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Pontili galleggianti e burocrazia, ieri a Otranto la protesta in strada

La protesta e il blocco stradale da parte di operatori del settore, imprenditori, associazioni e rappresentanti turistici. La vicenda dei pontili galleggianti come esempio di una “cattiva bur...

La protesta e il blocco stradale da parte di operatori del settore, imprenditori, associazioni e rappresentanti turistici. La vicenda dei pontili galleggianti come esempio di una “cattiva burocrazia” che starebbe mettendo in difficoltà il territorio: è contro questa tesi, quella della “mala-burocrazia nemica” che sono scesi ieri in strada a protestare alcuni rappresentanti di associazioni di categoria, operatori, diportisti, balneari, commercianti, artigiani, agricoltori, politici del territorio e primi cittadini, a Otranto. Nella città dei Martiri, il caso dei pontili galleggianti, sequestrati per effetto del mancato smontaggio delle strutture semestrali in inosservanza di una sentenza del Consiglio di Stato che ha dato ragione alla Soprintendenza, ha alzato la tensione. Nella vicenda, s’inserisce anche la questione del mancato dragaggio del porto, che, pur avendo ottenuto i necessari finanziamenti regionali per le operazioni, sarebbe bloccato anch’esso bloccato, come altri progetti, in attesa dei pareri necessari. Una battaglia mediatica, che sta portando, da un lato, Comune e associazioni di categoria ad indicare nella Soprintendenza colei che, attraverso la burocrazia, starebbe “bloccando” il territorio; ma che, dall’altro lato, porta invece la stessa Soprintendenza a rivendicare un ruolo di difesa dell’ambiente e del territorio e la pretesa del rispetto delle leggi e delle sentenze. Ad organizzare la manifestazione di ieri il comitato Mantenimento Pontili. Alfredo Prete, presidente del Sib Lecce, che ha dato la propria adesione, parla di “Burocrazia cieca e distante dalle esigenze delle imprese principale ostacolo allo sviluppo del Paese”: “Emblematico – afferma - il caso dei pontili galleggianti (quindi un’opera pubblica!) posti all’interno del porto di Otranto che, per la Soprintendenza di Lecce, dovrebbero essere posizionati d’estate e tolti in autunno con la paradossale conseguenza che le barche ivi ormeggiate potrebbero stazionare solo durante la bella stagione e in autunno doversi trasferire nei porti albanesi o greci”. Erio Congedo, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, intervenuto alla manifestazione chiede alla Regione di coinvolgere il governo nazionale per la tutela del turismo e dell’economia locale: “Mentre altri Paesi del Mediterraneo come Croazia, Montenegro, Grecia o Albania stanno già da tempo cogliendo l’opportunità con investimenti importanti che hanno fatto la fortuna di quelle terre, in Puglia si verifica una situazione paradossale: un'infrastruttura come quella costituita dai pontili di Otranto rischia di dover essere smontata e addirittura di non poter essere mantenuta con i necessari dragaggi per evitarne l’insabbiamento, per via di un caos burocratico e amministrativo e di contenzioso istituzionale che ne imporrebbe lo smontaggio nei mesi invernali decretandone di fatto la fine in considerazione della complessità dei costi, della durata, dell’impatto sull’ambiente e sull’ecosistema delle operazioni di smontaggio-rimontaggio”. “Di fronte a questa situazione il Governo regionale non abbia atteggiamenti pilasteschi – afferma - ma faccia sentire tutto il suo peso politico coinvolgendo il livello nazionale nei confronti di una burocrazia ottusa e ideologizzata arroccata nel pregiudizio e nel NO a prescindere, tanto più trattandosi di un porto di valenza regionale”.  

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