Politica Lecce 

Dehors, l’assessore: «Dal Comune deroga a regolamento». Pasquino chiede di correggere l’iter

Nel consiglio comunale si è discusso del tema dell’arredo urbano dello spazio pubblico, con l’assessore Miglietta che ha chiarito la questione. Ma per il consigliere d’opposizione serve una correzione

Il tema dei dehors approda in consiglio comunale a Lecce, con un dibattito sollecitato dal consigliere di opposizione e capogruppo della “Lista Congedo sindaco”, Andrea Pasquino, che ha chiesto all’amministrazione informazioni circa la velocizzazione dell’iter del regolamento per l’arredo urbano dello spazio pubblico per attività stagionali e continuative, approvato con delibera di Palazzo Carafa il 25 novembre 2019, che necessita ancora del passaggio in Commissione urbanistica e nell’assise.

L’assessore all’Urbanistica Rita Miglietta sul tema ha chiarito che «le misure di sostegno al comparto della ristorazione, relativamente all’occupazione di suolo pubblico, sono state approvate dall'amministrazione comunale con una delibera di giunta comunale che stabilisce le deroghe al Regolamento sui dehors, consentendo agli operatori della ristorazione di limitare la documentazione da presentare e le indicazioni da riportare nella planimetria; semplificare ed accelerare l'iter per il rilascio delle autorizzazioni; incrementare le superfici massime di occupazione di suolo pubblico esclusivamente per tavolini, sedie, ombrelloni e, ove necessario, pedane, senza salti di quota».

Si tratterebbe di misure deliberate dall’esecutivo con un provvedimento che «ha superato una precedente bozza di delibera di Consiglio comunale “tarata” su previsioni di linee guida (quelle di Inail e ISS) che il governo non ha poi adottato, sostituendole con la pubblicazione del Decreto Rilancio con quelle, molto meno stringenti, concordate con le Regioni.

L’istanza semplificata, come ha chiarito l’assessore, prevede la possibilità di occupare maggiore suolo pubblico rispetto al normale calcolo che si fa sulla base della superficie della somministrazione interna. Non si chiedono gli allegati previsti dal Regolamento dehors ma solo un disegno tecnico dell’occupazione di suolo pubblico, redatta da tecnico abilitato, con la finalità di misurare la dimensione dell’occupazione rispetto alla dimensione della sede stradale, o del marciapiede, a evidenziare la mancanza di eventuali conflitti con vetrine di altri esercizi, accessi del vicinato, strisce pedonali, altre occupazioni di suolo pubblico (magari di esercizi vicini). Informazioni indispensabili in una città ad alta densità di commercio legato al food.

«La delibera di Giunta consente dunque agli operatori – ha precisato - di derogare dal Regolamento dehors. Ma la situazione è molto eterogenea, molto più di quanto appare, diversi sono infatti gli operatori che hanno scelto di presentare istanza ai sensi del Regolamento, coerentemente con le previsioni della Delibera di Giunta che lascia libera la scelta di presentare istanza semplificata oppure no, ciò anche in virtù della notevole riduzione delle misure di distanziamento sociale delle Linee guida allegate al Decreto Rilancio, che hanno ridotto la distanza di sicurezza ad un metro».

Gli uffici del Settore pianificazione e sviluppo del territorio avrebbero riportato 160 istanze registrate che hanno prodotto al momento 125 permessi, già istruiti ed emessi. Tra questi, 15 sono stati presentati attraverso l’istanza semplificata relativa all’emergenza Covid19: «Si può certamente fare meglio – ha concluso -, ma al momento non risultano particolari ritardi né risulta il dato del 90% di domande da ripresentare perché viziate da difetti di forma».

A quanto chiarito dall’assessore Miglietta, replica proprio Andrea Pasquino: «Prendo atto – afferma - con molta soddisfazione della celerità con cui l’amministrazione comunale si sia adoperata per dare risposta alla mia domanda d’attualità e quindi alle tante attività commerciali messe in ginocchio dall’emergenza Covid-19, che necessitano con tempestività dell’autorizzazione ad estendere i mq di occupazione di suolo pubblico, non solo per garantire loro la sostenibilità finanziaria, ma per poter permettere alle stesse l’assolvimento delle normative sulle distanze di sicurezza limitando la perdita di occupabilità».

Pasquino, però, si dice perplesso dell’iter seguito dall’amministrazione per la sospensione, fino al 31 dicembre 2020, del regolamento “dehors”: «In particolare mi chiedo come possa un organo (giunta comunale) derogare ad un regolamento approvato da un organo diverso (consiglio comunale)? Per quali motivi per la proposta di delibera in discussione nel consiglio comunale del 21 maggio 2020 (…), poi ritirata al fine di adeguarla al decreto legge 34 del 19 maggio 2020, si è seguito un iter diverso? E cioè prima il passaggio in Commissione urbanistica e poi l’inserimento nell’ordine del giorno in consiglio comunale?».

«Alla luce di quanto detto auspico che l’amministrazione comunale – conclude - proceda tempestivamente a verificare ed eventualmente correggere l’iter seguito (completandolo attraverso il passaggio in Commissione Urbanistica e poi in Consiglio Comunale) al fine di non inficiare la procedura di autorizzazione delle richieste di occupazione di suolo pubblico avanzate in un periodo di forte crisi economica in cui artigiani, commercianti e imprese vengono messi in ginocchio dall’emergenza Covid-19 e la loro permanenza sul mercato è seriamente compromessa».

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