Politica Lecce 

Occupazioni abusive di alloggi popolari, tre fascicoli in Procura. Donno: «Verifiche lente»

Si aggiungono nuovi esposti da parte del deputato del M5S per fare chiarezza su episodi dubbi in tutta la provincia

La Procura di Lecce ha aperto tre fascicoli d'inchiesta sulle occupazioni abusive di alloggi popolari in provincia. Lo fa sapere il deputato del M5S Leonardo Donno che ha depositato alcuni esposti per far luce sul fenomeno nei mesi scorsi.

«Numeri su pratiche di decadenza e sgomberi al palo allarmanti in tutto il Leccese, lettere di sollecito ad intervenire inviate ai sindaci e spesso cadute nel vuoto, confronti con la Prefettura culminati nella tanto attesa, seppur timida, accelerata sul fronte sfratti degli abusivi: negli esposti c'è tutto questo e, di conseguenza, la richiesta di fare chiarezza su un iter di ripristino della legalità troppo lento e cavilloso ovunque. Il tutto a danno dei cittadini che avrebbero diritto ad un alloggio, salvo poi ritrovarsi per anni parcheggiati in graduatorie che non scorrono mai» scrive Donno.

Titolari dei fascicoli d'inchiesta sono i Pubblici Ministeri Roberta Licci, Donatina Buffelli e Maria Vallefuoco. Le ipotesi di reato: invasione di terreni o edifici e rifiuto ed omissione di atti d'ufficio.

«L'ultimo esposto, risalente al mese scorso - ricorda ancora il deputato - chiama in causa il primo cittadino del Comune di Otranto. Stando a quanto ho appurato, proprio il sindaco Cariddi sarebbe destinatario di un provvedimento di decadenza dall'assegnazione di un alloggio ArcaSud ancora oggi intestato a suo nome. Come è facile intuire, da più di tre anni (ossia dall'inizio del suo mandato) ne ha di certo perso il diritto, avendo una fonte reddituale non corrispondente ai criteri di assegnazione di una casa popolare. Eppure quell'abitazione popolare è ancora nella sua disponibilità. Il sindaco ha dichiarato di essere promissario acquirente dell'abitazione in questione. Alla Procura dunque - precisa Donno - ho chiesto di approfondire questa situazione, che chiama in causa ancor più da vicino le istituzioni. Auspico dunque che anche su questo episodio sia fatta chiarezza, per fugare ogni dubbio».

«Nessuno ha chiesto di “buttare in strada” povera gente, nessuno. Ma di applicare i giusti criteri di assegnazione, questo sì. Soprattutto a fronte delle tante, tantissime famiglie che nel tempo hanno perso l’idoneità a poter fruire di un alloggio popolare, risultando oggi capaci di sostenere la spesa di un regolare affitto. Senza dimenticare poi - incalza Donno - tutti coloro che hanno trasformato le abitazioni popolari in depositi di mobilia o, peggio ancora, case-vacanza di soggetti già noti alle Forze dell’ordine e sicuri che la Legge non valga per tutti».

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