Politica Casarano 

Attacchi alle donne, D'Antini: ''Basta con la misoginia in politica''

La consigliera di Parità della Provincia di Lecce esprime solidarietà a Barbara Perrone, consigliera del Comune di Casarano, e informa dei fatti il Prefetto.

Filomena D'Antini, consigliera di Parità alla Provincia di Lecce, prende posizione dopo l'attacco definito sessista nei confronti della Consigliera Barbara Perrone del Comune di Casarano.

In una nota si legge: ''Sempre più frequenti gli attacchi alle donne che ricoprono cariche politiche. In Salento è toccato alla consigliera Perrone del comune di Casarano e risale a solo qualche giorno fa l’attacco a Giorgia Meloni definita 'incipriata', senza dimenticare l’attacco per l’abito indossato da Teresa Bellanova allora neo-ministra di fresca riconferma.

Tutto ciò evidenzia un malessere diffuso nell’universo maschile per la presenza delle donne in politica.

Alla consigliera Perrone va tutta la mia solidarietà per la frase sessista pronunciata da un consigliere nei suoi confronti in aula consiliare 'non ti preoccupare ora che mi rifaccio le labbra seguono pure me'.

Va censurata con forza ogni frase che dà l’idea secondo la quale una donna per ottenere compiacimento politico è attenta solo a trucchi e borsette e a rifarsi interventi di chirurgia estetica.

Il problema degli uomini è che non riescono ad accettare che il loro interlocutore in politica possa essere una donna e a tal fine attaccano la femminilità delle donne per fare intendere che loro sono inadeguate per occupare posti in politica. Non è la femminilità di una Donna che rende una donna credibile e capace, così come non è il machismo a rendere un uomo credibile e capace, ma è l’impegno quotidiano per il bene comune che rende grandi gli uomini e le donne anche nella politica.

Per quanto accaduto ho provveduto a inviare una nota a s.e. il Prefetto di Lecce, esprimendo ferma condanna con l’ auspicio che la politica tutta si fermi a riflettere sulla brutalità delle affermazioni sessiste oggi purtroppo sempre più frequenti e spesso utilizzate volutamente non solo per contrapposizioni politiche e ideologiche ma anche perché ad occupare quei posti oggi ci sono anche le donne''.


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