Politica Lecce 

Festa della Repubblica “sobria” in tempi di pandemia: «Simbolo di libertà». Centrodestra in piazza

Si sono tenute le celebrazioni per l’anniversario della nascita della Repubblica italiana. Centrodestra in piazza per protestare anche a Lecce contro il governo

Si sono tenute questa mattina in tutta la Regione le celebrazioni per l’anniversario della nascita della Repubblica italiana, che compie 74 anni. Un insieme di rituali e omaggi sobri dovuti al periodo complesso della pandemia in cui vigono le strette regole del distanziamento sociale e del divieto di assembramenti per le norme anti-contagio.

La tradizionale manifestazione a Lecce si è tenuta in piazza d’Italia con il momento dell’onore ai Caduti, davanti alle istituzioni cittadine, provinciale, al prefetto di Lecce e al questore.

«Nonostante i vincoli e la forma estremamente sobria la celebrazione del 2 giugno – dichiara il prefetto Maria Teresa Cucinotta -, da sempre simbolo della libertà e della conquistata democrazia, vuole comunque sottolineare con la deposizione della Corona ai Caduti, l’alto valore della ricorrenza e dei principi fondamenti della Repubblica Italiana, alla cui affermazione hanno contribuito con la vita, a partire dalle guerre risorgimentali, tanti nostri militari caduti»

Il sindaco Carlo Salvemini sottolinea come col 2 giugno 1946 si realizzò «il sogno dei patrioti del Risorgimento e si aprì di una straordinaria stagione di rinascita e partecipazione politica, dopo gli orrori della guerra e la oscura stagione del regime fascista»: «Noi che non eravamo al mondo possiamo solo immaginare: l’emozione del primo voto a suffragio universale, svoltosi contemporaneamente su tutto il territorio nazionale, mentre gli Alleati ancora sorvegliavano militarmente le nostre città; la gioia di milioni di donne italiane, che entravano per la prima volta, da protagoniste, nella cabina elettorale e nella vita politica del nostro paese; l’elezione della Assemblea costituente, che raccolse il testimone della Resistenza, chiamata a fissare nella Carta costituzionale i principi fondamentali che ispireranno la vita sociale ed economica della nostra nazione; l’orgogliosa scelta della forma di Stato: con gli italiani che decisero a maggioranza di non essere più sudditi, ma di assumere, individualmente e collettivamente, la libertà e la responsabilità di essere cittadini. Oggi è il compleanno della nostra Repubblica, auguri a tutti gli italiani».

Il presidente della Regione, Michele Emiliano, ha presenziato invece alla consueta cerimonia presso il Sacrario militare di Bari, che ha voluto dedicare la festa al mondo dell’informazione, ai sanitari, alla protezione civile e alle forze dell’ordine, «ai soliti, possiamo chiamarli così – ha affermato -, a quelli che qualunque cosa accada, dal terrorismo alla mafia, alla grande corruzione o alle pandemie, sono sempre stati in prima linea per difendere la Costituzione e difendere la Repubblica. Grazie a tutti».

Ma c’è anche chi sceglie questa data per protestare: il centrodestra, anche a Lecce, in piazza Sant'Oronzo, come in altre 100 piazze in Italia, manifesta il «malessere che serpeggia dilagante nel popolo italiano»: il riferimento è alla cassa integrazione che non arriva ai lavoratori, alle misure ritardate di sostegno a imprese e professioni, a fasce deboli di cittadini dimenticate. «Il 2 giugno – spiega Pierpaolo Signore di Fratelli d’Italia - si festeggia la nascita della nostra Repubblica e con essa il via libera alla costruzione della nostra Costituzione. Quella Carta fondamentale che in tanti passaggi, e a partire dal suo 1° articolo, ricorda che solo il popolo sovrano ha diritto di scegliere quali sono le politiche migliori per il suo destino e, soprattutto, chi dovrà interpretarle, specialmente quando queste incidono in modo clamoroso sulle libertà fondamentali dei cittadini italiani». 

L’europarlamentare Raffaele Fitto spiega la manifestazione del centrodestra come un voler «dar voce insieme ai milioni di cittadini italiani delusi dal Governo e che dopo tre mesi attendono risposte vere ed efficaci per una Fase 2 che è ripartita solo nelle conferenze stampa del premier Conte». Ci sono poi tre messaggi: uno indirizzato all’Europa, «i cui primi aiuti potranno arrivare forse a ottobre», al governo nazionale che «ha prodotto più Dpcm che misure concrete», al governo regionale che «tiene seduta la Puglia su una montagna di aiuti europei che non vengono spesi». 

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