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Mellone: ''Incomprensibili le dichiarazioni dell'assessore Rocco Palese sul dott. Fracella''

Il sindaco di Nardò interviene nella querelle relativa alle condizioni in cui opera il Pronto Soccorso Covid al ''Fazzi'' di Lecce.

Le parole dell'Assessore Regionale Rocco Palese contro il Dottor Silvano Fracella, primario del Pronto Soccorso al ''Vito Fazzi'' di Lecce, sono inattese e incomprensibili sia nei toni sia nel contenuto, frutto probabilmente di una errata e cattiva interpretazione dei fatti. Quanto avvenuto, però, impone una riflessione ad ampio raggio.

Innanzitutto non possiamo giudicare quel che accade in un pronto soccorso senza parlare con i comuni cittadini e senza conoscere le esperienze degli addetti ai lavori.

Ogni cittadino normale potrebbe raccontare la propria storia o quella di una persona cara. I pronto soccorso sono delle fabbriche di miracoli, nelle quali giornalmente le persone vengono salvate da pericoli improvvisi, ma sono anche un parcheggio di sofferenza per chi  è costretto ad attese infinite in condizioni spesso poco civili.

In estate la situazione si complica. Si tratta di una “emergenza ricorrente”, che si ripete ogni anno: aumentano gli incidenti stradali, i traumi legati alle attività in mare, alla vita notturna e alla disattenzione. Questo sovraccarico si incrocia con le criticità di sempre.

Giornalmente la mia comunità - alla quale, lo ricordo con rabbia, due decenni fa è stato scippato un vero ospedale e un efficace pronto soccorso - si lamenta per i disservizi che subisce durante le emergenze o quando ha bisogno di visite specialistiche e servizi indispensabili. Disservizi che si incuneano nel sottile filo di separazione che c’è tra la vita e la morte e che pesano soprattutto si chi non può permettersi il costo delle visite private.

Tutto ciò avviene soprattutto per colpa di un sistema sanitario che, dagli anni 2000 in poi, viaggia sulle montagne russe, tra pericolose cadute, ricadute e difficili risalite.

Con la gestione del Presidente Emiliano i conti sono andati decisamente meglio, fin quando la pandemia ha aggravato la situazione, devastando i servizi e mettendo sotto pressione i lavoratori e le lavoratrici della sanità.

In questo quadro le difficoltà di medici e infermieri che giornalmente ci mettono l'anima, sono evidenti e non necessitano di critiche ma di aiuto, sostegno e comprensione.

Probabilmente, come in ogni organizzazione complessa, ci sono anche le mele marce, ma non è il caso del dottor Silvano Fracella, il quale è uno stimato e appassionato medico ed una persona dalle qualità umane eccezionali. Un uomo che è figlio della mia città e che, come Sindaco e come cittadino, stimo moltissimo.

A lui va la mia solidarietà, che ho già espresso in privato, mentre all'intera catena di comando della sanità va il mio richiamo ad ascoltare con più attenzione e con più umiltà le critiche, i suggerimenti e le lamentele che vengono dal basso: là dove il basso è il cuore del nostro popolo, fatto di uomini e donne senza santi in paradiso, che non possono essere considerati solo numeri e che hanno il diritto ad una sanità pari a quella di altre regioni d'Italia.

La Puglia merita di più: i cittadini hanno diritto ad una sanità migliore e gli operatori hanno diritto a lavorare in condizioni ottimali. La sanità ragionieristica che è stata imposta alla nostra regione ha portato allo scippo di servizi ospedalieri a Nardò, Copertino, Galatina e in tutta la Puglia. Una vergogna frutto di scelte nazionali, con le quali sono state disegnate tre o perfino quattro Italie.

Una situazione che non si risolve attaccando le nostre persone migliori.

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