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Le sardine, il boom della Lega, il Conte bis. Salvemini, dall'addio al trionfo: un anno di politica

Le amministrative leccesi, la crescita della Lega anche nel Salento, il governo Conte bis, la crisi dell’ex Ilva, i danni del maltempo e xylella tra i temi del 2019, che si chiude. Si parte a ...

Le amministrative leccesi, la crescita della Lega anche nel Salento, il governo Conte bis, la crisi dell’ex Ilva, i danni del maltempo e xylella tra i temi del 2019, che si chiude. Si parte a gennaio con le dimissioni di Carlo Salvemini da sindaco di Lecce, dopo due anni di amministrazione con la cosiddetta “anatra zoppa”: dopo l’approvazione, in consiglio, del piano di riequilibrio economico di Palazzo Carafa, e dopo due mesi di braccio di ferro con il gruppo di “Prima Lecce”, arriva il passo indietro del primo cittadino. Nella stessa giornata diciassette consiglieri del centrodestra rassegnano le proprie dimissioni davanti a un notaio e si apre così una nuova e lunga campagna elettorale. L’11 gennaio si insedia il commissario straordinario, Ennio Mario Sodano, mentre Salvemini fa sapere di volersi prendere un periodo di riflessione prima di sciogliere le riserve su una nuova candidatura a sindaco. Il primo nome della campagna elettorale arriva dal Movimento Cinque Stelle con Arturo Baglivo, medico chirurgo del “Fazzi”. Il 26 gennaio, in una conferenza stampa, Salvemini scioglie le riserve e annuncia la ricandidatura per garantire alla città continuità amministrativa. Nel centrodestra, dibattito aperto per trovare un nome condiviso che riunisca la coalizione. Forza Italia punta su Adriana Poli Bortone come “miglior nome possibile”, mentre la senatrice frena in attesa di capire cosa vogliano fare gli altri partiti; dinanzi alle riserve degli alleati, Forza Italia ritira la candidatura con la senatrice che, però, decide di restare in campo, aprendo ad uno schieramento di liste civiche. A febbraio, mentre Salvemini apre ufficialmente la sua campagna elettorale insieme a Delli Noci, il centrodestra è ancora alla ricerca del nome e del metodo: si opta, di comune accordo, per le primarie come meccanismo necessario per ricompattare la base e indicare un candidato forte. Intanto, diversi nomi importanti che hanno fatto parte del consiglio comunale di Lecce annunciano di non volersi ricandidare: tra loro anche l’ex sindaco, Paolo Perrone. Il 23 il consigliere regionale Erio Congedo annuncia di voler essere della partita e lancia un appello all’unità ad Adriana Poli Bortone, mentre Forza Italia decide di supportare il nome dell’ex vicesindaco Gaetano Messuti alle primarie. Terzo incomodo, il segretario cittadino della Lega, Mario Spagnolo. Marzo è il mese delle primarie: quelle nazionali del Pd che eleggono Nicola Zingaretti segretario con una buona partecipazione dal basso e con dati, nel Salento, che rispecchiano l’andamento generale; il 17 marzo, quelle del centrodestra leccese, con una partecipazione bassa se confrontata coi dati della consultazione che condusse al Perrone bis: sono appena 6500 i votanti, che portano alla vittoria di Congedo, che diventa candidato unitario e cerca di riaprire il dialogo con la Poli Bortone che parla di “funerale del centrodestra leccese”. Il centrodestra minimizza sui dati e si dice fiducioso per la campagna elettorale, che, intanto, vede aggiungersi anche un quinto candidato, oltre a Salvemini, Baglivo, Poli Bortone e Congedo: si tratta dell’ex magistrato, Mario Fiorella, per Sinistra Italiana. La campagna elettorale vive dello schema imposto da Salvemini, che batte i quartieri della città con una strategia che sembra non lasciare nessun dettaglio al caso; a fine aprile scoppia il caso del presunto “copia-incolla” di parte del programma di Congedo da quello del candidato renziano di Bergamo Giorgio Gori. Per il resto, ci sono solo pochi momenti di tensione, con la presenza di Salvini a Lecce e il 19 la devastazione di un gazebo della Lega in piazza Sant’Oronzo. Il 27 maggio vanno in scena le amministrative che decretano al primo turno un incredibile successo per Salvemini, che torna sindaco dopo pochi mesi e senza il problema dell’anatra zoppa, e per l’asse con Alessandro Delli Noci: nasce la nuova giunta, con l’ex vicesindaco che torna ad occupare lo stesso ruolo. Gli avversari prendono atto della sconfitta. Nelle stesse ore, per le Europee, si