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Scalfarotto visita Giardino della Memoria: «Intollerabile presenza di fascisti nelle liste altrui»

Il candidato di Matteo Renzi in visita al Giardino della Memoria e dell'Accoglienza di Santa Maria al Bagno: «Vergognoso che Emiliano ed i grandi partiti di destra tollerino la presenza di candidati apertamente fascisti per racimolare voti estremisti»

«La commovente visita di oggi al Giardino della Memoria e dell'Accoglienza di Santa Maria al Bagno (Nardò), dedicato al rifugiato Ottfried Weisz, sopravvissuto all'Olocausto, mi ha fatto riflettere su quanto, ancora oggi, il linguaggio e i gesti della politica siano fondamentali per mantenere accesa la fiamma del rispetto e della memoria»: è quanto dichiara il candidato presidente di Italia Viva alla Regione Puglia, Ivan Scalfarotto.

«La presenza, a più di 75 anni dalla sua caduta – prosegue -, di forze politiche che inneggiano al ritorno del fascismo, che senza vergogna né pudore sventolano il braccio teso nelle occasioni pubbliche, non sono solo un pericolo per la nostra democrazia, ma un’inaccettabile mancanza di rispetto nei confronti dei milioni di morti che i regimi autoritari dell’ultimo secolo hanno causato. La politica non può girarsi dall’altra parte – derubricando queste manifestazioni a goliardia o folklore estremista – ma deve fare sentire la propria voce, anche e soprattutto per tutelare le minoranze preoccupate da una deriva fascistoide che ne minaccia i simboli e le identità».

«È quindi una vergogna che, per mero interesse elettorale, vi siano partiti e rappresentanti delle istituzioni, a destra e a sinistra, che tollerano la presenza di candidati dichiaratisi apertamente fascisti solo per racimolare qualche voto da frange estremiste. Da Pippi Mellone – sindaco di Nardò vicino a Casapound che vorrebbe fare di questo luogo della memoria un terminal per idrovolanti - con il quale Michele Emiliano si è fatto spesso orgogliosamente ritrarre, fino alle decine di candidati pseudofascisti che affollano le liste di Lega e Fratelli d’Italia in tutto il Paese. Ma è ancora più ignobile, e per certi versi incute anche una certa paura, che nessuno dei leader di questi partiti, né lo stesso Michele Emiliano, se ne siano dissociati pubblicamente, alimentando il dubbio che faccia loro comodo lisciare il pelo all’elettorato estremista al solo scopo di mantenere le proprie posizione di piccolo grande potere». 

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