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Condanna per danni morali a Regione. FdI: «Noi orgogliosi dell’operato di Fitto da presidente»

Per i rappresentanti del partito della Meloni la sentenza dei giudici civili è l’ennesimo tentativo di danno all’immagine del centrodestra

La condanna per danni morale alla Regione Puglia arrivata nei giorni scorsi per l’ex governatore Raffaele Fitto non va già ai rappresentanti del partito di Giorgia Meloni sul territorio che difendono l’operato dell’ex presidente e dichiarano: “I giudici della Corte d’Appello di Bari che hanno scritto che l’onorevole Raffaele Fitto è ‘avulso da democrazia e legalità’ sicuramente non conoscono con quanto scrupolo sia stata l’attività amministrativa di Fitto presidente, un’attività improntata senza se e senza ma alla correttezza e alle regole, a volte in modo così rigido da essere costata anche la rielezione non una ma due volte”.

“Le politiche socio-sanitarie in quel periodo – spiega Antonio Gabellone per conto del partito di FdI -richiedevano l'avvio delle attività di deospedalizzazione mediante dimissione protetta nelle RSA nel 2004 come nel 2021. Il capogruppo Ignazio Zullo, all’epoca direttore sanitario di Asl, può testimoniare come la delibera in questione non solo non sia un falso ma era una fotografia della realtà dell’epoca che ancora oggi è attuale. La Regione Puglia non era nelle condizioni di gestire in proprio le RSA, soprattutto per carenza di organico, di qui la necessità di chiedere al privato di farlo, all’interno di procedure ad evidenza pubblica che hanno portato all’affidamento dei servizi. Ed era una necessità di una nuova risposta da dare ai bisogni di salute legati all'invecchiamento della popolazione pugliese. La regolarità è talmente evidente che il suo successore, Vendola, ha addirittura prorogato la concessione delle RSA ai privati, pur potendo revocare il contratto in autotutela ed ancora oggi sono gestite dal privato. Ed è per questo motivo che i giudici civili non hanno riconosciuto alla Regione Puglia – costituitasi con il presidente Emiliano parte civile – il danno patrimoniale richiesto, pari a ben 25 milioni di euro”.

“Per questo – spiegano i compagni di partito -, orgogliosi nel sentirci vicini a Fitto, non riusciamo a comprendere come la Regione possa aver subito un danno d’immagine, la cui valutazione è affidata alla Corte dei Conti e non al giudice ordinario, tenuto conto che delibere come quella approvata non da Fitto, ma da un’intera giunta regionale, sono state approvate anche da altre Regioni. Da quella delibera è intervenuto un danno alle casse della Regione? Assolutamente no, tanto che non esiste danno erariale imputato dalla Corte dei Conti ed anzi, quella delibera hanno contribuito a razionalizzare la spesa sanitaria e a non appesantire la tassazione per i pugliesi. Politicamente e come gruppo di Fratelli d’Italia siamo convinti che il vero danno d’immagine da un’inchiesta penale di quasi 20 anni fa lo abbia subito in prima battuta Raffaele Fitto, con una attività giudiziaria senza fine dalla quale fortunatamente riesce a uscire sempre indenne, ma anche il centrodestra in Puglia, dove sembra che vi sia sempre una ‘primavera’ in agguato. Siamo certi che Raffaele saprà affrontare e vincere anche questa sfida con la sua riconosciuta fiera determinazione”. 

 

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