registra anche nel Salento l’impennata di consensi per la Lega di Salvini che raccoglie in tutta la provincia circa 90mila consensi. Successo a livello regionale per il M5s, che resta la prima forza politica. Si rinnovano anche altre amministrazioni salentine, con alcuni ritorni eccellenti e quattro comuni con un solo candidato in corsa (Giuggianello, Castrì di Lecce, Sternatia e Seclì). Delicato il caso di Parabita con le minacce di morte e il ritiro di Marco Cataldo. A giugno l’attenzione si sposta su Scorrano, dove l’operazione “Tornado” con arresti ai personaggi del clan locale, portano al coinvolgimento del sindaco, Guido Stefanelli, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa: il primo cittadino resta in sella, ma da quel momento inizia un periodo di instabilità per il Comune, coincisa con la fuoriuscita di assessori e consiglieri di maggioranza, fino al rifiuto dei candidati non eletti di accettare la surroga, passando per una commissione prefettizia incaricata di verifiche sull’attività dell’amministrazione. A novembre, arrivano le dimissioni dei consiglieri di minoranza, mentre resta la scure del possibile commissariamento del Comune. Commissariamento che non è riuscito ad evitare Carmiano, per infiltrazioni mafiose, nell’ambito del procedimento del rinnovo del consiglio di amministrazione della Banca di credito cooperativo di Terra d’Otranto. A luglio, il rapporto dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare chiarisce come in Puglia, negli ultimi vent’anni siano stati “sversati, tombati e bruciati rifiuti di ogni genere". Agosto si apre con il primo consiglio comunale a Lecce, dopo due mesi dal risultato elettorale, e con la nomina di Carlo Mignone presidente del consiglio. Nelle stesse ore, va in scena il caso “Papeete”, che apre la crisi del governo giallo-verde e spalanca le porte al Conte bis, con l’alleanza tra pentastellati e Pd e Salvini relegato all’opposizione. Il nuovo esecutivo fa il suo esordio a settembre con l’esclusione della salentina Barbara Lezzi e l’inserimento nella lista dei Ministri di Francesco Boccia e Teresa Bellanova. Quest’ultima, festeggiata dal Pd salentino per la sua nomina, dopo poche ore rompe col partito e segue Renzi nel progetto di “Italia Viva”. Nelle stesse ore la Corte Europea condanna l'Italia sul caso xylella perché "Non ha mantenuto gli obblighi per contenere il batterio". Tengono banco anche una serie di vicende comunali che vanno dalla crisi amministrativa a Tricase, passando allo scontro Soprintendenza-Comune per i pontili galleggianti a Otranto, al caso “microspie” in Comune sempre a Otranto; ci sono questioni ambientali come i miasmi a Maglie e zone limitrofe, il fronte del no a nuovi impianti fotovoltaici su terreni agricoli, partito da Cutrofiano, lo scontro tra enti confinanti per l’impianto di trattamento dell’amianto a Cavallino. A livello regionale, è un anno complicato per Emiliano, tra problemi giudiziari e questioni con alleati e presunti tali: dal caso Di Gioia, alle indagini riguardanti Cera e Ruggeri, passando per i problemi con la sanità e lo scontro col Pd sulle primarie per il rinnovo del governo regionale. Alla fine, il centrosinistra si ricompatta e sceglie la strada dell’unità, con le primarie che si terranno il prossimo 12 gennaio e che vedono il governatore uscente tra i quattro candidati, insieme all’ex assessore Elena Gentile, a Leonardo Palmisano e a Fabiano Amati. Nel centrodestra, dopo la rielezione al parlamento europeo di Raffaele Fitto e un lungo accordo con Giorgia Meloni, l’ex governatore sembra essere diventato il nome del centrodestra per la corsa alla Regione del 2020. Resta da capire se la Lega accetterà questa candidatura. Ci sono poi i danni del maltempo, che mettono in ginocchio sempre di più i territorio e la costante crisi dell’ex Ilva con ArcelorMittal, che ingaggia un nuovo scontro col governo sul piano industriale, annunciando esuberi e il ritiro della propria proposta. A Lecce, la tensione ritorna sul caso del nuovo impianto di compostaggio, con la disponibilità del sindaco ad accogliere la struttura sul proprio territorio, e lo scontro in consiglio con le opposizioni sul tema dei rifiuti. Il 15 dicembre, in piazza Sant’Oronzo, come avviene in gran parte delle piazze italiane, sfilano le sardine salentine al grido di “Lecce non si Lega”. Mauro Bortone 

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