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Lopalco pronto alle regionali: «Un professore d'igiene sarebbe un cattivo assessore alla Sanità?»

L'epidemiologo in prima linea durante l'emergenza Covid sceglie di misurarsi con la politica al fianco di Michele Emiliano

«Non ci trovo nulla di male nel fatto che un professionista ponga le proprie competenze al servizio della comunità mettendosi in gioco con la puerile ambizione di poter cambiare le cose». L'epidemiologo salentino Pierluigi Lopalco risponde così al “Buongiorno” di Massimo Gramellini apparso ieri su Corriere della Sera e conferma le voci su una sua candidatura alle regionali al fianco di Michele Emiliano.

«Io, come Gramellini, sono sempre stato convinto che il mestiere della politica sia complicato, faticoso, serve un talento specifico e, soprattutto, serve la scuola. Scuola che nella notte dei tempi era tenuta dai partiti. Sono ormai decenni che le scuole di partito sono chiuse. Dove sono dunque i professionisti della politica? dove si sono formati? nella famosa Università della Vita?- scrive l'epidemiologo rispondendo alle critiche - allora, mio caro Gramellini, affrontiamo la realtà. Almeno nell'attesa che il vento distruttivo dell'antipolitica si sciolga così come si è alzato. Nel frattempo non ci trovo nulla di male nel fatto che un professionista ponga le proprie competenze al servizio della comunità mettendosi in gioco con la puerile ambizione di poter cambiare le cose.

Se l'alternativa fosse Moro o Berlinguer, il problema non si porrebbe. Ma di Moro e Berlinguer in giro se ne vedono ben pochi. Un professore di Igiene, che studia ed insegna da anni organizzazione sanitaria, sarebbe un cattivo Assessore alla Sanità? Probabilmente si, ma qualche chance che ci azzecchi la vedo. Sicuramente non gli conviene a livello personale e professionale. Un professionista arrivato all'apice della carriera guadagna di più ed ha più prestigio, facendo una vita certamente più comoda.

Ma allora, chi glielo fa a fare? Ecco, appunto».




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