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“Giallo” Senso Civico, supera lo sbarramento ma resta senza seggio: «Furto di rappresentanza»

Nella costruzione del nuovo “parlamentino” di Puglia, ci sono ancora alcune incognite, legate alla rappresentanza in consiglio: da Senso Civico alla posizione di Raone. La colpa, però, sarebbe dell’eccessiva presenze di liste civetta

Le Regionali si sono concluse con il verdetto più importante e con la conferma del presidente uscente Michele Emiliano alla guida della Puglia: tuttavia, nella costruzione del nuovo “parlamentino” di Puglia, ci sono ancora alcune incognite, legate alla rappresentanza in consiglio.

Com’è noto, infatti, nella coalizione vincitrice di Emiliano sono quattro le liste che hanno superato lo sbarramento del 4%: il Pd, Con Emiliano, Popolari e Senso Civico. Proprio quest’ultima lista, però, è l’unico che nel sistema di attribuzione dei seggi si è vista esclusa. Un “giallo” a cui si aggiunge anche la possibilità che i seggi attribuiti alla coalizione vincitrice non siano 27 ma 29 a discapito delle opposizioni che passerebbero da 23 a 21.

Questo perché la coalizione di Emiliano ha superato la soglia del 40% e, quindi, avrebbe diritto a 29 seggi. A far la voce grossa sulla vicenda sono Ernesto Abaterusso, Mino Borracino e Alfonso Pisicchio, fondatori di “Senso Civico – Un nuovo Ulivo per la Puglia”: “Si sta operando un furto gravissimo di rappresentanza ai danni della democrazia, stracciando le regole dettate da una legge elettorale che stabilisce chiaramente una cosa: chi supera con il voto degli elettori il 4 % ha diritto a concorrere alla rappresentanza regionale”.

“C’è da rimanere francamente basiti: come va considerato lo sbarramento contemplato dalla legge: come un suggerimento, una lieve raccomandazione o un’idea platonica? Un’avvertenza integrata dal sottotitolo è più prudente fare il 5%? Non dovrebbe essere la certezza di una regola all’interno di uno Stato di Diritto? – sottolineano -. La cosa curiosa è che lo stesso sito ufficiale che comunica l’esclusione dal riparto dei seggi della lista, certifica che la stessa ha superato il 4,16% dei consensi, e aggiunge un’ulteriore distorsione legata all’attribuzione del premio di maggioranza alla coalizione del presidente vincente. La legge regionale del 2015 dice che se il candidato presidente raccoglie oltre il 40% dei voti si vedrà attribuire 29 seggi. Ebbene Eligendo, invece, ne fa sparire un paio: sarebbero, infatti, solo 27 i consiglieri della maggioranza”.

“Crediamo – concludono - di essere di fronte ad un errore materiale di calcolo e pensiamo di avere il diritto ad una rapida e precisa correzione, ai sensi della legge vigente”.

Anche Antonio Raone, candidato nella lista con Emiliano, che nel Salento ha superato l'8%, rivendica in virtù dei voti di lista e del proprio consenso personale, un seggio anche per sé. I dubbi, insomma, sono diversi, sia per quanto riguarda i salentini eletti sia per la composizione generale delle forze in consiglio.

Ma ad alterare la composizione del consiglio sarebbe la valanga di liste civetta che, di fatto, finisce per giocare un brutto scherzo alla coalizione di Emiliano, che ottiene appena 27 seggi e non i 29 che le spetterebbero avendo superato il 40%.

La motivazione tecnica (alla determinazione del premio di maggioranza concorrono solo le liste che hanno preso seggi) comporta come conseguenza politica che pur avendo portato a Emiliano voti decisivi alla sua elezione hanno sottratto la ripartizione dei seggi.

Nel centrodestra, un altro tema sarà il ruolo di Raffaele Fitto, da ieri consigliere regionale di opposizione, ma contemporaneamente parlamentare europeo: secondo le indiscrezioni, l’ex Ministro potrebbe a breve scegliere una delle due opzioni e se dovesse lasciare il posto in consiglio, gli subentrerebbe qualcuno nel centrodestra: al momento, però, è difficile ricostruire chi sia il profilo e se effettivamente sarà questo lo scenario futuro. 

 

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