Politica Otranto 

Mercato coperto, è botta e risposta sul progetto di riqualificazione

Giorni di dibattito politico a Otranto sul tema del progetto di riqualificazione del mercato coperto

La riqualificazione del mercato coperto di Otranto al centro del dibattito politico cittadino, con l’opposizione che accusa l’amministrazione parlando di operazione di “svendita” di un bene pubblico e la maggioranza che difende le proprie scelte.

Il punto del contendere non è sulla necessità di intervenire sulla struttura fatiscente, ma il punto di critica dell’opposizione è che, a suo giudizio, il Comune, per raggiungere questo obiettivo ha pensato bene di fare un’operazione di permuta: ovvero di vendere, attraverso una gara pubblica, a un privato, che demolisce l’edificio, per ricostruirlo, tenendo una parte per sé e una parte restituendola alla collettività.

“Otranto è di tutti”, dunque, contesta questa operazione di vendita del bene: per Luca Bruni, capogruppo di opposizione in consiglio, lo stesso risultato poteva ottenersi mantenendo la proprietà comunale della struttura, ovvero con una gestione in proprio da parte del Comune, visto il costo non elevatissimo dell’operazione; o ancora attraverso la cosiddetta “Finanza di Progetto”, “che – sottolinea - può assicurare le stesse funzioni pubbliche e collettive di quelle attuali, così come fanno un po' tutti i Comuni d’Italia e che non vendono, ma ‘affidano’ a un privato concordando gli utilizzi del bene”.

Inoltre, Bruni e la minoranza pongono all’attenzione il tema del coinvolgimento della cittadinanza in questa trasformazione che riguarda uno dei luoghi di socialità del paese.

Il primo cittadino, in un lungo post social, ha replicato nei giorni scorsi sul progetto, parlando di “mistificazione” e “falsità” nel racconto: “Non si tratta – spiega Pierpaolo Cariddi - affatto di una vendita dell’edificio, come banalmente qualcuno crede di farla passare, ma di un progetto organico, ben valutato per lungo tempo, che ha scontato vari passaggi in consiglio comunale, dove sono stati forniti tutti gli elementi dell'iniziativa”.

Il progetto prevede la ristrutturazione dell'edificio e la riqualificazione degli spazi esterni, incluso il piazzale Idro: “L'operazione della permuta – aggiunge bocciando l’idea del project financing - è lo strumento tecnico-finanziario unico possibile da perseguire, in quanto, per decenni, le amministrazioni che si sono susseguite, pur vivendo con apprensione le sorti di un edificio fatiscente (che di certo non è mai stato bello e non può essere ora annoverato tra i monumenti cittadini), non sono mai riuscite a ottenere contributi pubblici per intervenire in quanto non compatibili con l’uso commerciale del bene”.

“Con l'intervento programmato – aggiunge Cariddi - il Comune non solo rimarrà pieno proprietario di un nuovo blocco di servizi igienici pubblici e di 5 nuovi locali commerciali di maggiori dimensioni e dotati tutti di servizi igienici propri, ma acquisirà anche la proprietà di una sala conferenze al piano superiore che potrà ospitare ben 200 persone. Un nuovo spazio pubblico utilissimo per le attività culturali e sociali che la comunità non ha mai avuto, da utilizzare per incontri cittadini, sala cinema, sala teatro e tante altre iniziative”.

“Vantaggi inconfutabili per la comunità”, secondo il sindaco, che non comporteranno alcun impegno finanziario a carico del bilancio pubblico. Inoltre, la presenza di un privato, per Cariddi, non rappresenterà un minus per gli interessi pubblici: “Quanto alla grossolana bugia della presunta eliminazione della piazza antistante – dichiara -, ritengo parlino chiaramente i progetti. Non solo non verrà sottratta alla nostra frequentazione e a quella dei turisti, ma verrà riqualificata nel rispetto della conformazione acquisita negli anni, che l'hanno resa ormai un tutt'uno con la villa comunale”.

Non tarda ad arrivare la controreplica del gruppo di opposizione, che parla di “omissioni” da parte del sindaco nel suo intervento e le elenca: il costo dell’investimento è di € 1.145.000,00; alla fine dell’operazione, il Comune avrà sì in proprietà 5 locali commerciali dotati di servizi ma il privato ne avrà di più, soprattutto al piano terreno; la sala convegni ci verrà data solo a rustico e dovrà essere completata; che la porzione che resterà al privato sarà di 344 mq a piano terra e 169 mq a piano primo, con ulteriori 73 mq a piano primo di verande scoperte; che potrà essere destinata a funzioni commerciali, direzionali, servizi turistici e residenziali con frazionamento a scelta del privato stesso. Totale superficie per il privato, dunque, MQ 513 di locali coperti e 73 di verande scoperte in zona centralissima della città.

“In definitiva – scrive Bruni -, il privato tratterrà per sé ben oltre il 40% dell’intera superficie del fabbricato (e la gran parte a piano terra, quella più pregiata). Vi sembra poco? Dato il costo, non era forse un'operazione che avrebbe potuto realizzare e gestire direttamente il Comune? E con le nuove superfici a disposizione avrebbe potuto ripensare la funzione commerciale del mercato in collegamento anche con il mondo produttivo della città (un mercato nasce in fondo per questo)”.

Sugli aspetti architettonici, l’opposizione chiede di guardare bene le planimetrie, invitando il sindaco a pubblicarle tutte: “Il nuovo edificio – afferma Bruni - avrà un maggiore ingombro e quindi ridurrà inevitabilmente la piazzetta antistante. Insomma, la decisione di cedere ai privati l’edificio comunale fa conseguire all’amministrazione un risultato economico modesto e toglie un bene alla comunità. È tutto riportato nel bando predisposto dal Comune, non da me.  E i numeri, si sa, non mentono”. 

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