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Apulia Film Commission, FDI: ''Audizioni da 8 mesi. Ma la Giunta dormiva?''

I consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Luigi Caroli e Francesco Ventola accusano il presidente Emiliano e la delegata alla Cultura Di Bari di non aver vigilato sull'operato della Fondazione.

I consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Luigi Caroli e Francesco Ventola, a margine dell’audizione in Commissione del direttore dell’Apulia Film Commission, Antonio Parente, hanno diramato una nota in cui si denuncia: ''Dopo l'ennesima audizione sull'Apulia Film Commission - la prima risale a gennaio scorso - e l'ennesimo atto di accusa fra il direttore Antonio Parente verso la presidente Simonetta Dellomonaco (la settimana scorsa era stato il contrario), una domanda sorge spontanea: ma la giunta regionale, che in base all’art. 5 dello Statuto della Fondazione, è organo di controllo dov’è stata in questi otto mesi?''

''Mentre volano gli stracci e pensanti accuse reciproche - tanto che il verbale della presidente è stato trasmesso dalla Commissione alle Procure della Repubblica e della Corte dei Conti - il presidente Michele Emiliano e la sua delegata alla Cultura, Grazia Di Bari, si preoccupavano solo di partecipare alle conferenze stampa e alle inaugurazioni delle iniziative? Mentre si aprivano e chiudevano bandi, mentre non partivano lavori di ristrutturazione finanziati, mentre si davano consulenze a gogo la politica che governa la Regione Puglia dormiva o girava lo sguardo dall’altra parte?''

''Per altro volutamente visto che il 24 gennaio scorso, proprio la Di Bari all’epoca capogruppo del Movimento 5 Stelle, sosteneva in Commissione: 'Quanto sta accadendo all’Apulia Film Commission richiede risposte immediate…' Stiamo seguendo con attenzione la vicenda e auspichiamo che in tempi brevi Apulia Film Commission torni a svolgere pienamente le sue funzioni, prendendo una decisione su quanto accaduto''.

“Dopo qualche giorno, il 3 febbraio, la Di Bari diventava delegata alla Cultura e quelle ‘risposte immediate’ non solo non le ha più cercate, ma neppure date visto che nel frattempo era diventata una parte attiva del governo regionale''.

“Francamente, come Fratelli d’Italia, non siamo interessati né a prendere le difese di Dellomonaco né di Parente, né tanto meno entrare nel merito delle questioni amministrative, ci sono altri organismi che ne hanno competenza e valuteranno i fatti, gravissimi, denunciati, specie dalla presidente. A noi interessa che l’Afc torni al suo scopo originario, magari litigando meno e lavorando di più: fare produzioni cinematografiche invece che promuovere amici e conoscenti''.



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