Politica Puglia sette 

Next Generation Eu: tavolo con i rappresentanti degli studenti

Capone: “Un confronto che va messo a sistema. Istituiremo un organismo stabile sulla scia della Rete delle donne elette”

“Da queste ore di confronto esco con grande soddisfazione e fiducia. La nostra Puglia ha ragazze e ragazzi che hanno le idee chiare e che sanno essere critici e costruttivi”.

Così la Presidente del Consiglio regionale Loredana Capone a margine del tavolo con i rappresentanti degli studenti degli Istituti secondari di secondo grado e delle Università pugliesi tenutosi, nel pomeriggio di oggi, sulla piattaforma del Consiglio regionale, alla presenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari, dei Presidenti delle Commissioni, di Anci e Upi.

 Grande partecipazione e interventi puntuali e appassionati: dalla necessità di garantire le stesse opportunità a grandi e piccoli Atenei, a quella di intervenire sull’edilizia universitaria tenendo conto di due grandi urgenze del presente, tecnologia e sostenibilità ambientale, al bisogno di migliorare la connessione tra formazione e mondo produttivo affinché i tirocini siano occasione di crescita, di fare della digitalizzazione uno strumento di coesione sociale, di migliorare il sistema dei trasporti per rendere gli spostamenti più agevoli e sostenibili, fino alla necessità di “guardare al Covid non solo come a una ‘sfiga’ ma come a una grande ‘sfida’ per ricucire gli strappi e non lasciare più indietro nessuno”.

 “Coinvolgerli - ha detto la Presidente - è fondamentale, ancora di più se parliamo di futuro. Per questa ragione ho voluto che uno dei tavoli inter-istituzionali sul tema del Next Generation Eu fosse proprio con i rappresentanti degli studenti degli Istituti secondari di secondo grado e delle Università pugliesi. Lo Stato sta per contrarre debiti che peseranno soprattutto sulle loro spalle ed è giusto che i maggiori benefici ricadano su di loro. Ma non voglio che quella di oggi sia un’occasione puramente congiunturale. Penso, invece, che questo confronto debba essere messo a sistema, che diventi strutturale e radicato nel Consiglio regionale. Come stiamo facendo per la Rete delle donne elette, l’obiettivo è costruire un organismo di rappresentanza stabile, che si faccia da tramite tra il palazzo e la strada, tra la programmazione e i bisogni, affinché le azioni future a favore dei giovani vedano davvero protagonisti i giovani la cui presenza, purtroppo, resta tutt’ora ancora troppo poco marginale nei vari organismi decisionali.

 Un organismo che si riunisca periodicamente per confrontarsi sui principali argomenti di interesse e attualità. Come arrivarci lo vedremo ma la strada non può essere che questa. In ogni caso questo è il tempo di fare, ancora di più perché la pandemia ha scoperchiato il vaso di pandora evidenziando le grandi fragilità del nostro Paese. Ed è per questo che, nonostante ancora non sia chiaro quale sarà il coinvolgimento delle Regioni nella redazione delle priorità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, insieme alla Giunta, ci siamo subito messi a lavoro per raccogliere i fabbisogni delle nostre comunità. D’altra parte, non ci sono solo i fondi del Next Generation, la partita delle risorse europee per la nuova programmazione è tutta da giocare e sarà fondamentale per guardare oltre l’assistenzialismo, a favore di un’idea di ricostruzione e rilancio complessivo del Paese, da nord a sud, sui trasporti e sul welfare, sul lavoro e sulla sostenibilità. Con l’attenzione dovuta a chi ha gap importanti da recuperare.

 Perché o si corre insieme o questa volta non andremo da nessuna parte. E allora programmare, farlo attraverso confronto e condivisione costanti, diventa una necessità, perché se programmi e programmi bene i risultati alla fine si raggiungono e anche in tempi brevi. Mi è capitato troppo spesso, in questi anni, di sedere a tavoli europei e vedere che il nostro Paese non aveva un piano chiaro e condiviso, mi è capitato, per esempio, nel caso del Piano nazionale della Ricerca. Non possiamo arrivare impreparati anche questa volta e la grande occasione che questo tempo ci presenta, e che va ben oltre il Next Generation Eu, dovrà essere sfruttata appieno e al meglio, per fare in modo che la ripresa sia un trampolino di lancio per riforme strutturali e a sostegno delle nuove generazioni. Insomma adesso più che mai è necessario realizzare un “Next Generation Eu” italiano e per farlo è necessario ripartire dai giovani, dalle donne, dal lavoro, dai Sud del Paese”. 

Potrebbeinteressarti