Economia e lavoro Puglia sette 

Nevicate primaverili fanno strage di mandorli in fiore: in fumo 90% di raccolto

E’ quanto denuncia Coldiretti Puglia: azzerata la produzione di mandorle e danneggiando ortaggi, alberi da frutto, cereali e leguminose

Una nevicata improvvisa sulla Murgia barese e tarantina e in provincia di Foggia ha imbiancato i campi azzerando la produzione di mandorle e danneggiando ortaggi, alberi da frutto, cereali e leguminose in una pazza primavera che nei giorni precedenti aveva già gelato le campagne bruciando le produzioni in atto, dopo un inverno bollente. E’ quanto denuncia Coldiretti Puglia che nei giorni scorsi ha già inviato le istanze di calamità e sollecitato i Comuni a chiedere agli uffici regionali competenti di avviare l’iter per le verifiche in campo e la conseguente richiesta di stato di calamità naturale.

“Dopo le gelate dei giorni scorsi, le nevicate di queste ultime ore hanno letteralmente mandato in fumo la produzione di mandorle, per cui si stima una perdita di produzione di almeno il 90%. Vanificati in pochi giorni mesi di lavoro in campagna, con intere coltivazioni di carciofi, asparagi, bietole, finocchi, rape, cicorie e piselli pronte per la raccolta distrutte nei campi con l’improvvisa e violenta ondata di maltempo dopo un inverno bollente. La morsa di gelo, pioggia e neve stanno compromettendo anche gli alberi da frutto che erano già fioriti per le temperature alte della primavera pazza e i vigneti di uva da tavola e da vino. Non bastava l’emergenza Coronavirus, ora anche il clima pazzo ha dato il colpo di grazia all’agricoltura”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Colpiti duramente le campagne nella provincia di Bari, BAT, Taranto e Foggia, la morsa del gelo e della neve – continua la Coldiretti - che si è abbattuta su piante di pesche, albicocche, percoche, susine e mandorli in piena fioritura o con già le gemme gonfie o i frutticini pronti a crescere ma anche sulle viti e sulle verdure in campo. Ma è allarme anche per le api - aggiunge Coldiretti - che sono state ingannate dal caldo e sono uscite dagli alveari ed ora rischiano di subire pesanti perdite.

Lo sbalzo termico primaverile ha colpito le campagne dopo un inverno che si è classificato in Italia come il secondo più caldo dal 1800 a livello climatologico facendo registrare una temperatura addirittura superiore di 2,03 gradi rispetto alla media di riferimento che ha favorito il risveglio della natura con l’anticipo delle primizie di stagione che sono andate distrutte.

Sono disastrosi gli effetti sui campi della tropicalizzazione del clima – denuncia Coldiretti Puglia – che azzera in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori che perdono produzione e al contempo subiscono l’aumento dei costi a causa delle necessarie risemine, ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi e utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante. Gli imprenditori si trovano ad affrontare fenomeni controversi, dove in poche ore si alternano eccezionali ondate di maltempo a siccità perdurante. Di fronte al ripetersi di queste situazioni imprevedibili diventa sempre più strategico il ricorso all’assicurazione – conclude Coldiretti Puglia - quale strumento per la migliore gestione del rischio, mentre è stato potenziato il servizio di assistenza tecnica alle aziende per la difesa delle colture dalle avversità meteoriche e per il supporto alle scelte operative aziendali.

L’agricoltura pugliese per effetto dei cambiamenti climatici – conclude Coldiretti Puglia - ha perso più di 3 miliardi di euro nel corso del decennio tra produzione agricola, strutture e infrastrutture rurali.

Per arginare i danni da gelo – spiega Coldiretti Puglia - sono state anche riscoperte pratiche antiche come l’accensione di fuochi controllati tra i filari per cercare di aumentare la temperatura tra le viti o come l’apertura dei teli antigrandine per creare una sorta di “effetto serra” e alzare di qualche grado le temperature.

 

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