Cronaca Porto Cesareo 

Porto Cesareo, sul Piano Casa Codacons diffida il Comune

Segnalate anomali nel rilascio delle autorizzazioni sull'ampliamento degli immobili. Istanza d'accesso per conoscere i criteri seguiti dall'amministrazione.

Il Codacons ha ricevuto diverse segnalazioni da parte di cittadini che hanno presentato presso il Comune di Porto Cesareo istanze ai fini dell’ampliamento delle volumetrie dei propri immobili, secondo quanto previsto dal “Piano Case”. In particolare, i cittadini lamentano non solo i tempi lunghi per l’evasione delle pratiche, ma anche la erroneità/inidoneità dei criteri adottati ai fini dell’istruttoria.

Il piano nazionale di edilizia abitativa (Piano casa), è stato introdotto dall’articolo 11 del decreto-legge 112/2008, con l’obiettivo di “garantire su tutto il territorio nazionale i livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo per il pieno sviluppo della persona umana” – spiega il Codacons - Esso ha previsto una serie di misure rivolte all'incremento del patrimonio immobiliare – sia con nuove costruzioni che con il recupero di quelle esistenti - da realizzare con il coinvolgimento di capitali pubblici e privati, destinati alle categorie sociali svantaggiate.

In attuazione di quanto detto, la Regione Puglia ha emanato la Legge Regionale n. 14 del 2009, che all’art. 3 stabilisce che “Possono essere ampliati per una sola volta, nel limite del 20 percento della volumetria complessiva, e comunque per non oltre 300 metri cubi, gli edifici residenziali, nonché gli edifici non residenziali o misti limitatamente a quelli di volumetria massima pari a 1000 m3”.

Nonostante il chiaro dettato normativo, sembrerebbe che il Comune di Porto Cesareo non applichi, nell’istruttoria delle pratiche relative ad ampliamenti degli immobili, il criterio – previsto dalla legge regionale - della volumetria complessiva, calcolando pertanto il 20% quale limite entro il quale consentire l’intervento sull’esistente, ma applichi invece il diverso criterio dell’altezza virtuale. Tale ultimo criterio, tuttavia, è previsto unicamente dal Regolamento Edilizio del Comune che, in quanto lex generalis, non può derogare alle leggi nazionali e regionali disciplinanti il Piano Casa.

Sembrerebbe, inoltre, che il Comune di Porto Cesareo richieda il versamento di oneri finanziari per la presentazione delle domande. Laddove le circostanze esposte dovessero essere confermate, ne deriverebbe un pregiudizio per tutti coloro che sono titolari di un immobile nel Comune di Porto Cesareo che, a fronte delle domande di ampliamento presentate, non otterrebbero riscontro positivo in ragione dell’applicazione di criteri di valutazione non conformi al dettato normativo.

Per tale motivo, il Codacons ha presentato una istanza d’accesso volta ad ottenere copia di tutti gli atti relativi ai criteri adottati dal Comune di Porto Cesareo ai fini delle istruttorie sulle domande di ampliamento presentate con il “Piano Casa” presso il Comune e ad oggi pendenti, e ha diffidato l’amministrazione comunale ad adottare ogni atto idoneo a garantire la conformità dei criteri adottati per l’istruttoria delle domande di ampliamento presentate con il “Piano Case” al dettato normativo.



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