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Elezioni regionali, intervista al candidato Mino Miccoli

Intervista al candidato al consiglio regionale nelle fila della Lega

Intervista a Mino Miccoli, candidato nella Lega alle prossime elezioni regionali.

Che cosa può dare, in termini di idee, Mino Miccoli per la Puglia e i pugliesi?

Sono un ex Sindaco, prima ancora Assessore e Consigliere Provinciale, ma, prima di tutto, un padre di famiglia. Questo è il bagaglio, per me prezioso, che vorrei portare in Regione.

La mia città è Squinzano e, perlomeno dal punto di vista amministrativo, è un paese molto simile a tanti altri paesi del Salento. Questo mi dà la possibilità di comprendere le tante criticità con cui si misurano sia gli amministratori che la cittadinanza, prima tra tutte, l’assenza di risorse.

Il tema principale, appare, come sempre, il lavoro. Fondamentale per creare sviluppo è, sicuramente, la progettazione europea (unitamente a quella regionale). Ma, sovente, le piccole comunità hanno difficoltà a reperire i bandi e i relativi finanziamenti, lasciando intere realtà territoriali escluse dai flussi di denaro che servirebbero a proiettare nel futuro il proprio territorio. Primo importante punto è proprio abbattere il Gap progettuale ed aiutare amministrazioni e cittadini nel reperire i finanziamenti.

Altro importante punto è la sensibilizzazione, anche dell’Amministrazione Centrale, su alcuni nodi irrisolti, primo tra tutti, le infrastrutture a vari livelli.

Il clima, per fare un esempio, è cambiato. Talvolta, accade che la pioggia di una stagione cada in un solo giorno creando allagamenti e danni incalcolabili. Lo Stato deve agire nella prevenzione prima che scappi il morto. Anche perché ogni anno si spendono cifre importantissime per risarcire i danni arrecati dalle calamità naturali. Quegli stanziamenti si potrebbero investire nella prevenzione.

Sempre rispetto alle infrastrutture sottolineo che il Salento ha bisogno di interventi importanti a livello stradale e ferroviario. L’alta velocità non può fermarsi a Bari e le strade che d’estate sono piene di turisti, specie nei pressi delle marine, non possono essere poco sicure e non sufficienti rispetto ai flussi. Bisogna intervenire alla svelta per consentire al nostro territorio di svilupparsi sempre di più e sempre meglio, creando opportunità lavorative per tutti.

In riferimento alle nostre tradizioni e al turismo penso che si debbano valorizzare ancora di più gli eventi tipici della nostra Cultura e che si dia vita a programmazioni di paesaggio che consentano ai flussi turistici di spalmarsi lungo i territori e diano la possibilità di un intrattenimento continuo e per tutti i gusti.

Rispetto al tema del lavoro saranno determinanti i prossimi anni. Questo perché la regione Puglia rientra, come il resto del Sud Italia, tra quelle beneficiarie delle aree ZES (Zone Economiche Speciali).

Insediamenti (tendenzialmente di grandi dimensioni) potrebbero sorgere lungo questi “porti franchi” creando grandissime opportunità di lavoro per i nostri giovani e meno giovani.

Sarà fondamentale una gestione virtuosa di questo progetto per attrarre sempre più aziende (anche e soprattutto estere) e dare il via ad un armonioso ed efficiente polo produttivo.

Ulteriore tema importantissimo è la sanità. Non è possibile continuare con strutture che hanno liste d’attesa interminabili e servizi, a volte, deficitari. Occorre investire risorse, riorganizzare tagliando eventuali sprechi e rendere maggiormente efficiente il comparto.

Vorrei continuare ad oltranza ma mi limito a dire che un altro punto in cui credo bisogna intervenire presto sia l’ambiente. Implementare le rinnovabili e diminuire l’impatto industriale, soprattutto dei grandi poli, è fondamentale per il futuro delle prossime generazioni.

Lei si è candidato nelle fila della Lega, perché questa scelta?

Ho sempre militato nel centrodestra e abbiamo preso questa decisione insieme ad un folto gruppo di amici di tutta la provincia partendo dai seguenti presupposti.

Alternativi alla compagine di Governo troviamo tre partiti principali: Forza Italia, Fratelli D’Italia e Lega.

