quello nei confronti di tutto ciò che ci circonda e quello nei confronti di una donna. Questi insegnamenti ovviamente mi sono stati tramandati dai nonni, ai quali è dedicato un testo sul finire della raccolta. 


Le poesie che rappresentano quanto detto fino ad ora sono “ Il corsaro nero, Amico mio, Difenditi, “, ma anche “ Trenta, L’albero caduto e Grazie Amore.


- Grazie Antonio. Ascolta un po’, l’ulivo è una presenza costante nella tua raccolta poetica. Il Corsaro Nero infatti è una metafora. Oltre a questo però i territori sono fatti anche da persone che contribuiscono a rafforzarne l’identità e tu fai degli esempi con la poesia A luigi e la vagabonda. Puoi spiegarci?


- Luigi era un uomo di Vernole che girava le feste patronali del salento a bordo della sua bicicletta, disegnando per terra il santo patrono a cui era dedicata la festa. Lo faceva con dei gessetti colorati. Senza di lui le feste patronali sono vuote e se chiedete ai cittadini di Vernole, possono confermarlo. Qualche anno fa, il giorno in cui venne a mancare, scrissi su face book queste righe, che poi ho voluto riportare nella raccolta, così come ho voluto riportare le parole che avevo dedicato sempre su face book alla vagabonda, una signora che gira a piedi il Salento con il suo fagotto, senza dare fastidio a nessuno.


- Antonio, la prefazione di Trenta Foglie D’argento è di un autorevole rappresentante del Salento: Luigi Chiriatti, direttore artistico della Notte della Taranta (Melpignano) dal 2015, studioso e ricercatore, considerato il massimo esperto sul tarantismo. Da 50 anni scrive di musica e cultura popolare ed è anche il fondatore della Casa Editrice Kurumuni, nata nel 2002.

Chiriatti, nella Prefazione, scrive:

Antonio è di Caprarica come l’uomo dei Curli che al pari suo amava il proprio habitat tanto da fargli scrivere:

Cambia, cambierà di molto il volto della campagna, degli esseri umani, di interi paesi … e cambieranno naturalmente anche abitudini, modi di lavoro, rapporti…

Ecco quel che non cambierà mai sarà l’idea del dialogo con la terra che l’uomo ha stabilito dal tempo dei tempi, … con accanto sentinelle silenziose, gli alberi d’argento.


Federico Capone invece, autore ed editore salentino, invita a prendere le tue poesie con un altro approccio, più soggettivo, che non si muove sulla direttrice orizzontale-verticale ma cerca nel testo significati più profondi.


Cosa mi dici al riguardo?


- Posso dirvi che la strada dei giardini, il mio lavoro, mi ha portato a conoscere Luigi Chiriatti, così come Federico Capone, e queste persone hanno deciso di credere in me supportandomi come casa editrice e attraverso i loro scritti. Semplicemente perché avevano già letto qualcosa di mio e chiedendomi se ci fosse qualcosa in cantiere, mi hanno spronato a mandare i miei scritti per poi farmi questa bellissima sorpresa. E’ il bello delle cose ottenute senza chiedere.

Benissimo Antonio, ci sono delle poesie,che rappresentano il conflitto con sé stessi e la crescita del proprio io come ad esempio, SPAVENTO DI ME.  Spiegaci un po’ cosa intendi:


- Quando parlo di timore di me mi riferisco al fatto che spesso mi sono trovato davanti ad un bivio interiore: accettare i miei sentimenti oppure rifiutarli. Accettarli con il loro fiume di emozioni oppure rifiutarli per paura di soffrire? Ecco allora che il mio io che vuole amare entra in conflitto con i se e con i ma, il mio io calcolatore. E questa cosa mi spaventa perché è davvero’ incredibile quante energie sprechiamo per raccontare a noi stessi e quindi anche agli altri, delle bugie, e nel frattempo la vita passa e le persone spesso si perdono. Questa cosa mi spaventa tantissimo perché sono innamorato e mi piace l’amore. Ma appunto non è timore….è spavento di me.


- Antonio,  L’Amore come filo conduttore di tutta la raccolta poetica

• L’amore verso tutto ciò che ci circonda

• L’amore verso una donna

Ma, l’innamoramento e poi l’amore, nascono dal colpo di fulmine o sono il frutto della conoscenza reciproca, la frequentazione e la condivisione?

- Grazie per questa domanda. Diciamo che fino a qualche tempo fa, parlare dei miei sentimenti era una cosa che mi imbarazzava, adesso invece, grazie anche a questa pande….ho capito che non bisogna imbarazzarsi di nulla. Semmai bisogna vergognarsi delle cose brutte.  E’ per questo motivo che ho deciso di dire pubblicamente che amo tantissimo la mia donna, Giulia Reale.

- Per quanto riguarda l’innamoramento posso dire che le persone non si finiscono mai di conoscere e quindi per fortuna, non si finiscono mai di amare. Io ad esempio, per quanto sia sempre stato una frana a dirlo, provo un amore diverso ogni giorno, come se fosse in crescendo. Solo che a parole e con le canzoni me la cavo benissimo, con le parole dette in faccia qualche volta lascio a desiderare. Però faccio i fatti, che possono essere delle sorprese che lasciano a bocca aperta.


- Antonio, un modello significativo di Amore è, per tutti noi, quello legato ai nonni, che ricordiamo come coppie inossidabili, unite dalla condivisione quotidiana  dei sacrifici e delle gioie e la raccolta poetica si chiude proprio con una DEDICA PER I NONNI. E la dedica si chiude proprio con il ricordo di una canzone, quella preferita dal nonno: UN AMORE COSI’ GRANDE. Co sa ci dici ?

I nonni per me rappresentano l’amore vero in assoluto perché il loro rapporto è stato in grado di superare guerre e difficoltà molto più grandi rispetto a quelle di oggi che possono essere un post di instagram, ragion per cui ho deciso di dedicare queste parole comparse tempo fa su face book sul mio profilo personale e che a quanto pare sono state apprezzate.  

Antonio parlaci del progetto musicale:

- Il progetto musicale,  è una reinterpretazione di brani che hanno fatto la storia della musica, attraverso pianoforte e voce, un sogno sul quale sto lavorando da 20 anni e che potrete scoprire ascoltando il disco.  Torna, un amore cosi grande, champagne, caruso. Ho cercato di scegliere delle canzoni intramontabili. 


- Antonio cosa rappresenta per te la speranza e come ti vedi tra qualche anno?

Per me la speranza è quando mi sveglio la mattina e ho sempre la stessa grinta per affrontare il mondo. Fino a quando avrò questo potrò dire di sentirmi vivo. 

Tra qualche anno mi vedo un giardiniere felicemente sposato da un bel pezzo, che cura i giardini dell’anima scrivendo versi su petali di rose e intonando una ninna nanna a mia figlia. 


Grazie Antonio per queste parole. 


Grazie a voi per l’occasione.

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