Cronaca Otranto 

Dehor esterno al ristorante nel centro di Otranto: per il Consiglio di Stato è legittimo

Con recente sentenza è stato rigettato l’appello della Soprintendenza rispetto a quanto stabilito dal Tar di Lecce nel gennaio 2018. Il caso riguarda un esercizio del centro storico

Dehors per ristoranti nel centro di Otranto: con sentenza depositata in questi giorni, il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello della Soprintendenza di Lecce e confermato la decisione del Tar Lecce di gennaio del 2018, che aveva dato ragione ai titolari del ristorante-pizzeria “L’Alternativa” in tema di dehor nel centro storico.

Tutto ha avuto inizio al momento della sostituzione, da parte dei titolari dei vecchi gazebo coi nuovi dehors previsti dal regolamento per l’arredo urbano e l’occupazione di aree pubbliche e private. La Soprintendenza aveva dato parere negativo, in quanto “la prevista struttura, come progettata, per ubicazione, tipologia e dimensioni planivolumetriche non può ritenersi consona al contesto storico-architettonico e paesaggistico interessato” e costituirebbe “elemento di ingombro fisico e visivo tale da alterare la percezione della quinta urbana”.

I proprietari, rivolgendosi all’avvocato Mauro Finocchito, avevano impugnato il diniego dinanzi al Tar Lecce, la cui sentenza aveva condiviso le censure del legale sul rilievo che la motivazione della Soprintendente fosse “soltanto apparente”, in quanto veniva affermata “l’asserita natura non consona della struttura in esame con il contesto storico-architettonico e paesaggistico di riferimento, senza tuttavia spiegarne le ragioni”; aggiungendo che “la qual cosa sarebbe stato tanto più necessaria, in quanto, la parte ricorrente già da tempo occupa l’area in esame con gazebo, tavolini e sedie”, non comprendendosi pertanto come “una struttura che non rappresenta un ingombro visivo con il contesto paesaggistico di riferimento, improvvisamente ponga problemi di tal fatta, pur in assenza di modifiche strutturali e planovolumetriche idonee a mutare il quadro paesaggistico di insieme”.

Da qui l’annullamento del parere negativo. Il Consiglio di Stato, rigettando l’appello della Soprintendenza, ha condiviso le ragioni della difesa e del Tar censurando come “nel parere non vi è traccia, infatti, di una comparazione tra il progetto del gazebo già installato, previa autorizzazione paesaggistica e titolo abilitativo rilasciato a suo tempo dal Comune di Otranto e il nuovo progetto presentato per l’ammodernamento del gazebo”, né risulta adeguatamente considerato che “dal punto di vista della valutazione paesaggistica degli uffici comunali (commissione paesaggistica comunale) il progetto presentato era meritevole di integrale accoglimento, profilo che comunque, quale secondo importante deficit istruttorio del parere soprintendentizio, non è stato affatto esaminato dalla Soprintendenza”.

Per l’avvocato Finocchito, la conferma del Tar aggiunge un punto significativo a favore del Comune e degli operatori di Otranto nell’annosa contrapposizione con la Soprintendenza, chiarendo ancora una volta come, senza una puntuale e ragionevole individuazione delle ragioni di incompatibilità di un’opera, l’organo ministeriale non possa impedire l’esercizio di attività considerate “ordinarie” in qualsiasi città d’Italia, imponendo limitazioni che rischiano di essere lette come frutto di un rifiuto preconcetto rispetto all’idea che lo sviluppo del territorio passi da un misurato compromesso tra le esigenze di tutela e quelle di crescita economica e non essere smaccatamente squilibrate a favore della prima. 

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