La prima formazione politica ha una lunghissima tradizione e per molto tempo ha rappresentato la casa di molti di noi del centrodestra ma, oggi, per diversi motivi, probabilmente non rappresenta più il progetto politico su cui puntare per il futuro.

Il secondo partito è quello capitanato da Giorgia Meloni ma, in Puglia, aveva già i suoi punti di riferimento territoriali che stavano proponendo una progettualità ben definita.

La Lega, invece, è un contenitore che nella nostra regione non ha, o meglio non aveva, una struttura cristallizzata e, quindi, per me e tanti altri amici rappresentava la giusta sfida per poter incedere sul territorio, scegliendo una serie di temi e di battaglie da plasmare secondo il nostro pensiero e portare avanti. Un po’ come costruire una casa dalle fondamenta ma con il nostro gusto personale che, ovviamente, trae la sua forma dalle istanze del territorio e dall’esperienza del gruppo stesso.

Come vive il rapporto, a volte di convivenza forzata, con Fratelli d'Italia e Forza Italia?

Non credo che vi sia una convivenza forzata. Penso di parlare a nome di tutti i miei compagni di partito quando affermo che il rapporto con i nostri alleati è saldo e sereno. In tutte le famiglie ci sono discussioni, figuriamoci quando si deve decidere su come gestire la cosa pubblica. Questo è uno dei tanti doni della Democrazia e tutti noi, uomini liberi, dobbiamo apprezzare che, spesso, chi abbiamo vicino non la pensa come noi. Il pluralismo e la differenza di vedute è alla base di una civile convivenza che conduce al progresso.

 Ha deciso da subito di sostenere Raffaele Fitto, già governatore della Puglia? Se sì, perché?

Il sostegno a Raffaele Fitto è maturato in seguito ad un lungo dibattito interno. Alla fine tutti quanti siamo stati d’accordo che il nome migliore sia quello dell’ex Governatore: esperienza, competenza, conoscenza delle dinamiche e dei problemi e, soprattutto, è un Salentino dopo quasi un ventennio di baricentrismo.

I dubbi iniziali non hanno fatto altro che rafforzare la scelta.

 Secondo lei, perché la gestione Emiliano è fallimentare?

Basta guardare l’agricoltura: fondi persi, gestione non soddisfacente del caso Xylella e distanza del Governo dai territori più colpiti.

Anche sul fronte della sanità l’attuale governo ha continuato nel solco dell’amministrazione precedente: tante promesse ma soltanto tagli e ridimensionamento.

Per non parlare, poi, del baricentrismo. Se fate un giro nei dintorni del barese, anche in centri più piccoli, vi sembrerà che i fondi regionali giungano solo lì. Il Salento ha tantissime risorse che meritano di essere valorizzate, non è possibile perseguire ancora con questa politica di privilegio nei confronti del capoluogo.

  Si reputa un candidato vicino ai territori oppure uno che mira a incidere su temi più generali, come il sostegno alle famiglie e ai lavoratori?

La mia storia e la mia vocazione mi portano ad essere molto immerso nel territorio e i suoi problemi, tuttavia, se non si contestualizzassero le criticità locali in contesti più ampi e generali sarebbe difficile trovare una soluzione efficace ai tanti temi che affliggono la nostra terra.

Per rispondere alla domanda: sì, sono un candidato vicino ai territori ma mi prefiggo di incidere sui temi generali perché, non solo riguardano tutti, ma perché, affrontandoli si possono trovare soluzioni organiche e durature anche per le realtà territoriali.

  Qual è il suo motto per questa campagna elettorale e perché bisogna votare Mino Miccoli il 20 e 21 Settembre?

Il mio motto è “La nostra terra in Regione”. L’ho scelto perché ritengo di essere un’espressione del territorio che può portare nel Governo regionale le istanze del Salento e possa contribuire concretamente a reperire le risorse utili allo sviluppo dell’area.

Gli elettori votando Mino Miccoli scelgono un progetto alternativo alla gestione fallimentare in carica, e lo fanno attraverso un ex Sindaco che conosce bene i problemi degli enti locali e della popolazione, delle famiglie e delle imprese. Rispetto ad altri candidati sono un volto nuovo della Politica regionale e, grazie all’esperienza diretta con l’amministrazione del territorio, come ho avuto modo di enucleare nelle domande precedenti, ho individuato i temi da affrontare con massima priorità: lavoro e sviluppo produttivo, sanità, infrastrutture, turismo e ambiente.


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