Politica Lecce 

Photored, i due consiglieri di minoranza: «Centinaia di migliaia di euro mal gestiti dall’amministrazione»

Andrea Guido e Roberto Giordano Anguilla ritornano sulla vicenda del photored

Photored a Lecce: sul tema intervengono i consiglieri comunali di minoranza, Andrea Guido e Roberto Giordano Anguilla di Fratelli d’Italia, che sottolineano come sui media vengono riportate le “parole festanti della sinistra di governo leccese che celebrano lo spegnimento dei photored”.

“Vorremmo ricordare – dichiarano -, per l’ennesima volta, che la scelta di installare i photored in città, dallo scorso mese di gennaio, è propria di questa amministrazione. Li hanno voluti loro! Soprattutto la decisione di abilitare le macchinette al rilevamento del cambio di corsia è stato uno specifico indirizzo dato dalla maggioranza di Salvemini, quindi anche da chi oggi esulta per lo spegnimento, al comandante del Vigili urbani. Morale: gioiscono per aver disattivato un servizio per cui hanno investito circa 170mila euro di soldi pubblici di un Comune in predissesto (solo sei mesi fa) e che ha generato decine di migliaia di verbali ai leccesi. Esattamente di cosa si felicitano? C’è da mettersi le mani in testa”.

I due aggiungono che nel corso del consiglio la mozione in oggetto non è stata nemmeno votata perché i proponenti hanno scelto di ritirarla: non c’è atto che veda l’assise votare e quindi esprimersi sullo spegnimento dei photored. Sottolineano ancora di aver chiesto un intervento durante la seduta, che però non è stato consentito col sindaco che non avrebbe accettato il confronto.

“Segnaliamo alla cittadinanza leccese – aggiungono - che il semaforo dell’incrocio tra viale Grassi e via Monteroni risulta adesso lampeggiante non perché sia stato disattivato bensì per via di un sinistro stradale che ha causato dei danni. Il Governo ha così furbescamente colto la palla al balzo e invece che spendere altri soldi per lo spostamento, come sbandierato, ne ha approfittato per lasciare tutto completamente fuori uso. È l’Amministrazione dell’elusione altro che della trasparenza”.

 

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