Politica Nardò 

Comune chiuso e ingresso vietato ai consiglieri: è di nuovo bagarre politica a Nardò

L’opposizione all’attacco per la chiusura di Palazzo Personè ai consiglieri della commissione controllo: evocato un sistema anti-democratico. La replica della maggioranza

Comune chiuso e ingresso vietato ai consiglieri della commissione controllo: un nuovo caso politico a Nardò, dove riscoppia la polemica tra maggioranza e opposizione, dopo l’ultimo episodio verificatosi nelle scorse ore con strascichi e conseguenze probabili anche sul piano legale.

Nardò Bene Comune accusa il sindaco Mellone e il presidente del consiglio Andrea Giuranna di aver chiuso i portoni di Palazzo Personé, impedendo ai membri della Commissione controllo e garanzia di potersi riunire per poter svolgere la propria attività: «Episodio gravissimo – sottolineano -, la materializzazione dell'abuso di potere, dello sprezzo delle istituzioni, dell'offesa delle garanzie costituzionali, dell'uso personalistico della casa di tutti».

In una nota delle opposizioni unite (Partito Democratico, Coordinamento Italia Viva, Udc, Città Nuova, Nardò Liberal, Nardò Progressista, Nardò Bene Comune, Voce Popolare, Grande Nardò, Progetto Nardò, Gruppo R.My-A. Cavallo-R.Leuzzi) si legge ancora della vicenda, sottolineando che «All’ordine del giorno c’era la questione autisti di scuolabus, che Mellone ha paura ad affrontare», e parlando apertamente di “finti alibi” forniti dalla maggioranza. L’opposizione aveva proposto anche di riunirsi in videoconferenza senza ricevere risposta da Mellone e Giuranna.

«Abbiamo il fondato sospetto – affermano Carlo Falangone, Paolo Arturo Maccagnano, Giancarlo Marinaci, Roberto My, Daniele Piccione e Lorenzo Siciliano - che la maggioranza non intenda affrontare il tema sollevato un mese fa dall’opposizione degli autisti di scuolabus, che in Commissione era all’ordine del giorno. Da aprile a giugno infatti Palazzo Personè si è misteriosamente dotato di sette autisti di scuolabus pur sapendo dell’inutilità del servizio per quel periodo visto che le scuole erano e resteranno chiuse per l’emergenza coronavirus. Gli autisti sono stati così destinati a servizi di portierato. Chi sono e come sono stati selezionati? Che timore c’è di discuterne in Commissione Controllo? Se il Comune ha bisogno di uscieri, perché si dota invece di conducenti da impiegare diversamente? E se, come afferma Mellone, “da oltre 50 giorni il 95% dei dipendenti del nostro Comune lavora da casa e i servizi al cittadino data l’emergenza in corso sono ridotti all’osso”, a cosa servono sette uscieri con la patente? Queste le domande che avremmo voluto fare, mentre abbiamo ormai perso il conto delle gravissime violazioni con cui questa maggioranza tenta quotidianamente di ostacolare il lavoro dell’opposizione».

Alle accuse dell’opposizione replica il capogruppo di Andare Oltre, Gianluca Fedele, che parla di «nauseanti tentativi di far passare il tutto come un’azione operata da un governo cittadino ai limiti della dittatura coreana. Mi piacerebbe sapere allora qual è il modello di riferimento nella geografia politica mondiale di una opposizione che se ne frega della legge. Per buona pace del confusionario e pasticcione presidente della commissione Controllo e Garanzia, ricordo che esiste una sua comunicazione nella quale dichiara di aver convocato la seduta della commissione per l’11 maggio in modalità ordinaria. A seguito della diffida del sindaco e del presidente del Consiglio, ne produce un’altra, convocando la commissione per il 13 in modalità da remoto. Ne esiste anche una terza in cui la commissione viene spostata al 14 maggio in modalità ordinaria. Infine, a dimostrazione di una straordinaria chiarezza di idee e di una altrettanto coerente consapevolezza delle proprie ragioni, ne esiste anche una quarta in cui la commissione torna magicamente al 13 in modalità ordinaria. Il tutto nell’arco di appena 48 ore».

«Questa – aggiunge - la non facile sintesi dei fatti. C’è un po’ di tutto: questo personaggio è arrogante, pensa di utilizzare le istituzioni come se fossero circoli ricreativi, ha difficoltà a comprendere il tenore delle norme di legge e tanto altro. Purtroppo i componenti della commissione, alla fine, si sono fatti convincere (solo quattro in realtà) e hanno ripiegato su una soluzione arbitraria, molto più suggestiva, ma sicuramente più rischiosa. Non avevano previsto il doveroso intervento delle forze dell’ordine. Proprio di quest’ultimo aspetto siamo in attesa di conoscere le eventuali ricadute sui presenti, poiché si prefigurerebbe quantomeno l’infrazione conseguente all’assembramento non autorizzato. Ricordiamo tra l’altro che la seduta non avrebbe comunque raggiunto il numero legale per insediarsi».

«Pur riconoscendo – afferma ancora - quindi l’importanza dell’organo rappresentato dalla Commissione VII, appare ormai evidente che la stessa non assolva da tempo alla sua funzione ma ha ormai solo lo scopo di creare imbarazzo per l’ente attraverso azioni teatrali, tanto da indurre quasi a rimpiangere la presidenza più elegante di Carlo Falangone. Adesso però, a conclusione di questo desolante spettacolo, questi signori dovrebbero comprendere che gli unici ad essere davvero in imbarazzo sono i cittadini che li hanno votati».

 

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