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Si torna a messa da lunedì, norme stringenti per i fedeli: ecco il vademecum

L'arcivescovo di Otranto, presidente della Conferenza Episcopale Pugliese, ha stilato un elenco di comportamenti da adottare per le messe con il popolo

Dopo una lunghissima sospensione, da lunedì 18 maggio i fedeli potranno finalmente ritornare a messa. Ma l'accesso e la partecipazione alla celebrazione è tuttavia vincolato al rispetto di norme stringenti, per evitare il diffondersi di nuovi contagi.

L'arcivescovo di Otranto, Donato Negro, presidente della Conferenza Episcopale Pugliese, ha stilato un vademecum per disciplinare i comportamenti da tenersi in chiesa. Proprio in queste ore anche l'arcivescovo di Lecce ha pubblicato il Decreto per la Ripresa delle celebrazioni con il popolo (il testo in gallery).  

«Lentamente iniziamo a rivedere la luce, - ha scritto il vescovo Michele - con prudenza speriamo di poter superare la fase più critica della pandemia il più presto possibile. Intanto non possiamo che ringraziare il Signore per questo nuovo passo che ci prepariamo a vivere come Chiesa di Lecce, con la certezza che presto torneremo a vivere, camminando insieme, più forti che mai».

Monsignor Seccia ha inoltre riprogrammato la Messa Crismale (che da prassi si sarebbe dovuta celebrare la mattina del giovedì Santo)  per sabato 30 maggio, alle 20.30, presso la Chiesa Cattedrale, in occasione della Veglia di Pentecoste.

Ecco il testo con le norme da rispettare:

«Agli ingressi della chiesa siano a disposizione di chi entra un dosatore manuale di gel, con cui ogni fedele dovrà igienizzare le mani prima di entrare.  Prima e dopo ogni celebrazione le chiese e le sagrestie siano regolarmente igienizzate. Al termine della Messa si provveda anche a disinfettare accuratamente ampolline e vasi sacri, usati durante la celebrazione.

All'ingresso della chiesa venga esposto il manifesto con le indicazioni per l'ingresso dei fedeli:  il numero massimo di partecipanti consentito per ogni celebrazione e relativo alla capienza dell'aula liturgica;  il divieto di ingresso in chiesa per chi presenta sintomi influenzali e/o difficoltà respiratorie; abbia temperatura corporea superiore ai 37,5 °C; sia stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti; provenga da zone a rischio; l'obbligo di rispettare sempre, nell'accesso in chiesa, il mantenimento della distanza di sicurezza (un metro e mezzo); l'osservanza di regole di igiene delle mani; l'uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire da una mascherina che copra naso e bocca; le indicazioni fornite dal personale del Servizio d'Ordine.

 

I fedeli entreranno uno alla volta, anche se sono in presenza di familiari e amici, e si predisporranno tra i banchi a scacchiera nelle postazioni segnate, rispettando u na distanza sanitaria di almeno un metro e mezzo l'uno dall'altro. A tal fine sarà utile tracciare un percorso di ingresso e di uscita.

Si favorisca, per quanto è possibile, l'accesso delle persone diversamente abili, prevedendo anche per loro uno spazio adeguato nel rispetto delle normative vigenti.

Dove è possibile regolamentare l'afflusso e il deflusso dei fedeli utilizzando porte diverse, una per il solo ingresso, un'altra per la sola uscita.

Durante  la  celebrazione  le  porte  della  chiesa  rimarranno  aperte  per  favorire  un continuo flusso di aria e per evitare che tutti tocchino le maniglie e le porte.

Durante la Messa è obbligatorio per tutti i fedeli l'utilizzo della mascherina che copra naso e bocca.

Anche i concelebranti  e i ministri che sono sul presbiterio si attengano alle stesse misure di sicurezza: mascherine, distanza di un metro.

Non è consentito l'utilizzo di libretti di canti o di altri sussidi (foglietti della Messa). È previsto un organista e, a debita distanza, un cantore. Si omette lo scambio della pace. Si continui a mantenere vuote le acquasantiere.

La distribuzione della Comunione avvenga dopo che il celebrante e l'eventuale ministro straordinario avranno curato l'igiene delle proprie mani utilizzando una soluzione alcolina; gli stessi - indossando la mascherina che copra naso e bocca e mantenendo un'adeguata distanza di sicurezza - abbiano cura di offrire l'Ostia porgendola sulle mani dei fedeli, senza venire a contatto fisico con esse. Al termine della distribuzione eucaristica è necessario che il celebrante  e l'eventuale ministro straordinario purifichino le proprie mani con acqua, che dovrà essere versata a terra.

I fedeli, nell'accostarsi a ricevere la Comunione, assicurino il rispetto della distanza sanitaria di un metro e mezzo.

Per la  raccolta  delle  offerte si pongano  dei contenitori all'ingresso,  poiché non  è consentito che u n incaricato passi tra i banchi durante l'offertorio.

 Al termine di ogni celebrazione avvisare di non sostare in chiesa  e di uscire senza accalcarsi, evitando assembramenti nel luogo di culto, nei luoghi annessi e sul sagrato.

   Le celebrazioni battesimali vengano celebrate in modo da non provocare alcun assembramento, pertanto si valuti l'opportunità che siano singole e siano compiute eventualmente anche nei giorni feriali, in orari diversi da quelli della celebrazione delle Messe con il popolo.

 Per le Esequie si può prevedere la celebrazione della Santa Messa, purché ci si attenga alle norme vigenti di sicurezza e si informino in tempo i parenti sul numero massimo dei partecipanti al rito, favorendo innanzitutto  i  familiari,  in  rapporto  alla  capienza della chiesa. Non sono ammessi cortei funebri né prima, né dopo la Messa esequiale. La salma venga portata in chiesa solo per il funerale. Ai parenti è vietato ricevere le condoglianze in chiesa sia prima, che dopo la Messa.

Unica eccezione a questa disposizione, su indicazione delle  autorità, è costituita da funerali di pazienti deceduti per il Coronavirus. In questo caso la celebrazione funebre continuerà  a essere fatta in forma sobria al Cimitero.

Le Confessioni siano celebrate in luoghi ampi e areati, con l'utilizzo della mascherina sia per il confessore che per il penitente e con il rispetto degli stessi para metri di distanzia mento, previsti  dal decreto.

Si valuti la possibilità di celebrazioni all'aperto, tenendo. Il numero massimo di persone nelle celebrazioni all'aperto non deve superare le 1000 unità.

Dove sarà ripresa la celebrazione della Santa Messa nelle comunità religiose, non sarà consentita la partecipazione ad alcun fedele esterno».

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