Ambiente Parabita 

Antenne per la telefonia troppo vicine alle case: il Comune di Parabita dice no

Un progetto di una nuova stazione radio base di telefonia in contrada Lamia, con palo alto 24 metri, 6 antenne da installare in cima e addirittura a soli 10 metri dalle case fa discutere la comunità e l'amministrazione cittadina

Un progetto di una nuova stazione radio base di telefonia in contrada Lamia, con palo alto 24 metri, 6 antenne da installare in cima e addirittura a soli 10 metri dalle case: è quanto presentato dal gestore Iliad in zona a vincolo paesaggistico, a ridosso della strada provinciale 361 “Parabita – Alezio” e giusto adiacente al “Fosso dei Samari”, area protetta dal Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR), per la salvaguardia dei caratteri storico-culturali del contesto paesaggistico e la salvaguardia delle visuali.

Eppure la Regione, nonostante questi vincoli, ha rilasciato per l’impianto in Contrada Lamia l’accertamento di compatibilità paesaggistica in data 21 aprile 2021. Ma il Comune di Parabita non ci sta e dichiara il diniego all’opera con determina del 13 maggio 2021, anche per il mancato rispetto del proprio Piano di localizzazione impianti, che prevede, come da indicazioni del Regolamento Regionale n. 14/2006, una necessaria concertazione tra i gestori ed il Comune per individuare le aree più idonee per tali insediamenti.

Il sindaco Stefano Prete, con note inviate gli scorsi giorni al Dipartimento Ecologia e Paesaggio della Regione Puglia ed al Servizio Tutela e Valorizzazione Ambientale della Provincia di Lecce, ha chiesto di far luce sulla vicenda della compatibilità rilasciata, sottolineando come la strada provinciale 361 sia riconosciuta dallo stesso PPTR come “strada a valenza paesaggistica” poiché da essa è possibile percepire panorami e scorci ravvicinati di elevato valore paesaggistico e l’area di intervento appartiene all’ambito paesaggistico “Il Salento delle Serre”, con un ampio patrimonio edilizio storico corredato da manufatti minori che compongono il paesaggio rurale tradizionale.

Nelle missive inviate dal primo cittadino a Regione e Provincia, si legge che “gli elementi conoscitivi acquisiti da questa Amministrazione inducono a considerare come estremamente impattante a livello visivo e paesaggistico sia il palo metallico della Stazione Radio Base con altezza pari a 24 metri (altezza paragonabile ad un edificio di n. 8 piani) sia le n. 6 antenne da installare su di esso”. Inoltre, continua il sindaco, “risulta che nessun gestore abbia finora posizionato alcuna Stazione Radio Base nell’area vincolata oggetto dell’intervento, e l’installazione dell’impianto di Iliad rappresenterebbe un grave precedente per la tutela del paesaggio, che potrebbe dare avvio a richieste di montaggio degli altri gestori per adeguarsi al concorrente e quindi pregiudicando sempre più il territorio con molteplici impatti sulle visuali”.

Particolare attenzione viene posta da Prete alla dovuta tutela dell’ambiente e della salute pubblica, ed infatti alle note inviate a Regione e Provincia è stata allegata anche una dettagliata relazione che illustra come l’infrastruttura prospettata da Iliad in Contrada Lamia verrebbe “inserita in un ristretto spazio tra due abitazioni (poco più di 10 metri da ognuna)”. “I valori di emissione dell’impianto – conclude il sindaco – pur essendo inferiori ai limiti di legge, sono in grado di determinare gravi danni alla salute, come ampiamente documentato in letteratura”.

Grande clamore ha destato tra i residenti dell’area interessata la notizia del progetto di installazione dell’impianto a pochi metri dalle case e subito è stato organizzato il comitato ittadino “No alle antenne in Contrada Lamia”, che vanta il sostegno di associazioni ambientali nazionali come Isde (Medici per l’Ambiente), Associazione Italiana Elettrosensibili e Associazione Per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog (A.p.p.l.e). Un membro del comitato precisa: “Apprezziamo il no del Sindaco alle antenne selvagge e se necessario faremo sentire la nostra voce a fianco del Comune in sede giudiziaria. La salute, specie quella dei bambini residenti in zona, viene prima di qualsiasi interesse economico”. 

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