Cronaca Otranto 

Bufera al Comune di Otranto, 10 arresti tra cui il sindaco e imprenditori del settore turistico

Sequestro preventivo di strutture alberghiere, stabilimenti balneari e beni per milioni di euro.

Terremoto giudiziario ad Otranto dove nella mattinata di oggi i militari dei Comandi Provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Lecce, assieme ai funzionari della Polizia Provinciale, hanno eseguito, su disposizione del GIP del Tribunale di Lecce, 10 ordinanze di custodia cautelare di cui 2 in carcere e 8 agli arresti domiciliari.

Coinvolti esponenti dell'amministrazione comunale e del mondo imprenditoriale, tra cui il sindaco Pierpaolo Cariddi e l'ex primo cittadino, suo fratello, Luciano Cariddi, e Raffaele De Santis, presidente di Federalberghi.

I reati contestati dalla Procura sono di associazione per delinquere finalizzata al compimento di plurimi delitti contro la Pubblica Amministrazione, la fede pubblica e l’amministrazione della giustizia, oltre che in materia di corruzione elettorale, per atti contrari ai doveri d’ufficio, frode in processo penale e depistaggio, turbata libertà degli incanti, truffa ai danni dello Stato e della Comunità Europea ed altro.

L’indagine è partita nel dicembre del 2017, quando il Nucleo Investigativo dei carabinieri ha acceso i riflettori su un comune salentino. Dagli sviluppi delle indagini, condotte solo in una fase successiva anche dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Lecce e dalla Compagnia Guardia di Finanza di Otranto, fino alla primavera del 2022, emergerebbe un modus operandi ispirato, oltre che all’arricchimento personale, ad assicurarsi bacini di consenso elettorale attraverso una gestione personalistica di presidi di potere a livello sia locale sia a regionale. Complessivamente 60 gli indagati, raggiunti alle prime luci dell’alba da provvedimenti giudiziari spazianti dalla notifica di informazioni di garanzia fino all’applicazione di misure restrittive della libertà personale e cautelari di natura reale.

Sotto quest’ultimo fronte, significativo è il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di strutture turistico - ricettive, stabilimenti balneari, aziende agrituristiche, diverse unità immobiliari e numerose somme di denaro, per un valore stimato di diversi milioni di euro, illecitamente autorizzati o realizzati in violazione delle norme in materia edilizia e paesaggistica.

Secondo le indagini, si tratterebbe di un consolidato sistema associativo di natura corruttiva politico - imprenditoriale, che da tempo avrebbe pervaso l'amministrazione comunale, coinvolgendone amministratori e funzionari “troppo vicini” ad alcuni  imprenditori con interessi economici in quel centro, coltivati attraverso artefatte aggiudicazioni di appalti e rilasci di concessioni comunali offrendo utilità di diversa natura, finanche ad assicurare un bacino di voti per il sostegno elettorale ricevuto da alcuni degli indagati, nonché vantaggi economico - patrimoniali per i restanti.

Ad ispessire il quadro accusatorio tessuto dalla magistratura anche gli accertamenti, in particolare quelli in materia edilizia e paesaggistico-ambientale, condotti dalla Polizia Provinciale, connotati da copiose acquisizioni documentali e molteplici rilievi tecnici.

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