Politica Lecce 

Quesiti «a sorpresa» nel concorso Arpal, GN: «Errori inaccettabili»

La fase preselettiva ha coinvolto circa 60mila candidati per un totale di 1200 posti

«È inaccettabile ciò che è accaduto a migliaia di uomini e donne durante la Fase Preselettiva del Concorso ARPAL degli scorsi giorni: giunti in sede d'esame, si sono ritrovati costretti a svolgere delle prove totalmente diverse da quelle pubblicate da ARPAL stessa sui bandi ufficiali». Lo scrive in una nota Gioventù Nazionale Lecce riferendosi al recente concorso per l'agenzia regioanale che ha coinvolto 60mila persone per 1200 posti, tra tempo determinato ed indeterminato.

«Non è possibile che, chi per mesi si sia preparato nelle materie di competenza della prova, si ritrovi dinanzi un test vertente su argomenti completamente estranei alla natura dell'impiego o da affrontare solo in seconda fase e non in fase preselettiva, come i quesiti in lingua inglese di cui parla esplicitamente anche il bando pubblicato dall'agenzia regionale.


Perche tanta difformità fra quanto pubblicato e detto da ARPAL tra gli argomenti oggetto d'esame e ciò che invece è stato argomento di prova?

Perché non è stata comunicata per tempo una variazione o un ampliamento degli argomenti ?


A questo punto, è da salvaguardare il risultato dei pochi in grado di passare comunque oltre la fase preselettiva nonostante gli imperdonabili errori di ARPAL, ma allo stesso tempo deve essere data una possibilità equa e doverosa anche a coloro risultati non idonei nel suddetto test: stavolta, però, con una prova conforme ai bandi pubblicati, che non contenga creative sorprese per chi da mesi studia con la speranza di ottenere un semplice posto di lavoro.


Inoltre, dai prossimi concorsi pubblici sarebbe ottimale anche abbandonare gli ormai antiquati e fallaci metodi di concorso utilizzati da ARPAL per seguire le procedure EPSO, ossia le stesse utilizzate dall'Unione Europea per assumere i propri funzionari.

In questo modo, oltre ad abbattere i costi dello svolgimento delle prove, essendo totalmente decentrate, non ci si limita semplicemente a ridurre il numero dei partecipanti, bensì a valutarne le competenze e le abilità di ragionamento. È altresì scientificamente dimostrato che questo metodo abbia un maggior valore predittivo delle prestazioni lavorative future rispetto alle prove basate esclusivamente sulle conoscenze».

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